Luigi Dossena, a Pontida, con i leghisti della prima ora ha omaggiato Umberto Bossi e poi ha piazzato la sua "Dossenata": "Quella Lega era pura magia. Ora è svanito tutto..."
Lo scorso 20 settembre, i vecchi militanti della Lega a modo loro hanno reso omaggio al fondatore Umberto Bossi, scomparso quest'anno: nel giorno del suo 85esimo compleanno, su iniziativa del cofondatore della Lega Giuseppe Leoni, il Senatùr è stato ricordato con la posa di un ulivo nel parco di via Leonardo da Vinci, a pochi passi dal pratone di Pontida, dove dal 1990 si tiene l'appuntamento leghista per eccellenza, le cui radici risalgono al 20 maggio di quell'anno. "Bossi e Maroni, il sogno continua..." recitava lo striscione accanto all'albero, scelto come simbolo di pace. L'ulivo è stato donato da un militante, mentre la terra lombarda utilizzata per ricoprirne le radici arriva dalle diverse province della regione. A innaffiarlo ci ha pensato Roberto Calderoli – sulle note del Va' pensiero - utilizzando l'ampolla del 1996, simbolo della prima Lega: "Questo albero simboleggia Bossi... è tanta roba". Ebbene, "Bossiano" romantico, leghista della prima ora, il ricercatore Luigi Dossena, anima creativa del movimento di Bossi (quello che si inventò il viagra leghista del "celodurismo") a Pontida, come sottolineato dalla versione On Line de Il Manifesto, si aggirava con una banconota a caratteri cinesi con stampato il volto di Vannacci: "Lo Yuannacci!" e ovviamente ha ricordato la sua Lega: "Era magia pura, la vivacità della gioventù. Ora non è più magica".
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commenti
marco
6 ottobre 2026 08:05
Veramente la magia è stata economica con lo scandalo di milioni di euro di rimborsi elettorali pubblici destinati al partito utilizzati per coprire le spese private della famiglia Bossi,ristrutturazioni edilizie, multe stradali, interventi di chirurgia estetica, l'acquisto di lauree.
Si può proseguire con gli investimenti dei fondi pubblici ottenuti dal partito per investitimenti in attività finanziarie in Tanzania e in Cipro e l'appropriazione indebita da parte del primogenito di Bossi di oltre 158.000 euro di fondi della Lega per sue spese personali con anche truffe in merito al Reddito di Cittadinanza che alla fine hanno portato al suo arresto.
E non sono opere di fantasia ma notizie di pubblico dominio.
Quindi di cosa devono gloriarsi i vecchi militanti beffati negli ideali ai quali è stato anteposto il vantaggio economico che si voleva combattere come cancro della politica?