Cattedrale di Crema, progetto pilota con il Liceo Munari. Restauro e turismo, il Duomo si apre alle scuole della città
La Cattedrale che apre una propria partita Iva, istituzionalizzando così l'attività culturale – consistente soprattutto nella salita al campanile e nella visita alla cripta - sperimentata dall'ottobre 2023. E poi, il Duomo che – al pari di una qualsiasi impresa – stipula una convenzione con il Liceo Munari di Crema, e offre a una decina di ragazzi dell'Istituto, con l'autorizzazione della Diocesi, un progetto di alternanza scuola lavoro (ora PCTO, acronimo di Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento).
E poi ancora, un progetto pilota destinato a essere esportato anche fuori dalla Cattedrale, che vedrà protagonisti proprio questi ragazzi: un'esperienza di avvicinamento al restauro, che si concretizzerà attraverso un programma di pulizia ordinaria del monumento, effettuato però con i prodotti e le modalità della conservazione dei beni culturali. Si apre ulteriormente alla città il Duomo di Crema, certo che "il futuro del nostro principale monumento – scandisce Marcello Palmieri, presidente del CdA della Cattedrale – non può prescindere dalla collaborazione con gli enti virtuosi del territorio".
Ma in che cosa consisterà questo progetto pilota, affidato ai ragazzi del Munari? Il punto di partenza è un protocollo per la conservazione ordinaria del monumento, preparato dalla Cattedrale negli scorsi mesi attraverso contributi informali della funzionaria restauratrice della Soprintendenza di Mantova, Aria Amato, da un lato, e dei restauratori cremaschi Paolo Mariani ed Elena Dognini dall'altro. Un programma al massimo della concretezza. Per esempio: come si puliscono le superfici lignee? Bandito qualsiasi prodotto chimico, i ragazzi agiranno con un panno in microfibra. E se l'arredo presenterà degli incavi, ecco un pennello a setole morbide. Ma attenzione: sempre in contemporanea con un aspirabriciole, perché diversamente – hanno spiegato i restauratori – la polvere che esce da una fessura va a depositarsi nell'altra, o comunque nell'ambiente, vanificando così l'azione compiuta. In questo programma d'intervento, ogni superficie – cotto, pietra, legno, marmo, metalli ecc. – ha la sua procedura di pulizia, e richiede un'attrezzatura particolare: lampade da cantiere, pennelli di martora, acqua demineralizzata ecc...
"Nella sostanza - precisa Palmieri - si tratterà di normali operazioni di pulizia, non soggette ad autorizzazione formale della Soprintendenza. Ma l'approccio, concordato con la periferica ministeriale, porterà a evitare i più comuni errori che vengono commessi in questi contesti, primo tra tutti quello di utilizzare prodotti chimici". Da qui l'idea che questo protocollo, una volta sperimentato in Cattedrale, sia poi offerto alle diverse parrocchie della Diocesi tramite l'Ufficio beni culturali. Tanto più che il suo direttore, don Andrea Rusconi, ha avuto un ruolo primario nell'ottenere dalla Soprintendenza le prime indicazioni informali per la stesura del protocollo d'intervento.
"Questa esperienza – sottolinea Pierluigi Tadi, dirigente del Munari -saprà formare i ragazzi, avvicinandoli a un contesto culturale ed artistico di altissimo livello, nel quale avranno modo di sviluppare e acquisire competenze specifiche e trasversali". E confida: "Gli studenti hanno accolto questa proposta con grande entusiasmo". Il primo modulo del progetto ha una durata di 20 ore, e in via sperimentale impegnerà per il momento due studenti. A seconda di come andrà, Duomo e istituto scolastico valuteranno poi se e come rimodularlo. Tutor aziendali, in questo programma, saranno Francesco Pavesi, operatore culturale della Cattedrale, e Nicole Spinelli, studente di restauro all'Accademia di Brera. All'avvio del progetto, tuttavia, sarà presente anche la restauratrice Dognini. Nel frattempo, altri sette studenti del Munari, a partire da oggi, presteranno servizio in Cattedrale nell'area culturale per circa 40 ore, coadiuvando i servizi di accoglienza e di vigilanza nelle visite, coordinati da Pavesi.
Fondamentale, in tutto ciò, è anche la collaborazione della docente referente per i PCTO, Sabrina Grossi, che per prima ha creduto in queste iniziative. Fatto sta che sempre più scuole, ora, si dimostrano interessate a collaborare con il Duomo: non a caso, quasi in contemporanea con il Munari, anche il liceo Racchetti ha sottoscritto una convenzione con la Cattedrale, relativa sempre alla presenza di studenti nell'area culturale. E un serio interessamento – che sarà approfondito nelle prossime settimane – è giunto anche dall'istituto Sraffa. Senza contare le ormai numerose visite infrasettimanali al campanile, che in questo periodo dell'anno stanno regalando il sorriso a centinaia di alunni degli Istituti comprensivi della città e del territorio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti