Bracconaggio nel Po alla vigilia di Ferragosto: sei romeni denunciati, sequestrati quasi mille chili di pesce siluro pescato con lo storditore elettrico
Controlli straordinari sul territorio alla vigilia di Ferragosto per i Carabinieri della Compagnia di Viadana, impegnati in un servizio disposto dal Prefetto Roberto Bolognesi nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Durante l’attività, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno individuato, in una zona golenale del Po, sei persone intente a pescare illegalmente con l’utilizzo di uno storditore elettrico, sistema vietato dalla legge perché causa la morte indiscriminata e sofferenze ai pesci.
I sei, tutti di nazionalità rumena, trasportavano complessivamente 985 chili di pesce, in gran parte esemplari di siluro. Il pescato era stato caricato su due Land Rover e un Fiat Scudo. I veicoli e l’attrezzatura utilizzata per la pesca sono stati posti sotto sequestro.
Per i sei è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato legate al bracconaggio nelle acque interne e alla crudeltà verso gli animali.
Il pesce, giudicato non destinabile al consumo alimentare, è stato affidato alla Polizia Provinciale per le successive operazioni di distruzione.
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commenti
Camozzi Roberto
18 agosto 2026 17:03
Poi danno la colpa ai cormorani.
Adolfo
18 agosto 2026 17:10
Potevano essere italiani e invece…
Marzio
18 agosto 2026 19:09
....brava gente non c'è dubbio.....
Realdo
18 agosto 2026 19:18
Multa e sequestro dei mezzi"automobili" e all' asta ,ci pensano la prossima volta a fare i bracconieri
marco
19 agosto 2026 06:32
Per loro è normale,non hanno rispetto di nulla....in Romania sarebbero in carcere
Manuel
19 agosto 2026 16:44
Questa storia (illegale) va avanti da almeno trent’anni.
Ne’ lo stato, ma specialmente regioni ed AIPO, hanno mai dato importanza al fenomeno, il quale sarebbe stato eradicato da molto tempo.
Di contro, almeno da queste parti, hanno rottamato il motoscafo dei Carabinieri.
I motivi di tale menefreghismo, disimpegno sono diversi e non ho manco più voglia di elencarli: siano i diretti responsabili a dare una spiegazione.
Più di dieci anni fa venni invitato (non solo io) ad un incontro/riunione presso gli uffici dedicati a palazzo Lombardia per discutere di problemi inerenti l’ittiofauna.
Bell’iniziativa, scambi interessanti tra persone coinvolte, tecnici e professionisti,
Anch’io avanzai proposte, alcune anche basiche.
Tutto bello, tutto costruttivo, ma che la teoria rimanga all’interno di dette mura e la pratica non sia manco oggetto di desiderio.
Un paese ostaggio degli interessi, anche i più ridicoli, è un paese debole, anzi debosciato, che rimanda continuamente sino a rischiare il declino inesorabile.