11 gennaio 2023

All'asta per 70 mila euro a Vienna il "Ritratto di collezionista di orologi" di Antonio Campi, altra occasione persa per il Museo civico di Cremona

Una splendida tela di Antonio Campi venduta all’asta per 70 mila euro. E il Comune di Cremona, come sempre, è rimasto a guardare. Ogni museo avrebbe il compito di incrementare le proprie raccolte con nuovi acquisti o lasciti privati, ma da anni questa consuetudine è stata completamente abbandonata. E capolavori come quelli del manierismo cremonese, che spesso fanno la loro comparsa alle principali aste internazionali, prendono il volo a prezzi del tutto concorrenziali senza che l’amministrazione batta ciglio. E’ il caso del “Ritratto di collezionista di orologi” attribuito da Marco Tanzi ad Antonio Campi, andato all’asta presso la casa viennese “Kinsky GmbH”, doppiamente significativo per Cremona. Innanzi tutto perché opera di uno dei maestri indiscussi del nostro Rinascimento, ed in secondo luogo perché richiama inevitabilmente un altro grande cremonese, quel genio della meccanica, ed orologiaio lui stesso, Janello Torriani nato all’ombra del Torrazzo verso il 1511, allievo a sua volta di un altro grande scienziato, Giorgio Fondulo, cattedratico dell’Università di Padova. Il ritratto in questione non era del tutto sconosciuto, ma noto ai ricercatori solo attraverso un’illustrazione in bianco e nero pubblicata nel 1930. Marco Tanzi lo definisce oggi come un autentico capolavoro e un importante contributo alla ritrattistica cremonese del XVI secolo, vicino, per la modellazione dei tratti somatici e la resa pittorica, al “Ritratto di prelato” della Galleria Spada di Roma, e al “Ritratto di anziano nobile” di proprietà privata. Lo sguardo del collezionista che guarda risolutamente lo spettatore come se guardasse in una macchina fotografica lo ritroviamo nel “Ritratto di un uomo anziano con lettera e guanti” ora al Cleveland Museum of Art.

Marco Tanzi data il dipinto intorno alla metà del XVI secolo, ma fa notare che esso appare ancora più potente e insieme più sensibile delle opere sopra citate, con un approccio diretto e senza concessioni alla idealizzazione del soggetto, fedele alla natura, ma nondimeno abilmente eseguito in modo lusinghiero, mostrando le tipiche influenze che hanno plasmato la pittura cremonese: Lorenzo Lotto e Giovanni Battista Moroni da un lato e l’apertura alla pittura fiamminga dall’altro. Nel ritratto di tre quarti, il soggetto guarda dritto lo spettatore mentre viene colto nel momento intimo in cui si prende cura dei suoi preziosi oggetti da collezione e sta per aprire un orologio da tavolo. È vestito con abiti sontuosi: un berretto nero e una veste foderata di pelliccia mentre rivela sotto la sua camicia grigio argento con pizzo bianco al collo e alle maniche. Attraverso sguardi e gesti nonché il sapiente gioco di cromatismi, si staglia sullo sfondo grigio e indefinito. L’occhio dello spettatore è attratto attraverso il panno di velluto verde brillante verso gli oggetti preziosi presentati con orgoglio nell’angolo in basso a destra dell’immagine. I due rari orologi dimostrano l’importanza della collezione di una personalità di alto rango. Da un lato, è un orologio a forma di mela muschiata sferica, uno dei primi orologi da tasca sviluppato da una mela profumata. Quello che è probabilmente il più antico esempio completamente conservato si trova oggi nel Walters Art Museum: il cosiddetto orologio Melanchton realizzato nel 1530. Il secondo pezzo è un orologio da tavolo con quadrante orizzontale, probabilmente custodito in una custodia per protezione. Ma nel ritratto del collezionista di orologi è ovviamente tanto più significativo il richiamo ad una tradizione autenticamente cremonese, terra di orologiai, scienziati, matematici e ingegneri che ne ha fatto uno dei centri produttivi più significativi d’Europa.

Fabrizio Loffi


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commenti


Luca Burgazzi

11 gennaio 2023 09:42

Ringrazio per la segnalazione, segnalo però che per un ente locale partecipare ad aste estere è quasi impossibile per ragioni procedurali. In particolare trattandosi di aste fuori dai confini nazionali la cosa si complica ulteriormente. Infine, come già dichiarato nella conferenza stampa dello scorso novembre la Pinacoteca avviare procedure di acquisto di nuovo patrimonio attraverso una rigida procedura di controllo. A disposizione per ogni altro chiarimento. Cordiali saluti e buon lavoro
Luca Burgazzi, assessore alla Cultura di Cremona.