30 maggio 2026

Da Porto a Cremona in bici: 4.600 chilometri in sella. Elio Bodini, con diagnosi di sclerosi multipla da 26 anni, porta un messaggio di speranza e tenacia

Una bici, zero problemi di impegni, un progetto. E una diagnosi di sclerosi multipla dal 2000, che però non frena nemmeno per un attimo Elio Bodini, ex dipendente Lameri oggi in pensione, che in sella alla sua bici ha percorso 4.600 chilometri da Porto a Cremona. Un viaggio durato 55 giorni, durante i quali Elio ha seguito il suo cuore e il navigatore, zaino in spalla, dormendo in tenda sia nei camping che "in libera", sotto le stelle, accampandosi nei luoghi in cui è riuscito ad arrivare pedalata dopo pedalata. 

"Sono partito da Porto, dove vive mia figlia. Da sempre sono appassionato di bici, amo il cicloturismo e le mie vacanze da tempo le faccio in bicicletta -racconta Bodini- Già un paio di anni fa avevo provato a fare quel percorso, ma avevo dovuto interromperlo per un problema. Ora invece, senza vincoli di tempi nè impegni, ho intrapreso il viaggio, seguendo tutta la costa per godermi i panorami".

Ma come si coniuga una malattia neurodegenerativa come la sclerosi multipla con un viaggio in bici di 4600 chilometri, pedalando per 100 chilometri al giorno per quasi due mesi? "In realtà la mia diagnosi è arrivata ben 26 anni fa. Ho iniziato le cure, ma ad un certo punto, per una scelta personale, ho deciso di interromperle. - confida Elio- Nel mio caso la malattia finora non mi ha mai dato nessun problema fisico e sono sempre riuscito a fare le attività che volevo. Certo, al momento della diagnosi è un impatto forte, quando ti dicono che hai una malattia degenerativa. Il mio credo sia un caso da studiare".

Dunque, in 26 anni mai una volta Bodini ha ceduto di fronte alla malattia, continuando a portare avanti la propria vita, tra alti e bassi quotidiani, affrontando i mille problemi con cui la vita ogni giorno mette alla prova. E scegliendo la bici come compagna di avventure, perchè il viaggio dal Portogallo a Piazza del Comune, percorrendo la costa poroghese, spagnola e francese, non è stato avaro di aneddoti e storie da raccontare agli amici.

"Sono partito il 30 marzo con la bici carica con tutta l'attrezzatura da campeggio per sostare, mangiare e vivere in questi due mesi -racconta Elio- due cellulari a disposizione, uno per seguire la mappa e l'altro per scattare le foto. Ho pedalato una media di 100 chilometri al giorno, circa 7 o 8 ore di bici, fermandomi nei campeggi, quando li trovavo aperti, mentre altre volte ho montato la tenda direttamente sotto le stelle. Non avevo tempi stabiliti, quindi mi sono goduto i posti, partecipando alle feste nei vari paesi ad esempio. Ho anche fatto surf nell'oceano e ballato il flamenco a Granata. Mi sono lasciato coinvolgere dalle situazioni".

Pioggia, sole, vento, caldo o freddo, nulla ha fermato la pedalata e la volontà di Bodini: "Una volta sono finito in autostrada: in Spagna e Francia non c'erano i caselli e spesso le strade provnciali confluiscono direttamente in autostrada: è intervenuta la Polizia francese, che ha bloccato il traffico e mi ha accompagnato fino ad un punto dove il guard rail era basso e ho potuto scavalcarlo per uscire dall'autostrada".

Mille avventure e mille aneddoti "Una volta ho avuto paura però: seguendo la app del percorso, sono finito su un promontorio scosceso, fuori dal tracciato e poi in una strada chiusa sterrata. E avevo finito pure l'acqua. Ho temuto che se mi fosse successo qualcosa in quei luoghi, nessuno mi avrebbe più trovato lì. Invece alla fine sono riuscito a ritrovare la strada giusta".

Chilometro dopo chilometro, pedalata dopo pedalata, dal 30 marzo fino al 24 maggio, facendo anche una devizione non programmata a Salso Maggiore a trovare un amico. Poi l'arrivo, domenica scorsa, in piazza del Comune, dove ad attenderlo c'erano gli amici e i conoscenti, insieme all'Associazione CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale) nella Sclerosi multipla. Tutti lì per salutare la sua impresa avventurosa e per lasciare un messaggio di speranza, di cui si fa interprete lo stesso Elio Bodini: "La sclerosi multipla è una malattia che non per forza dà esiti neurodegenerativi: io ne sono un esempio, certo raro ma sono qui a dimostrare che è possibile. Ho fatto il mio percorso, ho interrotto le cure e ho portato avanti la mia vita. Voglio portare un messaggio positivo".

Nelle foto, alcuni degli scatti durante il percorso in bici di Elio Bodini

Michela Garatti


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