20 ottobre 2026

Ore 8.00: città insolitamente calma e vuota. I disordini annunciati ieri via social non ci sono stati. Polizia Postale e Digos indagano: prefisso delle Filippine tra i numeri degli organizzatori

Tutto tace, i parcheggi insolitamente vuoti anche in centro, il traffico dell'ora di punta inesistente, in giro quasi nessuno; via Palestro vuota e deserta proprio all'orario di inizio delle lezioni, quando di solito pullula di studenti. La preoccupazione è scesa su Cremona fin da ieri pomeriggio come una fitta nebbia padana, portando diversi esercenti a vuotare le vetrine o a coprirle, altri hanno abbassato le serrande o ritirato i plateatici, per precauzione. 

Stamattina fortunatamente invece dei disordini preannunciati e del corteo non autorizzato non c'è stata traccia, dei gruppi di ragazzi che avrebbero dovuto arrivare anche da altre città, nessuno si è visto; in stazione dei treni, presidiata già da ieri dopo il primo annuncio del sindaco Andrea Virgilio dopo l'incontro con Prefettura e Questura, stamattina gli agenti hanno controllato i ragazzi ma non si sono registrati momenti di tensione.

Ora dunque Polizia Postale e Digos stanno indagando su cosa dunque sia successo tra domenica e lunedì, quando hanno iniziato a girare i primi messaggi via WhatsApp che chiamavano a raduno i facinorosi con lo scopo di mettere a ferro e fuoco la città. Dalle prime informazioni risulta che tra i numeri degli amministratori della chat uno abbia prefisso +63, ossia delle Filippine, rendendo di fatto difficile se non impossibile risalire all'identità della persona titolare dell'utenza, per la quale si profilerebbe anche il reato di procurato allarme.

Resta anche da capire come mai questi messaggi siano stati inviati e fatti girare con sidinvoltura un giorno e mezzo prima dell'ipotetico appuntamento, dando così il tempo alle forze dell'ordine di intervenire e mettere in sicurezza la città: potrebbe trattarsi di un diversivo per distogliere l'attenzione da altri fatti? O uno stratagemma per creare e diffondere la paura e di fatto tenere in scacco un'intera città. Situazioni analoghe anche in altri comuni, da Crema a Viadana o Lodi.

Insomma, non una rivolta studentesca come si era inteso inizialmente, bensì uno sfogo di rabbia e tensione che però non può essere sottovalutato, visto quanto successo a Milano e Bologna negli ultimi giorni

Michela Garatti


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commenti


PierPiero

20 ottobre 2026 09:10

Beh, mi sembra che il disegno sia abbastanza chiaro.
Intanto creano, se non il terrore, l'insicurezza nelle persone civili. Ottengono comunque di paralizzare una città e, non ultimo, testano gli strumenti messi in atto dalle forze dell'ordine.
I loro obiettivi li raggiungono facilmente grazie a Internet.

Sarà una "battaglia" lunga e complessa e soprattutto non va pensata come una situazione italiana. Servono misure quantomeno europee, coordinate ed efficaci. Perché chi tira le file di tutto questo potrebbe anche essere a godersi il sole di Aruba, avere i server in Finlandia e manipolare i propri peones in tutto il mondo.

Marzio

20 ottobre 2026 09:16

.....la mamma degli idioti è sempre incinta......

Arrow

20 ottobre 2026 11:35

Bravi MARANZA.parlate,annunciate e poi nulla.il termine che vi definisce è CONIGLI!io difendo la MIA CITTÀ e non permetterò mai che uno di voi idioti faccia casino.anche da solo,CREMONA NON HA PAURA.

Valentina

20 ottobre 2026 13:14

Certo che non c'e stato nessun atto di vandalismo! sono stati tenuti tutti a casa dalle famiglie che temevano per i loro pargoli...