22 gennaio 2026

Caso Aprica. "L'ente locale deve garantire il rispetto della legge, dopo la sentenza del Tar" dice Portesani. Carassai (Fi): "Due anni per il bando? Vuol dire prorogare un affidamento illegittimo"

Il Comune, lo hanno dichiarato il sindaco Virgilio e l'assessore Pasquali in Commissione di Vigilanza, non ha nessuna intenzione di interrompere il contratto con Aprica nonostante la sentenza del Tar sulla vicenda di Lodi (assimilabile all'affidamento della raccolta rifiuti senza gara avvenuto a Cremona). Si arriverà alla gara di appalto ma le procedure saranno lunghissime e potranno richiedere anche più di due anni.  La sentenza del Tar, ha detto tra l'altro il sindaco Virgilio, “non è definitiva e non riguarda direttamente Cremona, e interrompere oggi l’affidamento comporterebbe un percorso altrettanto gravoso rispetto a quello, già impegnativo, che porterà alla gara”.

“Ho messo a confronto diretto le affermazioni dell’Amministrazione con i contenuti della sentenza del TAR Lombardia sul caso Aprica–Lodi, evidenziando punto per punto le contraddizioni emerse. E non c’è niente di più lineare che valutare in maniera parallela le parole e una sentenza di un Tribunale della Repubblica. Da una parte ci sono le tesi dell’Amministrazione, dall’altra c’è un giudizio giurisdizionale chiaro, motivato e fondato su giurisprudenza europea”.

Lo dichiara Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona a margine della Commissione di Vigilanza sul caso Aprica svoltasi ieri in cui Portesani ha smontato le principali argomentazioni sostenute dall'Amministrazione, chiarendo perché le vicende di Lodi e Cremona siano giuridicamente identiche.

Le due vicende sono giuridicamente identiche: stesso tipo di affidamento originario, stessa cronologia, stesso percorso societario, stessi problemi. Cambiare le parole non cambia i fatti. Sono venuti meno i presupposti di legittimità”, ha dichiarato. Portesani ha inoltre contestato con decisione la tesi secondo cui, in assenza di ricorsi, l’Amministrazione potrebbe continuare a non intervenire. «La legittimità degli atti non dipende dal fatto che qualcuno faccia ricorso», ha osservato. «È compito dell’ente locale verificare e garantire il rispetto della legge, non aspettare che siano altri a farlo».

Particolarmente critico il passaggio sui tempi prospettati per una nuova gara, indicati dall’Amministrazione in oltre tre anni.

“Tre anni per affidare un servizio che esiste già, funziona ogni giorno ed è ben conosciuto dagli uffici comunali è un tempo francamente incomprensibile», ha stigmatizzato Portesani. «Non stiamo inventando un servizio nuovo. Se si vuole ripensarlo o rivoluzionarlo, lo si faccia dopo. Oggi serve solo ripristinare la legalità».

A fronte di questa prospettiva dilatata nei tempi, Portesani ha ricordato che l’ordinamento mette già a disposizione strumenti chiari per evitare qualsiasi interruzione del servizio, senza violare le norme.

Si può decidere di rientrare subito nella legalità con un affidamento transitorio e una gara più breve, oppure si può scegliere di non fare nulla e prendere tempo”, ha chiarito. “Ma non si può raccontare ai cittadini che non esistono soluzioni alternative all’attuale affidamento illegittimo”. “Discutere del futuro va bene”, ha concluso Portesani. “Prima bisogna affrontare il presente. Oggi il tema non è come sarà la gara domani, ma se l’affidamento in essere è legittimo. E su questo punto una sentenza dello Stato, che riprende una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha già dato una risposta”.

«La Commissione di Vigilanza di ieri ha confermato ciò che temevamo: l’Amministrazione comunale non ha alcuna strategia chiara per riportare nella legalità l’affidamento del servizio di igiene urbana e continua a tergiversare, nonostante una sentenza del TAR Lombardia che parla in modo inequivocabile».  Così Andrea Carassai, consigliere comunale di Forza Italia, al termine della Commissione dedicata al caso Aprica.

«La sentenza sul rapporto tra Aprica e il Comune di Lodi stabilisce un principio chiarissimo: la legittimità dell’affidamento è cessato per legge dal 31 dicembre 2018 in quanto Aprica non ha le caratteristiche delle società pubbliche e non può ricevere affidamenti diretti dagli enti pubblici. La situazione di Cremona è del tutto sovrapponibile e pertanto fuori dal contesto normativo nazionale. Eppure, ieri in commissione né il Sindaco né l’Assessora Pasquali hanno avuto il coraggio e la correttezza di dirlo apertamente, riconoscendo la perfetta sovrapposizione tra il caso del Comune di Lodi e la del Comune di Cremona. Entrambe i comuni  erano soci di LGH S.p.A. attraverso società a totale capitale pubblico, poi svenduta ad A2A spa senza gara».

Secondo Carassai, quanto emerso in Commissione è politicamente e amministrativamente grave:

«Continuare a parlare di due anni per fare una gara significa ammettere di voler prorogare di fatto un affidamento già riconosciuto illegittimo dal TAR, non dalla minoranza. Non è prudenza amministrativa, è una scelta politica precisa: andare avanti comunque, sperando che nessuno intervenga».

Durissima anche la replica alla linea difensiva della Giunta:

«Ci è stato ripetuto che il servizio sarebbe migliorato e che la TARI sarebbe tra le più basse d’Italia. Sono argomenti irrilevanti dal punto di vista giuridico e, peraltro, contestabili anche sul piano dei fatti. In molte zone della città il livello di pulizia è insufficiente e la raccolta non è sempre puntuale. Ma anche se il servizio fosse perfetto, il rispetto della legalità e della trasparenza non è opzionale».

Carassai attacca anche l’ipotesi di ricorrere a consulenze esterne per predisporre la gara:

«Si parla di affidare a consulenti esterni ciò che il Comune potrebbe e dovrebbe fare con le proprie dotazioni organiche. Più consulenze, più costi, più ritardi: è esattamente il contrario di ciò che servirebbe in una situazione così delicata».

Il nodo, per Forza Italia, è uno solo: «Qui non è in discussione la continuità del servizio, che può essere garantita con strumenti transitori pienamente legittimi. È in discussione la volontà della Giunta di rispettare la legge. La sentenza del TAR non lascia scappatoie: perseverare significa esporre il Comune e gli amministratori a responsabilità gravi, anche sul piano erariale.

«Da oggi in poi – conclude Carassai – ogni giorno che passa senza una presa d’atto formale della cessazione dell’affidamento e senza l’avvio della gara pubblica ricade interamente sulla responsabilità politica del Sindaco e della sua Giunta.  Confidiamo che i consiglieri di maggioranza che saranno chiamati ad esprimersi rispetto all’ordine del giorno depositato da "Novità a Cremona" con il quale si chiede di procedere quanto prima con la gara, abbiano il coraggio di distinguersi dalla linea intrapresa dalla Giunta Comunale, facendo prevalere il principio di trasparenza e prudenza. Ricordo a tutti i colleghi che la responsabilità patrimoniale è personale”.  "Forza Italia non farà sconti: Cremona non può essere governata nell’ambiguità e fuori dal perimetro della legalità».

Fotoservizio di Francesco Sessa Ventura


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Pasquino

22 gennaio 2026 18:48

Ma per questi signori la Corte dei conti non esiste ?