Il nuovo modo di comunicare la Toscana del vino, un po’ cremasco, dell’ambizioso progetto Faretra. E una bottiglia da firmare
L’obiettivo è produrre vini e prodotti identitari per raccontare il territorio in un modo unico, nuovo. Anche questo è l’ Agricola La Faretra, realtà nata nel 2008 nel cuore della Maremma come allevamento di cavalli, oggi diventata un ecosistema complesso che vuole raccontare al mondo la Toscana, proiettandola nel futuro. E il magazine Linkiesta ha dedicato spazio al progetto firmato da Massimo Guercilena, Alessandra Doldi (cremaschi di Crema) e Giacomo Tonini. E la rivoluzione parte a tavola, con una bottiglia da mezzo litro, con un’etichetta di carta bianca con stampata solo una frase “quanto basta per…” e accanto matite e pennarelli. “Noi facciamo portare sempre questo nei ristoranti in cui servono questo vino, così le persone possono disegnare la loro etichetta e portare a casa un ricordo di quella serata” … spiega Massimo Guercilena, cremasco e amministratore delegato della Faretra. E perché mezzo litro? “Perché oggi per tanti clienti un calice è poco e una bottiglia troppo”.
Una scelta insolita, un formato innovativo e che all’assaggio di questo Igt Toscana Bianco ottenuto da un blend di Vermentino e Viognier racconta un’idea diversa di fare il vino. "Abbiamo preso una direzione opposta, spiega Guercilena, vale a dire: “Valorizzare il territorio in modo da lasciare una caratterizzazione forte, senza compromessi. Un fattore distintivo che va contro l’omologazione. Perché oggi è facile fare un prodotto che piace ai clienti, ma seguendo solo il mercato si perde l’identità”
La Faretra ha inoltre comprato nel 2025 Querce Bettina, cantina famosa per il suo Brunello e il suo Rosso. “Non abbiamo fatto questa operazione per mettere una bandierina – puntualizza Massimo Guercilena – ma perché vogliamo portare la nostra filosofia anche qui”. Ah La Faretra è pure due tipi di gin, un centro ippico, la ristorazione e novità in arrivo, come un inedito polo per l’ospitalità: Casa Faretra, una visione condivisa, un’identità forte che unisce realtà diverse ma animate dagli stessi valori e dalla stessa ricerca dell’eccellenza. Intanto l’estate 2026, tra Gavvorano, dove ha appunto sede la cantina La Faretra e Caldana, laddove invece, la provincia di Grosseto è illuminata dall’EnoRistorante Boccaccio (sempre affiliato alla galassia La Faretra), prosegue alla grande, grazie anche a serate, giornate in cantina, eventi, sinergie (quella cremasca tra la macelleria Il Vecchio Piero di Pianengo e il Caffè Teatro di Crema, per esempio), molto apprezzate e frequentate pure da personaggi famosi, tipo, solo per fare due nomi, l’attore Claudio Amendola e l’ex calciatore Quagliarella.
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