La "Fondazione Chiodo", per il recupero dell'Ex Ferriera, è una "visione" importante, da approfondire. Dopo il naufragio della vecchia proposta di Alloni, serve una svolta peri recupero...
"Domenica scorsa, grazie alle 'Giornate del Fai' e all'architetto Campanella, si è potuto visitare la Ferriera di Crema. O meglio quello che è rimasto del reparto bulloneria. Che è tanta roba. Bellissima ed emozionante da vedere.
La Ferriera è stata molto importante per il nostro territorio. Per il lavoro che ha procurato a migliaia di cremaschi. Tra questi molti che ho conosciuto. Arcangelo Zacchetti, che ci ha anche scritto un libro. Sandro, mio cognato, che ci ha lavorato. Sandro e Pino che lo hanno fatto per una vita, che ci andavano sempre col motorino anche quando nevicava e di notte. Che hanno visto da vicino gli infortuni, anche mortali, che succedevano. Pino e Sandro che una volta in pensione sono stati la spina dorsale per l'allestimento di decine e decine di feste de l'Unità e che quando ci fermavamo a mangiare un panino e a bere un bicchiere di vino (anche più di uno) ci raccontavano delle fatiche e dei pericoli affrontati. E a Sandro Scappava sempre una lacrima.
Ho poi seguito, da collaboratore dell'Onorevole Renato Strada le vicende finali della chiusura della Ferriera.
Infine, da assessore all'urbanistica del Sindaco Ceravolo, ho lavorato alla definizione del progetto di recupero delle aree industriali a Nord-Est della città, che aveva come punto centrale proprio la Ferriera. Nel progetto realizzato dal grande Architetto Cesare Macchi Cassia (che tra l' altro aveva progettato il recupero del porto di Atene) era collocata la soluzione del sottopasso al viale di Santa Maria. Il progetto comprendeva tutte la aree dismesse di questa enorme area, fino alla Ex Everest sullo stesso viale. E prospettava soluzioni importanti e innovative per tutto il comparto, in un disegno unico, non diviso per progetti singoli. Una visione che disegnava una città che si collegava al centro storico, che dava soluzioni di ordine residenziale originali, che già immaginava un potenziamento del trasporto pubblico e un collegamento veloce con Milano attraverso il Treno Diretto, che univa il parco del Serio al futuro parco dei Mosi.
La politica (con la p minuscola!) che è succeduta alla giunta Ceravolo nel mandato successivo ha fatto morire (anche) questo progetto, approvato e pronto per essere realizzato. Premiato a livello nazionale.
E adesso siamo a capo. Grazie al Professore Campanella, durante la visita, ho visto in mostra tanti progetti immaginati e disegnati da tantissimi giovani architetti del Politecnico di Milano. Tutti interessanti.
Speriamo che non arrivi solo il solito supermercato. Speriamo che molte di queste strutture di archeologia industriale vengano risparmiare e valorizzate.
Speriamo".
Così ha postato via social, lo scorso 11 ottobre, Agostino Alloni, politico, in pensione, ma non troppo ed esponente di spicco del Pd cremasco. E grazie al suo post, apprendiamo quindi che, se fosse passata la "Visione" di Alloni, probabilmente oggi il quartiere di Santa Maria della Croce, non sarebbe isolato dal resto della città. A proposito, la Ferriera, con un po' di pazienza e fortuna, potrebbe diventare (nulla di deciso, si tratta di una delle ipotesi, presentata dai laureandi del Politecnico, per ridare vita all'ex acciaieria cremasca) per un giorno, prendendo il cognome dell'attuale proprietario dell'area da riqualificare, la "Fondazione Chiodo", un importante polo (uno straordinario, importante e squarciante recupero industriale, con un occhio alla formazione agro casearia) al servizio di Crema, senza drastici impatti. Sarà la svolta buona per recuperare una grande porzione di città, oggi malinconica e malmessa?
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