22 gennaio 2026

A due passi dalla discarica e dal termovalorizzatore: un viaggio nel degrado tra montagne di rifiuti abbandonati e sporcizia. Il video da questa terra di nessuno, dove regnano l'incuria e l'inciviltà

Di foto ne abbiamo viste davvero tante: immagini che raccontano luoghi di degrado e abbandono e già così lasciano perplessi e basiti. Ma vederli dal vivo e documentarli "live" fa un effetto ancora più impattante. E disarmante, dal momento che non sembra vero che esistano luoghi fuori da ogni regola, zone che diventano terra di nessuno e dove in tanti quindi si sentono autorizzati ad abbandonare spazzatura, rifiuti, biciclette, televisori, sedili di auto. La lista è lunga e variegata, il risultato è lì sotto gli occhi di chi lo vuol vedere, ma spesso passa oltre. Così, dopo l'ennesima segnalazione, andiamo di persona per documentare la situazione. Luogo: via Antichi Budri, la via che porta direttamente al termovalorizzatore, percorsa ogni giorno dai mezzi della nettezza urbana che conferiscono all'impianto. 

Ad accoglierci, una situazione che non trova parole per essere descritta: lungo la scarpata che costeggia la strada si trova di tutto, oltre ogni immaginazione. Non è un'iperbole, perchè percorrendo a piedi quelle poche centinaia di metri nell'erba e tra gli alberi il degrado si tocca letteralmente con mano. Sul ciglio della strada ci accoglie la carcassa di una bicicletta, lasciata lì chissà da chi; accanto si intravedono un secchiello di quelli usati per le pitture murali, alcune buste della spesa piene di spazzatura, una scatola di plastica rotta, giubbotti e persino una valigetta ventiquattrore. Tra le foglie spuntano sacchi dell'immondizia pieni, ma si possono trovare anche padelle, copertoni, oggetti di qualsiasi tipo. Uno di questi ci incuriosisce e così scopriamo che tra le sterpaglie c'è pure il sedile di un'auto, accanto ad alcuni sgabelli da bar, ma c'è poco da stupirsi perchè fino a poco tempo fa, per oltre un mese, era rimasto un bel divano bianco e grigio abbandonato a bordo strada. 

Proseguiamo accompagnati dalla costante presenza di sacchi neri gonfi, decine di bottiglie di plastica, oggetti di dimensioni, forme e materiali diversi, dagli abiti alla spazzatura, dai televisori ai passeggini. Questo per citare gli oggetti più grandi, ma facendo bene attenzione, a terra è disseminato di bottiglie e pezzi di plastica, fogli di carta e cartone, probabilmente volati fuori dai mezzi che trasportano la differenziata in discarica e spesso disperdono lungo la strada parte del materiale caricato, che vola fuori dalla sommità del cassone. Una sorta di moderni "pollicino" che disseminano di tracce il proprio passaggio, segnando la via.

Proseguiamo per pochi metri verso la piazzola ecologica e qui la situazione diventa ancor più grottesca: passeggini, reti di letti, borsoni pieni di scarpe gettati nel canale o lungo la riva, rotoli di rete, frammenti più o meno grandi di plastica, ruote e parti di biciclette, un televisore gettato nel canale. Qui è evidente che si tratta dell'azione sistematica da parte di incivili e vandali che invece di conferire i rifiuti in discarica (che, ripetiamo, si trova a due passi da quest'area), preferiscono aprire il baule e gettare sacchi, borsoni e quant'altro direttamente nei fossi o lungo le rive, senza il minimo ritegno e senza il minimo rispetto delle più basilari norme di convivenza civile.

Oggi qui troviamo due persone che in qualche modo cercano di raccogliere almeno i rifiuti più ingombranti: parlando con loro, scopriamo che sono due volontari dei Limpiadores de Estrellas all'opera per cercare di ripulire questo angolo deturpato, scendendo lungo le scarpate e le rive, armati di guanti e stivali, sempre pronti a segnalare a chi di dovere le situazioni più impattanti. E anche oggi sono in campo per cercare di ridare dignità a questo angolo di Cremona.

Ma in zona non c'è solo chi si preoccupa di pulire. Durante il nosto sopralluogo, infatti, non abbiamo potuto non notare la presenza di almeno un paio di persone all'interno della piazzola ecologica: non operatori, perchè a quell'ora la discarica è chiusa, bensì soggetti che in qualche modo entrano e ne escono carichi di materiale raffazzonato tra i cassonetti. Come ombre, se ne vanno come se niente fosse, tranquillamente, con il loro bottino appoggiato sulla canna della bicicletta o portato direttamente a spalla, così come se fosse la cosa più normale del mondo.

E forse lo è diventato davvero, in questa terra di nessuno, dove sembra che chiunque possa prendere o gettare a suo piacimento. 

Servizio foto e video a cura di Francesco Sessa Ventura

Michela Garatti


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti