25 marzo 2026

Buon compleanno, Mina. Sono 86, per la più grande cantante italiana che ha portato il nome di Cremona nel mondo

Una delle voci più celebri della musica italiana e internazionale festeggia oggi, 25 marzo, 86 anni: si tratta della nostra Mina. Pur essendo lontana dalle apparizioni pubbliche da quasi mezzo secolo, continua a essere un'icona intramontabile, con un successo che non accenna a diminuire. 

Il debutto pubblico di Mina, raccontano i suoi biografi, si se ebbe alla sagra di Rivarolo del Re, il 22 settembre 1958. Ad esibirsi in pubblico Mina ci aveva già provato nell'estate dello stesso anno. Era alla Bussola di Viareggio, in Versilia. Sul palco c'era don Marino Barreto junior, voce nasale a far da colonna sonora a quell'agosto torrido nel segno della Vespa e dell'ormai prossimo boom economico. Come ogni sera veniva invitato qualcuno del pubblico a prendere in mano il microfono, ad esibirsi con tanto di orchestra, un'anteprima della "Corrida, dilettanti allo sbaraglio". Mina ci provò. Cantò "Un'anima pura", successo di Barreto che lei interpretò alla sua maniera, mettendoci molta più voce e molto più ritmo. Lasciò tutti a bocca aperta: finora avevano sentito quella canzone sussurrata, mai urlata.

Ma Anna Maria Mazzini non voleva essere solo una dilettante. Sognava già di fare la cantante.

In casa tutti sapevano della sua passione per la musica. D'altra parte il papà Giacomo, Mino per i familiari, suonava il violino; Alfredo, il fratello chiamato Geronimo per quel naso aquilino da fiero capo indiano, andava pazzo per la musica americana e poi per casa, in un bel palazzo di via Cesare Battisti, giravano spesso quattro ragazzi, amici di Mina, che portavano padelloni di vinile con musica jazz, blues e rock and roll. Erano Fausto Coelli, Giorgio Levi ed i fratelli Donzelli (Nino e Renzo), giovani musicisti che avevano messo in piedi un complessino: gli "Happy Boys", acclamati nelle feste studentesche e con alle spalle già alcuni ingaggi nei night della zona.

Mina frequentava l'Istituto tecnico commerciale, era al penultimo anno di ragioneria. Brava a scuola, aveva anche un discreto futuro come ondina: faceva parte della squadra di nuoto della Baldesio, la più vecchia e la più esclusiva delle società canottieri di Cremona. La famiglia era benestante. Il padre, Giacomo Mazzini, aveva una fabbrica di colle e vernici a Mezzano, sul piacentino, poco oltre il ponte di Po. Sognava di avere in azienda la sua Anna Maria, appena avesse preso il diploma.

Lei però aveva già scelto un'altra strada, quella di cantante. Aveva provato qualche volta con gli "Happy Boys", voleva diventare la loro voce. Soltanto il batterista, Fausto Coelli grande amico di Geronimo, la incoraggiava; gli altri del gruppo per accontentarla le dicevano: "qualche sera ti facciamo cantare" ma il debutto era sempre rinviato.

"La sera tanto attesa arrivò però martedì 22 settembre 1958 - raccontava Fausto Coelli - Noi, gli 'Happy Boys', eravamo stati scritturati per le quattro serate della sagra autunnale di Rivarolo del Re. Il martedì era la serata dei big, quella dove la balera faceva il pienone. Dovevamo fare da spalla a Flo Sandon's, moglie di Natalino Otto. Avevamo deciso di portare con noi quella ragazzina: per saggiare il terreno avrebbe dovuto fare tre- quattro canzoni, quelle che andavano alla grande oltreoceano".

Il primo scoglio da superare era il permesso dei genitori di mamma e papà Mazzini. "Cantante? Mai", diceva la signora Gina. Per uscire, quella sera, Mina dovette inventare una bugia: "vado a ballare a Rivarolo", aveva detto. Pantalone nero stretto alle caviglie e dolce vita nera, Mina sali sulla macchina di Fausto Coelli con meta Rivarolo.

"Già alla prima canzone Mina aveva stregato il pubblico, specialmente quello più giovane - continua Coelli - I ragazzi erano stufi dei soliti balli lenti, dei cantanti melodici: volevano delle novità, desideravano ballare il rock come i loro coetanei americani. In Italia avevano etichettato come 'urlatori' i seguaci dei nuovi filoni musicali. Mina si sentiva una di loro. Ma, oltre alla voce, lei aveva anche un'altra dote: sapeva muoversi, stare sul palcoscenico, agitare quelle sue lunghe mani seguendo il ritmo. Fu un successo travolgente". A quella serata ne seguirono diverse altre nei paesi attorno a Cremona. Davide Matalon, manager degli "Happy Boys", trovò per Mina ei suoi amici una scrittura di sei mesi in Turchia. Voleva dire abbandonare la scuola. "Niente da fare", disse papà Mazzini.

Lei però aveva già scelto un'altra strada, quella di cantante. Aveva provato qualche volta con gli "Happy Boys", voleva diventare la loro voce. Soltanto il batterista, Fausto Coelli grande amico di Geronimo, la incoraggiava; gli altri del gruppo per accontentarla le dicevano: "qualche sera ti facciamo cantare" ma il debutto era sempre rinviato.

Così Mina rinunciò alla tournée ma convinse Coelli ad abbandonare il gruppo e a costituire un nuovo nascevano "I Solitari", gli stessi che qualche entrarono in sala d'incisione con lei per i primi singoli. Nella formazione originale de "I Solitari" figuravano Fausto Coelli alla batteria, Lamberto Fieschi al pianoforte, Lino Pavesi al sax, Ermanno Scolari al basso elettrico ed Enrico Grossi alla chitarra, poi sostituito da Enrico Modesti.

Coelli ricordava le prime prove del gruppo, ospite della tavernetta dell'Hotel Continental di Cremona, con Mina che cantava a piena voce. Arrivarono poi le prime scritture, nei paesi della provincia di Cremona e nel milanese. Coelli e gli "Happy Boys", di ritorno dalla Turchia", riuscirono a convincere Davide Matalon, produttore sempre in cerca di nuovi talenti, a muoversi da Milano sentirla ed eventualmente farle incidere un disco. A Matalon quella spilungona piacque molto ma negli ultimi tempi aveva avuto troppe delusioni come talent scout. Pensò così di dirottare Mina verso la "Juke box", casa discografica di Carlo Alberto Rossi. In attesa dell'appuntamento, Matalon affittò una sala d'incisione e diede incarico a Giulio Libano, suo direttore artistico, di farle incidere quattro provini: una canzone napoletana, una in inglese ed un paio in italiano. Avrebbe poi mandato il tutto a Rossi. A metà mattina Libano cercò disperatamente Matalon: "corri, viene a sentirla è straordinaria" disse concitato al telefono. I provini includevano "Malafemmena" e "Be bop a lula". Più che prove sembravano dischi fatti. "I Solitari" e Libano convinsero Matalon a non "cedere" la cantante a Rossi. Incise così i suoi primi 45: "Malatia" e "Non partir" in italiano (etichetta "Italdisc") con il nome di Mina e due in inglese, "Be bop a lula" e "When" (etichetta "Broadway International") con il nome di Baby Gate. I dischi superarono le centomila copie, un record per quegli anni.

L'anno successivo fece il suo esordio televisivo al Musichiere, mentre nel 1960 partecipò al Festival di Sanremo con ''E' vero'', tornando nel 1961 con ''Le mille bolle blu''. Sempre nel 1961 fu protagonista del celebre programma Studio Uno, affermandosi come una delle principali interpreti del fenomeno degli ''urlatori'', i cantanti dal carattere grintoso e innovativo tipici degli anni Sessanta. 

Nel 1974 condusse insieme a Raffaella Carrà lo show Mille Luci, che segnò le sue ultime apparizioni televisive. La sigla finale, ''Non gioco più'', sembrò anticipare la sua scelta di ritirarsi dalle scene: da allora smise di esibirsi dal vivo e di apparire in TV. L'unica eccezione fu nel 1978, quando tornò alla Bussola per celebrare i vent'anni di carriera, registrando il suo ultimo album dal vivo. Da quel momento Mina ha continuato a mantenere un forte legame con il pubblico attraverso pubblicazioni discografiche annuali, oltre a interventi su riviste e radio. Anche dopo il ritiro, molte sue canzoni sono diventate grandi successi, tra cui Anche un uomo (1979), Morirò per te (1982), Rose su rose (1984), Questione di feeling (1985, con Riccardo Cocciante), Via di qua (1986, con Fausto Leali), Neve (1992), Amore (1994, ancora con Cocciante), Noi (1994, con Massimo Lopez) e Volami nel cuore (1996). Grande rilievo ha avuto anche l'album Mina Celentano del 1998, realizzato insieme ad Adriano Celentano. Tra i lavori più recenti si ricordano Grande amore (1999), la reinterpretazione di Oggi sono io (2001), Portati via (2005), Mogol-Battisti (2006), Adesso è facile (2009, con gli Afterhours) e l'album Mina Fossati del 2019, realizzato con Ivano Fossati, Ti amo come un pazzo.

Leggi l'articolo di Cremonasera su Mina in occasione del suo 85° compleanno 

https://cremonasera.it/cronaca/-ripensando-a-cremona-il-mio-cuore-si-gonfia-buon-compleanno-grandissima-mina

Ed ecco due video straordinari dall'archivio di Cremonasera. Il primo è davvero una rarità. Mina dal vivo con gli Happy Boys in una serata a Vescovato nel 1959. Canta “You Are My Destiny”, canzone scitta da Paul Anka e Joe Sherman, incisa da Anka la prima volta nel 1957. La registrazione non è di buona qualità, il nastro è stato inciso dal vivo su un registratore Geloso. Resta però una testimonianza unica dell'epoca.

Il secondo è Tintarella di Luna cantata con I Solitari

 

Le foto di Mina nella sua casa di corso Mazzini sono state realizzate dal giornalista cremonese Sandro Rizzi per conto dell'Agenzia Publifoto

Mario Silla


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