16 aprile 2026

Il "ricercatore" Franco Bianchessi, ricorda Bartolomeo Pergami, il "playboy" cremasco che fece tremare la Corte Inglese, col suo celebre (come scrisse Porta) "tocch d'usell"

"Carolina di Brunswick, nata a Brunswick il 17 maggio 1768, morta a Londra il 7 agosto 1821, è celebre per lo scandaloso processo mossole dal marito, il re Giorgio IV, ch'ella aveva sposato nel 1794. Le relazioni tra i due coniugi erano state interrotte privatamente quasi subito dopo le nozze, ufficialmente dal momento della nascita d'una figlia (la principessa Carlotta), cioè dal gennaio 1796. La principessa visse da allora appartata; ma, a partire dal 1804, cominciarono a diffondersi notizie compromettenti sulla sua condotta, che, un momento sopite tra il 1807 e il 1812, degenerarono nel 1813 in un aperto scandalo, discusso nella stessa Camera dei Comuni. Esclusa dalla Corte, irritata, abbandonò l'Inghilterra, fissandosi in Italia, dov'ella si compromise apertamente con un certo Bergami. Una commissione, nominata dal marito, inquisì sulla sua condotta; e quando ella si risolse a sfidare il consorte, recandosi a Londra, ove fu accolta trionfalmente dalla popolazione, il ministero fece iniziare il processo dinanzi alla Camera dei Lord. Il processo non fu condotto a termine; e venne anzi lasciato cadere; ma lo scandalo fu enorme, e mise a nudo l'indegnità morale del re, oltreché della regina".

Ebbene, dato alla Treccani, ciò che è dell'enciclopedia digitale, diamo spazio ora a ciò che riporta ilmirino.it:  "La principessa Carolina, moglie separata del principe di Galles, era venuta ad abitare a Milano nel 1814, in una villetta acquistata presso il quartiere Barona. Donna istintiva, non molto istruita, procace e piuttosto frivola, disponeva di una cospicua rendita annuale, che amava spendere tra mille vizi, feste e balli. Si divertiva alla grande e, per poter meglio dar sfogo alle sue frenesie, spese una fortuna per poter acquistare la ben nota Villa d'Este sul lago di Como. Vi condusse il suo amante, un certo Bartolomeo Pergami, un sottufficiale nativo di Crema, di origini abbastanza umili, ma di nobile casato secondo la principessa, cacciato dall'esercito austriaco per avere ucciso in duello un suo superiore. A capo di un drappello di cavalleggeri, scortava Carolina nei suoi diversi spostamenti e, grazie al suo fascino ed alla sua straordinaria altezza di un metro e novanta (Carlo Porta, nel 1816, scrisse su di lui quattro sonetti satirici), la fece innamorare sempre più intensamente. Nel 1817 i due si trasferirono a Pesaro presso Villa Vittoria, sempre spiati a debita distanza da alcuni investigatori inglesi. In ogni caso, il segretario di Stato del Papa aveva dato ordini di proteggere Carolina in ogni suo spostamento poiché la stessa, in futuro, avrebbe forse potuto salire sul trono d'Inghilterra. Bartolomeo Pergami, nel frattempo, si comportava da vero padrone e la principessa dipendeva sempre più da lui. La loro villa, a Pesaro, si infittiva di ritratti dedicati al Pergami e alle sue insegne nobiliari, sicuramente inventate. Ci fu addirittura uno scontro con il maestro Gioachino Rossini, reo di aver commesso uno sgarbo alla principessa. Il maestro, minacciato da alcuni facinorosi armati dal Pergami, dovette rifugiarsi in un palco del teatro.  E a quel punto la città di Pesaro fece di tutto per costringerli a partire o quasi. Nel 1820 moriva il suocero di Carolina, Giorgio III, e poco dopo la donna, ritornata a Londra, tentò di reclamare tutti i suoi diritti di regina. Ma re Giorgio IV, per poter ottenere il divorziò, accusò coram populo la principessa di adulterio. Ella ritornò subito a Pesaro, portando via da Villa Vittoria l'argenteria, i gioielli e un numero indefinito di vestiti. Poi, sulla strada del rientro a Londra, si separò a Calais da Bartolomeo Pergami e non lo rivide più. Nel Regno Unito venne processata per adulterio e fu considerata colpevole. Ma temendo che l'eventuale passaggio alla Camera dei Comuni, avversa a Giorgio IV, complicasse sensibilmente la situazione, il governo decise di cancellare la sentenza. Venne proposto a Carolina un cospicuo aumento della rendita annuale e questa accettò. Volle tuttavia essere presente, nel gennaio 1821, all'incoronazione di re Giorgio IV, ma i portoni dell'abbazia di Westminster si chiusero davanti a lei, relegandola all'esterno della chiesa. Derisa e fischiata dalla folla, morì alcuni giorni dopo a seguito di una crisi cardiaca".

Ebbene, nei giorni scorsi, Franco Bianchessi, colonna portante della Pro Loco di Crema, ricercatore e collezionista di libri e stampe antiche, via social ha postato, in accompagnamento alla foto che vedete in pagina, quanto segue: "La scandalosa Carolina di Brunswick e Bartolomeo Pergami il toy boy Cremasco che come scriveva il Carlo Porta  'Ma el Bergom saravel ricch, saravel cavalier, se non gh'avess avuu quel tocch d'usell '. Lo scandalo che fece tremare la corona inglese". Bartolomeo Pergami ex fante di stanza a Milano, sposato con una figlia, cremasco bello, alto, moro, atletico e dotato di enorme fascino, entrò appunto come 'servizio di sicurezza' agli ordini della futura regina Carolina. E ... come spesso accade, tra guardia de corpo e protetta, talvolta fatale, puo' essere la stanza da letto o il divano, no? Ah ... Bianchessi, per la cronaca, nella fattispecie ha scoperto il volume, storico, "Mèmoires de Monsieur Le B Pergami".  

 

 

 


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