13 aprile 2022

Città di Stradivari? Questa è la lastra a ricordo della tomba del grande liutaio ai Giardini, sporca e maltenuta. E la scritta sulla Galleria non si legge più

Stradivari è il nostro biglietto da visita. Non c'è posto al mondo dove non si accosti il nome del grande liutaio a Cremona. Proprio per questo ogni cosa che parla del maestro dovrebbe essere mantenuta, resa vibile ed esaltata. Per fortuna la sua casa nuziale tornerà a vivere grazie ad una fondazione privata ma guardate questa foto scattata questa mattina da un turista ai giardini pubblici e girata in redazione. Guardate in che condizione è la lastra che indica la  demolita la cappella del Rosario in san Domenico, dove si trovava il suo sepolcro. Non è la tomba di Stradivari perchè le sue ossa andarono sciaguratamente disperse in una fossa comune del cimitero. Eravamo nel 1897 e Luigi Ferrari, nipote dell'imprenditore che aveva demolito la chiesa, il 20 dicembre scriveva al marchese Giorgio Sommi Picenardi: “Le tre teste trovate nel sepolcro Stradivari vennero conservate in casa mia per diversi anni; poi stanchi di vederle sempre ballottare da un posto all'altro decidemmo di portarle nel Cimitero di Cremona, dove credo si trovano ancora".  Ma il pellegrinaggio di turisti ai Giardini continua. Sulla lastra in marmo sassi e alla base l'erba tagliata lasciata inspiegabilmente sul posto da diversi giorni. E poi, alzando lo sguardo, ecco le condizioni misere e non civili in cui è lasciata la lapide che ricorda la sua ultima bottega e abitazione che si trovava dove ora c’è il lato della Galleria XXV Aprile su piazza Roma. Com’è noto a tutti, qui il grande maestro visse i suoi ultimi anni di vita e costruì i suoi violini diventati poi veri e propri capolavori. Qualcuno, dopo la distruzione barbara degli anni Trenta del secolo breve del tessuto urbanistico di questa zona, pensò di affiggere almeno una lapide che ricordasse il sommo liutaio. Ora è rimasta solo una lastra bianca. L’inchiostro è completamente sparito. E’ diventata illeggibile e turisti e cremonesi neppure si accorgono che quel luogo è altamente simbolico non solo per il grande artigianato artistico musicale, ma per il turismo culturale della città che vive proprio sulla liuteria. Neppure andando molto vicino si riesce a riconoscere le lettere che vi furono scolpite. A mala pena, e solo fotografando con lo zoom, si decifra qualche lacerto. Di notte poi scompare in mezzo al grigiore dei marmi dell’edificio. Neppure un faretto che la illumini. Già un anno fa denunciammo questa situazione. Un anno dopo tutto è come prima.

Una dimenticanza imperdonabile, nonostante quella lastra sia a pochi passi dalla copia del sacello che ne ricorda la sepoltura nel luogo dove sorgeva la chiesa di San Domenico. Sembra che le istituzioni e tutto il mondo della liuteria se ne siano dimenticati. Inutile dire che se questo ricordo fosse collocato in un altro paese europeo, lì si sarebbe costruito un vero e proprio monumento che sarebbe servito anche da volano economico. Pazienza. Almeno però se ne conservi quel poco che è rimasto. Ravvivare quella scritta e mettere un faretto notturno non sono certamente spese esorbitanti, rispetto a quanto il nome di Stradivari dà ancora a questa città. Qualcuno di pubblico o di privato si armi di coraggio per restituire un briciolo di memoria a un luogo che ha portato Cremona nel mondo. E’ un dovere etico e culturale per tutti soprattutto per chi vive di questo: liuteria o turismo che sia.  


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commenti


Wanna Zambelli

13 aprile 2022 14:57

Plaudo all'articolo e a chi ci ricorda di onorare la memoria di Antonio Stradivari, uno dei più grandi esponenti della liuteria cremonese nel mondo. Se fosse ancora in vita, il grande liutaio e restauratore Simone Fernando Sacconi (Cittadino Onorario di Cremona e del quale il prossimo anno ricorre il 50° Anniversario della morte) ne sarebbe profondamente rattristato.

Primo Luigi Pistoni

13 aprile 2022 16:00

👍...è dai tempi del Vascello di Leoni che segnalo l'incuria...sperùm...

Nicolini Gualtiero

14 aprile 2022 05:17

Non più tardi di un mese fa il grande assessore alla cultura si permise di attaccarmi dandomi del "lrofessionista della polemica " per le mie osservazioni sia sulle condizioni della tomba Stradivari sia sulla casa farlocca del maestro sia su Fiorini. L'articolo dimostra le mie ragioni e la inerzia e incapacità anche su questo settore di questa giunta

Dimismas

15 aprile 2022 10:25

Eh, l assessore ha ragione. Devi avere il coraggio di voltare pagina, se ne sei in grado.