Cinico e baro questo "Scandalo" di Cotroneo alla stagione di prosa. Anna Valle raccoglie gli applausi del Ponchielli
Scandalo, spettacolo scritto e diretto da Ivan Cotroneo andato in scena al teatro Ponchielli, è un testo feroce. Neppure le venature ironiche e sarcastiche lo salvano da una crudeltà, che, solo alla fine, anela ad un soffio di redenzione. Laura (Anna Valle) scrittrice di successo ma oramai matura sceglie un giovane; Andrea (Gianmarco Saurino) per costruire il suo ultimo romanzo. Lo fa mettendo in scena però un amore falso. Costruito sull’inganno. Sulla bugia. Sul solo desiderio di sfruttare quel ragazzotto mandato nella sua casa dall’ex coniuge morto (scrittore di fama e suo mentore) per sistemare una libreria. E’ una femmina cinica. Senza pietà. Passa come un caterpillar sull’ingenuità di quel giovane che seppur dotato di sagacia e buon senso popolano, non si accorge dell’inganno. Lo ama, o almeno fa finta di amarlo, per sei mesi. Lo lusinga con i piaceri sessuali per tenerlo legato a sé e intanto scrivere di questa infinita pantomima. Per puro piacere letterario. Per spirito narcisistico portato all’ennesima potenza. Per compiacere i futuri lettori. Per il soldo e, perché no, per stuzzicare lo spirito della sua editrice Giulia (Orsetta De Rossi) e di un suo presunto innamorato Alberto (Angelo Tanzi); amici di lunga data. Lo fa per redimersi da un pregiudizio che aveva colpita lei stessa quando, decenni prima aveva sposato, forse per gli stessi motivi, il già anziano e famoso scrittore. Zero etica. Zero trasporto. Zero buoni sentimenti. Solo interessi: bassi, Un po' meschini. Una denuncia netta di come certi atteggiamenti non siano solo caratteristiche del sesso maschile così come tanta narrativa racconta. Arriverà a costruire anche un falso matrimonio con il povero malcapitato che alla fine si emerge come la vittima designata. Ma come colui che innalza il vessillo del ‘vero bene’ nel rapporto tra uomo e donna.
Bravissima nei panni di Laura: Anna Valle. Si cala perfettamente nel personaggio. Fredda ma sensuale. Terribilmente cinica. Falsamente arrendevole, ma lucida quanto un serpente a sonagli. Snob: quel tanto che basta per tenere le distanze iniziali. Paladina, na neppure tanto, di libertà e di emancipazione femminile. Recitazione composta la sua ma che ha reso perfettamente il personaggio scolpito da Cotroneo. Un vero e proprio monumento all’utilitarismo di una donna cervellotica e non poco arida.
Molto intenso anche l’Andrea di Gianmarco Saurino. Capace di disegnare le diverse anime di quel povero giovane che, con tratti semplici, aveva creduto nell’amore. Nelle carezze e nell’eros di Laura. Triste e angosciato al momento del finto matrimonio con cui Laura ha chiuso il suo sfruttamento, immolandolo sull’altare del successo letterario.
Applauditissima anche Orsetta De Rossi nelle vesti di Giulia chiamata ad impersonare un’editrice votata al soldo, allo snobismo intellettuale e sociale e con tanti spilli di invidia cosparsi per tutto il corpo. Isterica quanto basta.
Pienamente nel personaggio Angelo Tanzi, nel ruolo scomodo dello scrittore fallito: Alberto. Patetico nel voler dimostrare amore a Laura; donna perfettamente anaffettiva. Grottesco nella guerra tra poveri che ingaggia con il più giovane Andrea per la conquista del cuore di Laura, senza alcuna speranza.
Citazione doverose anche per Matilde Pacella, governante della scrittrice e altra anima pura della vicenda.
Belle le scene di Monica Sironi. Curati i costumi Alberto Moretti. Il disegno di luci è stato curato Cesare Accetta. Le musiche originali sono di Gabriele Roberto.
Il pubblico della stagione di prosa ha tributato applausi, a non finire, ad Anna Valle; sicuramente una delle attrici italiane più amate e apprezzate.
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