9 dicembre 2025

Assessore Della Giovanna: "Urgente necessità di confronto interistituzionale. La tutela della fragilità non può essere responsabilità esclusiva del Comune"

Le precisazioni fornite da Aler rispetto al recente sfratto di una persona con disabilità rafforzano la convinzione da parte del Settore Politiche Sociali del Comune di Cremona dell'urgente necessità di un confronto inter-istituzionale rispetto alla gestione delle complessità e alle procedure da attivare per trovare soluzioni che siano tutelanti per tutti, ma in particolare per i più fragili. Aler dichiara di avere seguito scrupolosamente le procedure, di avere tentato la mediazione con gli inquilini e avere informato i Servizi Sociali dell'imminente esecuzione dello sfratto. “Credo il cuore del problema stia proprio qui”, osserva l'assessora al Welfare del Comune di Cremona, Marina Della Giovanna, “davanti alla morosità protratta di una persona disabile, e dunque fragile, che Aler con tutta evidenza non riusciva a convocare e coinvolgere per procedere all'attivazione di un piano di rientro, che cosa suggerirebbe il buon senso? Personalmente credo sarebbe stato opportuno sollevare, per tempo, il telefono e domandare, anche ufficiosamente, ai Servizi Sociali se conoscevano questa persona e, se non la conoscevano, scrivere spiegandone la situazione, evidenziando la presenza di una vulnerabilità, magari fornendo un recapito telefonico affinché potessero mettersi in contatto con l'inquilino e supportare il percorso di mediazione indispensabile per trovare una soluzione ed evitare lo sfratto”.

"Invero, é importante evidenziare come Aler, che adesso, per scaricare la responsabilità, si affretta a sottolineare d'aver contattato i Servizi Sociali senza ricevere riscontro, non abbia messo il Comune di Cremona nelle condizioni di conoscere la complessità del nucleo interessato: le comunicazioni pervenute da Aler, come avviene ormai da tempo, consistevano infatti nel consueto elenco mensile degli sfratti programmati, elenco spesso lungo ma privo di dettagli o indicazioni in merito ad eventuali fragilità di carattere sociale, sanitario o economico, e soprattutto privo di recapiti utili per poter procedere al contatto diretto con gli inquilini. Come già avviene in altri casi, i Servizi Sociali, se tempestivamente attivati, possono supportare Aler con gli strumenti della mediazione sociale, ad esempio nella definizione e nel monitoraggio di piani di rientro dalla morosità, nell’accompagnamento dell’inquilinato attraverso l’attivazione di servizi per i singoli/nuclei familiari e percorsi di inserimento lavorativo". 

Questa vicenda apre indubbiamente una riflessione più ampia. La tutela delle fragilità non può e non deve essere considerata una responsabilità esclusiva del Comune. “L'emergenza abitativa che sta investendo tutto il Paese, compresa la nostra città, è un fenomeno complesso, che richiede la piena condivisione di responsabilità tra tutti gli enti pubblici coinvolti, inclusa naturalmente Regione Lombardia, che è titolare delle politiche abitative e competente sul sostegno agli enti locali. Senza consapevolezza da parte di tutti rispetto alla complessità di alcune situazioni, i Servizi Sociali si trovano ad intervenire sempre più spesso in condizioni estremamente difficili e senza risorse adeguate. Per questo ritengo urgente che Aler fornisca una rappresentazione complessiva della situazione dell’inquilinato, a partire dalla quale mettere a fuoco le fragilità, le relative difficoltà economiche e poter così avviare un lavoro integrato e possibilmente un’interlocuzione congiunta con Regione Lombardia finalizzata a reperire gli stanziamenti necessari anche per le emergenze del nostro territorio”. 


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commenti


Emily

9 dicembre 2025 15:48

Quando non sai fare bene il lavoro per il quale sei pagato (ovvero dare supporto ai cittadini bisognosi del tuo Comune) o ti dimettiti (scelta responsabile e coerente), o affermi che:
- non sei stato avvisato,
- non ci sono adeguati finanziamenti,
- hai poco personale,
- hai troppe cose da fare,
- non c'è stato coordinamento interistituzionale,
- ti si è rotta un'unghia,
- hai la messimpiega fuori posto,
così puoi continuare ad occupare una sedia, a percepire lo stipendio e a non fare il lavoro per il quale la comunità ti paga... tutto chiaro?

Antonio Sivalli

9 dicembre 2025 19:55

La cosa da fare per prima e dare un tetto ai fratelli poi pensi alle polemiche, altrimenti dimettiti

Alessandro Portesani

9 dicembre 2025 21:27

Sento dire che “la tutela dei cittadini fragili non può essere responsabilità esclusiva del Comune”.
Peccato che la legge italiana dica l’esatto contrario.

📌 La Legge 328/2000 – che non è un’opinione, ma la legge quadro sui servizi sociali – stabilisce chiaramente che il Comune è il titolare del sistema dei servizi sociali sul proprio territorio.
Art. 6 e Art. 7: il Comune ha il compito di prendere in carico le persone fragili, programmare gli interventi, garantirne la tutela e coordinare gli altri enti.

📌 Anche il D.Lgs. 112/1998, che ha trasferito funzioni dallo Stato agli enti locali, ribadisce che i servizi alla persona e la gestione delle fragilità sociali sono competenza primaria dei Comuni.

📌 E nelle situazioni che riguardano la casa e la vulnerabilità (disabilità, morosità incolpevole, rischio sfratto), la norma è semplice:
👉 ALER gestisce gli immobili.
👉 Il Comune gestisce le persone.
E le persone fragili non si “passano di mano”: si seguono, si tutelano, si accompagnano.

Per questo trovo molto grave che, invece di assumersi le proprie responsabilità, qualcuno provi a dire che “non spetta al Comune”.
In realtà è proprio il Comune l’ente chiamato dalla legge a proteggere i cittadini più deboli.
È scritto nero su bianco.

La verità è che non serve inventarsi nuovi colpevoli:
serve conoscere le norme, rispettarle e applicarle.
E quando si governa una città, la prima regola è questa:
🎯 non si abbandonano i fragili. Si prendono in carico. Sempre.

Manuel

10 dicembre 2025 16:48

Le ultime sono parole assai condivisibili, ma spingono a formulare un’ulteriore domanda: quando si governa un paese, una regione, si possono (devono) abbandonare i fragili?

marco

10 dicembre 2025 10:17

Io continuo a pensare che bisogna farsi spiegare da questi utenti perché hanno deciso unilateralmente di non rispettare norme e doveri, messi apposta a norma di legge , per contribuire ad avere rapporti chiari e per creare percorsi di aiuto in base al mutare delle loro esigenze.
Il motivo sarà da chiarire.
Da quanto si legge sulle cronache gli interessati non si sono presentati, forse in modo in po' superficiale, all'appuntamento fissato in sede su richiesta dei Servizi Sociali ( che quindi erano a conoscenza di una situazione problematica e poi non si sono attivati eludendo il caso) e non hanno chiarito il perché.
L'ultimo loro versamento risale al 4 aprile 2024 e la morosità è superiore a 10mila euro con nessun piano di rientro presentato evitando di rendersi reperibili
Non è presente nessuna richiesta di cambio alloggio agli atti millantata anche come una come causa dei mancati pagamenti e portata come denuncia di indifferenza nei loro bisogni.
Inoltre nonostante numerosi tentativi di ottenere da parte dell'Aler la documentazione reddituale e patrimoniale non consegnata da anni,i due fratelli si sono sentiti in dovere di non rispondere a nessuna richiesta d'incontro.
Perché tutto questo?
Aler conferma con documenti certificati di avere più volte informato il Comune senza ottenere alcun riscontro.
Poi hanno denunciato la loro situazione omettendo accuratamente le loro mancanze e qualcuno in Comune si è improvvisamente accorto delle PEC.
Adesso è un rimpallo di responsabilità, quando probabilmente la situazione è chiara ma la si vuole trasformare nell'ennesimo scontro politico .
Io vorrei leggere anche le loro dichiarazioni su quanto dichiarano Aler e Comune, anche perché le persone assistite sono tante e il caso potrebbe essere recepito da tanti come un'invito a sentirsi intoccabili e con solo diritti e non doveri.

Laura

10 dicembre 2025 12:36

Diceva Berlinguer che “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.”
Per questo hanno bisogno dei poveri, degli sfortunati, dei disperati, degli oppressi: altrimenti come farebbero a mantenere posizioni di potere contornate da lauti stipendi?
Il peggio della società è solo uno dei tanti fastidi dei quali ogni tanto bisogna occuparsi per garantirsi altri 5 anni di potere e di denaro.

marco

10 dicembre 2025 15:12

Dall'oppressione e dalla povertà scaturiscono tutte le guerre.
Oramai la nostra società ha categorie che sono voraci di denaro e altre( e sono i più) che che arrivano con il fiatone a fine mese.
La politica non tocca con mano la realtà, si autoriproduce e mantiene intatti i privilegi nuovi e vecchi.
Poi quando nel pieno di una crisi che ci sta' portando vicino alla terza guerra mondiale, con la sanità privatizzata e popolata da medici onnivori e milioni di italiani che rinunciamo a curarsi e a votare , ospedali che privatizzano i servizi infermieristici e poi istituisco unità di crisi perché i pazienti rischiano la vita, ci troviamo alla camera e al senato convocazioni e ordini del giorno per andare a votare l'aumento dei gusti del gelato della buvette.
Stiamo galoppando verso una rivolta sociale che sarà devastante.

Manuel

10 dicembre 2025 21:29

Speriamo che ci sia una rivolta sociale!
Questo è il paese dei paraocchi... e dei paraorecchi.
Nel caso ci fosse davvero ‘sta rivolta: prima si processino i politici, poi tutti i loro pupari, altrimenti, dopo poco tempo, si ricomincia daccapo.