Ancora spettacolare l'intervento in quota dei Vigili del Fuoco, oggi impegnati sulla facciata del transetto del Duomo. Rimossa la colonnina pericolante e le parti che hanno sfondato il tetto
Oggi si lavora ancora in quota: di nuovo in azione gli uomini del reparto SAF dei Vigili del Fuoco che, dopo aver messo in sicurezza ieri la Torre Civica, sono tornati all'opera stamattina sulla facciata del transetto nord della Cattedrale (in largo Boccaccino), dove il vento ha abbattuto la sommità di una delle torrette.
L'intervento ha visto prima un'ispezione dalla scala mobile di 42 metri giunta da comando dei Vigili del Fuoco di Bologna, durante la quale è salita in quota anche la funzionario architetto Laura Balboni della Soprintendenza Cremona Mantova Lodi, "Il sopralluogo è stato volto a identificare più da vicino lo stato di danneggiamento e anche a verificare gli elementi lapidei -parliamo delle pesanti colonne in marmo- che in parte sono integri, i due in parte si sono spezzati in alcune parti, per poi coordinare le operazioni della messa a terra del materiale che verrà stoccato qui negli spazi adiacenti alla cattedrale per poi il suo recupero durante l'intervento di restauro".
E proprio da una di queste colonne, rimasta in bilico tra il tetto e la base della torretta, è iniziato il lavoro di recupero, che ha visto impegnati in quota due uomini del Comando di Cremona che hanno dovuto imbragare con estrema cautela lo stelo del manufatto, per poi calarlo a terra con la massima cura. Le operazioni sono tutt'ora in corso e prevedono una fase prima sulla parte esterna della copertura mentre poi la parte più complessa dal punto di vista tecnico sarà il recupero dei materiali finiti nel solaio dopo aver sfondato il tetto. "Il tetto è danneggiato perché una parte della copertura del torrino divelta è caduta sul tetto e probabilmente anche un elemento, un colonino è caduto all'interno -spiega ancora Balboni- questa sarà la parte più complessa da prelevare, perché la copertura è sfondata e quindi non c'è possibilità di appoggio e bisogna appunto lavorare dall'alto perrchè pur essendoci l'accesso da sotto, essendo la copertura danneggiata, non è sicuro starci sotto"
Le operazioni dunque saranno piuttosto lunghe e delicate e proseguiranno per l'intera giornata e forse potrebbe servire prosguire anche domani. Nel frattempo si sta già iniziando a valutare come procedere per la messa in sicurezza della chiesa di San Marcellino, con parte del tetto danneggiata e pericolante. Anche qui si dovrebbe rimuovere prima le parti non più sicure, come coppi e vetri, per poi proseguire con i primi interventi di copertura temporanea per proteggere il tetto da eventuali piogge.
Foto e video Francesco Sessa Ventura
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commenti
Michele de Crecchio
2 settembre 2026 00:00
In tutte le guglie che decorano le facciate del Duomo l'accesso "da sotto" dovrebbe essere garantito da scale "a chiocciola" (un tempo si preferiva chiamarle "a lumaca") la struttura delle quali credo sia ben connessa e praticamente costituisca un corpo solo con la muratura esterna delle ardite torricciole che le sostengono. Tale integrazione dovrebbe aver significativamente contribuito alla stabilità della parte inferiore della ardita ed elegante struttura, grazie anche al solo peso proprio dei vari gradini che compongono la scaletta interna. Alla luce di questa triste esperienza, nonché della particolare violenza con la quale anche il vento padano sembra da qualche tempo purtroppo intenzionato ad esercitare la sua forza distruttiva, sarà però forse opportuno far valutare bene la questione anche a qualche saggio ed esperto strutturista.