Sussurri dalla De.Co del Tortello: nessun obbligo, ma consentita, la "pasta" per i Tortelli Cremaschi anche con le uova. Via libera agli amaretti di altre marche, basta che siano di tipo Gallina.
Politicamente scorretto, divisivo, ruffiano, monello, senza mezze misure: o si ama, oppure si odia, il Tortello Cremasco rappresenta il piatto classico del Granducato del Tortello. La tradizione cremasca vuole, o meglio, voleva... il Tortello confezionato con la cosiddetta "pasta matta" ovvero un impasto di sola acqua calda e farina con l'aggiunta di un pizzico di sale. E la commissione ad hoc, ufficialmente nominata tempo fa, dopo mesi di lavoro, ha determinato la De.Co dei Tortelli Cremaschi, introducendo, le due seguenti novità: la possibilità, senza alcun obbligo, di utilizzare al massimo due uova per il cosiddetto impasto e, il ricorso ad Amaretti di tipo Gallina, senza alcun vincolo ricorrere soltanto a quelli della marca bolognese. Ah... questi, quindi gli ingredienti del ripieno, aggiornati: amaretti tipo Gallina, biscotto Mostaccino, cedro candito, noce moscata, mentine bianche, uvetta, q uovo, grana padano, sale, buccia di limone grattugiata e marsala secco. Serviti a tavola devono annegare nel burro e asciugare nel Grana Padano, meglio ancora in abbinamento a foglioline di salvia. Consentiti, per la chiusura, dai tre ai 5 pizzichi. Venerdì alle 17.30, presso il comune di Crema, presentazione ufficiale della De.Co più "democristiana" del mondo, per il piatto più monello dell'universo...
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