Anffas Cremona esprime dubbi sulla risposta che il Comune ha dato al Garante sul bando SAAP: "Ci lascia perplessi. Una scelta così importante avrebbe meritato un coinvolgimento delle associazioni"
Dopo la risposta che il Comune di Cremona ha inviato al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità in merito alla questio SAAP, Anffas Cremona ha condivso una riflessione a riguardo:
"La risposta dell’Amministrazione Comunale alle sollecitazioni del Garante Nazionale ci lascia perplessi. Fermo restando che la sollecitazione del Garante non poteva essere altrimenti in quanto, formalmente, le procedure di appalto soddisfano i requisiti di legge, risulta altrettanto evidente che una scelta così importante, fatta a metà anno scolastico, avrebbe senza dubbio impattato sulla vita degli alunni con disabilità e le loro famiglie e avrebbe quindi meritato un coinvolgimento delle associazioni.
Sugli effetti negativi che questa decisione avrà sugli alunni con disabilità, purtroppo, non abbiamo dubbi. Dichiarare nella risposta al garante che il solo inserimento scolastico per sua natura assicurerà la continuità educativa significa ignorare le variegate realtà scolastiche e tutte le problematiche che vedono molti insegnanti di sostegno cambiare ogni anno la classe, oltre alla precarietà degli stessi. Significa ignorare la delicata e preziosa funzione dell’assistente alla persona che costruisce un intimo legame emotivo e fisico con il ragazzo con disabilità, e che impara, con il tempo, a conoscerne i bisogni e ad aiutarlo a superare quegli ostacoli che ogni giorno si trova davanti.
Rileviamo che le famiglie sono le ultime ad essere state interpellate in questa vicenda e che ancora una volta si trovano a subire delle decisioni che non tengono conto dei bisogni dei loro figli e a doversi adattare a scelte costruite intorno ad altre priorità. Infatti, benché la legge affermi la piena partecipazione della persona con disabilità e della sua famiglia alla costruzione di un progetto individuale e personalizzato, riteniamo che non vengano colte tutte le opportunità che strumenti amministrativi come la co-programmazione e la co-progettazione possono offrire per costruire servizi più vicini ai bisogni dei cittadini.
Ci auguriamo che si possano trovare dei dispositivi utili a contenere gli effetti di questa scelta, ma soprattutto auspichiamo che i luoghi deputati a garantire la partecipazione alla programmazione sociale territoriale (Piano di Zona) diventino dei contesti di ascolto costante, permettendo di costruire risposte condivise con gli ETS (associazioni e cooperative), anche per far sì che non siano le situazioni di urgenza a muovere scelte così importanti".
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commenti
Stefano
27 febbraio 2025 16:51
Infatti. Totale solidarietà all Anffas. L'espressione che "basta l'inserimento scolastico per garantire.." è tanto infelice quanto superficiale e soprattutto significa annullare completamente il valore della figura di sostegno individualizzata. Altrettanto infelice l'idea di fare questo cambio a metà anno scolastico. Chi se ne frega dei disabili delle loro famiglie ma anche degli operatori che fino ad ora di quei disabili si sono occupati. Mai mi sarei immaginato un tale livello di sprovvedutezza e di.improvvisazione . Come in altri ambiti, quello dell urbanistica e quello della sicurezza sociale.