Nel 2019, il regista Guadagnino lasciò Crema, da lui resa famosa girandoci il film Call me by your name. Oggi il regista vive tra Milano e il Piemonte
"Un regista non deve mai girare un film nel luogo dove abita. Crema per me era sempre stato un luogo di solitudine e di anonimato che a me piace, un posto compassato e nebbioso. Quando abbiamo cominciato a girare il film, ci siamo scontrati con l'ostilità brutale della cittadina, perché loro qui sono molto concreti, sono quelli del fare. Quando tu blocchi la città per mettere la scenografia, i commercianti ti dicono che hanno perso clienti e soldi , e si lamentano sui giornali. Poi quando il film è uscito ed è stato un successo importante, lo è stato anche per Crema che ha visto il tasso di turismo aumentare del mille percento, perché in tanti sono venuti a vedere i luoghi delle riprese. Questo, però, ha distrutto il mio anonimato,qui non si può più stare".
Ricordate? Con queste parole, il regista Luca Guadagnino, dopo aver reso famosa nel mondo Crema, girandoci il suo filmone "Call me by your name", lasciò, nel 2019, la capitale del Granducato del Tortello. E oggi, come ha scritto il sito idealista.it, Il regista di Chiamami col tuo nome si è ritirato in una villa in Piemonte. O meglio, Guadagnino divide la propria vita tra due poli che incarnano perfettamente la sua doppia anima: quella urbana e cosmopolita, e quella contemplativa e creativa. Quindi, da un lato ha un appartamento a Milano, cuore del mondo della moda e del design italiano. Dall'altro, a fare da contrappeso alla frenesia metropolitana, c'è Villa La Ceriana, la sua residenza principale immersa nella campagna piemontese. Ed è proprio in questa villa, in provincia di Torino, che Guadagnino si ritira per scrivere le sue sceneggiature e pensare ai suoi nuovi film. Particolare non indifferente: alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il regista ha ricevuto il prestigioso Cartier Glory to the Filmmaker 2026, riconoscimento assegnato ogni anno a un autore che ha lasciato un'impronta originale nel panorama cinematografico contemporaneo. E in Laguna, Guadagnino ha presentato in prima mondiale Joie de vivre: documentario dalla durata complessiva di 435 minuti, un omaggio profondo all'opera di Bernardo Bertolucci, maestro del cinema italiano che Luca Guadagnino ha dichiarato di ammirare sin dagli anni della formazione.
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