30 gennaio 2026

Contrasto alla povertà sanitaria: una mozione di FdI ispirata alla nuova legge regionale per rafforzare la rete territoriale

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha presentato una mozione in Consiglio Comunale per il contrasto alla povertà sanitaria, prendendo avvio dalla recente legge approvata dal Consiglio Regionale della Lombardia in materia di recupero, riutilizzo e donazione di farmaci e presìdi sanitari. La mozione recepisce gli indirizzi della normativa regionale e ne valorizza le opportunità, con l’obiettivo di tradurle in azioni concrete sul territorio comunale, a sostegno delle persone e delle famiglie che si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica e sociale.

Il documento prende atto delle difficoltà crescenti che incidono sulla possibilità, per una parte della popolazione, di accedere in modo continuativo e adeguato a cure, medicinali e dispositivi sanitari essenziali. La povertà sanitaria rappresenta spesso un fenomeno silenzioso, che si intreccia con altre forme di disagio e che richiede risposte strutturate, coordinate e durature. Cremona può contare su una rete articolata di associazioni, enti del Terzo settore, realtà di volontariato e operatori sociosanitari che da anni operano a fianco delle persone più fragili. La mozione intende valorizzare questo patrimonio di competenze ed esperienze, rafforzando il ruolo del Comune come soggetto promotore, facilitatore e coordinatore delle iniziative sul territorio. Attraverso il documento, il gruppo consiliare chiede all’Amministrazione comunale di promuovere e sostenere progetti di recupero e donazione dei farmaci, di favorire la costruzione di forme stabili di collaborazione tra Comune, farmacie, enti del Terzo settore e realtà sociosanitarie, anche attraverso protocolli di intesa e accordi di partenariato, nel rispetto della normativa vigente. Particolare rilievo viene inoltre attribuito al rapporto con Regione Lombardia, ATS e ASST, affinché le opportunità previste dalla legge regionale trovino concreta applicazione anche a livello comunale, con attenzione alla fase sperimentale prevista e alle prospettive di sviluppo future. La mozione prevede infine il rafforzamento delle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, finalizzate a diffondere una cultura del corretto utilizzo dei farmaci, della riduzione degli sprechi e del valore sociale del dono, valorizzando al contempo le buone pratiche già presenti sul territorio.

«Questa mozione nasce dalla volontà di dare concreta applicazione, a livello locale, a una legge regionale importante e innovativa» dichiara il capogruppo Marco Olzi. «La povertà sanitaria non può essere considerata un tema marginale, ma una vera emergenza sociale che riguarda la dignità delle persone e la qualità della vita della città. Il Comune deve svolgere un ruolo attivo di coordinamento, mettendo in rete istituzioni, volontariato e operatori sanitari per intercettare i bisogni reali e offrire risposte efficaci». «Il nostro impegno è quello di trasformare gli strumenti messi a disposizione dalla Regione in interventi concreti e accessibili, capaci di raggiungere chi è più in difficoltà» conclude Olzi. «Solo attraverso una collaborazione stabile e responsabile tra tutti i soggetti coinvolti è possibile costruire un sistema solidale, efficiente e vicino ai cittadini».


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commenti


Biagio

30 gennaio 2026 20:21



Ringrazio per l’attenzione posta sul tema della povertà sanitaria, che oggi colpisce milioni di persone e mette in discussione un diritto fondamentale. Proprio per questo, però, stupisce che chi appartiene alle stesse forze che governano sia il Paese sia la Regione scelga di rivolgersi al Comune, che ha margini d’intervento limitati, invece di sollecitare direttamente i propri rappresentanti nei livelli istituzionali che hanno competenza reale sulla sanità.

La Costituzione è chiarissima: la salute è un diritto di tutti e le cure devono essere garantite in modo equo, senza distinzione di condizioni economiche. Prima di proporre mozioni locali, sarebbe stato opportuno ricordarlo ai propri compagni di governo, perché le disuguaglianze nell’accesso alle cure non si combattono con iniziative simboliche, ma con scelte politiche strutturali.

Il Comune credo che farà la sua parte, come sempre, ma una buona politica deve agire dove può davvero incidere. La sanità è un bene comune: va difesa con investimenti, servizi accessibili e un sistema pubblico che non lasci indietro nessuno. Solo così si risponde davvero ai bisogni dei cittadini e si onora il principio costituzionale che ci impegna tutti. Saluti da biagio