Giovani e lame: tredici minori denunciati tra Casalmaggiore e Crema per rissa e porto abusivo di coltelli. Cresce la preoccupazione per il diffondersi delle armi bianche tra i giovanissimi
Giovani e giovanissimi pronti a fare a botte e coi coltelli pronti in tasca: è un quadro allarmante quello che esce dal rapporto dei Carabinieri che nei giorni scorsi, tra Crema e Casalmaggiore, hanno denunciato ben 13 ragazzi minori che giravano con lame e coltelli in tasca e che si sono resi protagonisti di risse e regolamenti di conti. Nello specifico, a Crema gli uomini dell'Arma hanno denunciato 8 giovani, sette dei quali minorenni, per rissa e porto di oggetti atti ad offendere, mentre i Carabinieri di Casalmaggiore hanno denunciato 5 minori per porto abusivo di coltelli. Lo scenario, quasi identico: la scuola e la stazione degli autobus. In un caso i giovani hanno fatto a botte fuori dall'isitituto scolastico, nell'altro le lame sono spuntate nelle aule della scuola media.
Crema. Il primo fatto si è verificato nel parcheggio degli autobus. Quella mattina erano giunte al numero di emergenza 112 diverse chiamate che segnalavano una rissa in atto nei pressi di un istituto scolastico. Giunte sul posto alcune pattuglie, all’interno di un vicino locale pubblico un giovane aveva riferito ai Carabinieri di essere stato poco prima aggredito da un gruppo di coetanei, che avevano utilizzato contro di lui uno spray urticante. I successivi accertamenti, svolti anche attraverso l’esame delle immagini riprese dalle telecamere pubbliche, hanno permesso di ricostruire la dinamica accertando che due gruppi di ragazzi si erano incontrati nella zona delle pensiline per chiarire una situazione avvenuta il giorno prima ma la discussione, subito degenerata, si era ben presto trasformata in rissa a calci e pugni in mezzo ai tanti giovani che si recavano a scuola. Alcuni dei partecipanti avevano in mano armi bianche a scopo intimidatorio ed alcune bombolette spray, poi utilizzate prima di darsi a repentina fuga avendo saputo dell’attivazione dei Carabinieri. Il giovane rintracciato è stato accompagnato in ospedale a Crema venendone dimesso con alcuni giorni di prognosi. Al termine della ricostruzione dei fatti, gli otto coinvolti sono stati segnalati alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Brescia.
Casalmaggiore. Il secondo episodio si è verificato a febbraio alloquando i Carabinieri della Compagnia di Casalmaggiore sono intervenuti presso una scuola media del territorio su richiesta del Dirigente scolastico, che aveva segnalato la presenza nelle aule di giovanissimi in possesso di coltelli. Sul posto è intervenuta una pattuglia dell’Arma che, su indicazioni, ha ispezionato gli zaini e i giubbotti di alcuni giovani. Al termine dei controlli, cinque giovani sono stati trovati in possesso di altrettanti coltelli a serramanico di varie dimensioni. I coltelli sono stati sequestrati, i cinque minori segnalati alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Brescia e affidati ai genitori, convocati presso l’istituto scolastico per essere messi al corrente dei fatti.
Gli interventi si inseriscono nell’abituale attività di controllo del territorio svolta dall’Arma dei Carabinieri, in sinergia con le altre Forze di polizia cittadine, che individua nelle scuole e nei luoghi di prossimità al mondo studentesco obiettivi da vigilare con attenzione e costanza per prevenire gesti ricompresi nel disagio giovanile nonché azioni di devianza e criminalità diffusa.
Un’attività di controllo recentemente incentivata dalla Prefettura di Cremona nell’ambito del Protocollo “Scuola Spazio di Legalità” che nell’ottica di un ampliamento dei contenuti partecipato da tutti gli attori istituzionali e sociali impegnati nel settore in ragione delle specifiche competenze, si prefigge l’obiettivo di fornire risposte celeri e concrete, primariamente rivolte alla prevenzione ed alla sensibilizzazione sociale, stabilendo metodi condivisi per la gestione da parte dei dirigenti scolastici delle segnalazioni di interesse, anche in funzione della tempestiva attivazione delle Forze di polizia, in raccordo con l’Autorità Giudiziaria Ordinaria e Minorile, e del coinvolgimento dei servizi competenti a monitorare e gestire le situazioni di fragilità e disagio.
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