3 agosto 2026

Data Center di Pozzaglio, da Cgil Cremona forte preoccupazione: "Il territorio non si pieghi agli interessi privati. Servono garanzie su suolo, risorse idriche e qualità del lavoro"

Ancora il Data Center di Pozzaglio al centro del dibattito pubblico, con la presa di posizione di Cgil Cremona che esprime forte preoccupazione per il progetto presentato al Comune di Pozzaglio ed Uniti. Un intervento di dimensioni rilevanti, su una superficie di 270mila metri quadrati "che rischia di alterare in modo irreversibile l'equilibrio ambientale, energetico e sociale del territorio".

Elena Curci, segretaria generale della CGIL di Cremona, dichiara: "Esprimiamo piena solidarietà e sostegno alle comunità locali e alle amministrazioni comunali che chiedono tutele e garanzie. Non assumiamo posizioni ideologiche, ma pretendiamo rispetto per i cittadini e per il territorio. Siamo consapevoli che la transizione tecnologica sia necessaria, ma deve essere giusta: deve creare valore per chi lavora e per chi vive qui, non può ridursi a puro profitto a spese dell'ambiente e dei diritti".

Come già evidenziato con fermezza dalla CGIL Lombardia in occasione dell'approvazione della legge regionale sui data center, che la sigla sindacale definisce "insufficiente", Cgil conferma che "queste infrastrutture non possono essere calate dall'alto, senza una reale programmazione pubblica e senza rigorosi vincoli ambientali e occupazionali. Il caso di Pozzaglio riassume le criticità di un modello di sviluppo digitale non governato".

La CGIL di Cremona pone dunque al centro del dibattito tre punti imprescindibili:

"Tutela del suolo e delle risorse. Chiediamo che, qualora l'intervento venga approvato, sia limitato esclusivamente al recupero e alla bonifica di aree industriali dismesse, evitando nuovo consumo di suolo agricolo. La nostra provincia affronta già ciclicamente gravi crisi idriche: il fabbisogno di acqua per il raffreddamento dei server e l'elevato carico energetico dei data center sono fattori che non possono essere ignorati.

Qualità del lavoro. La transizione digitale deve generare occupazione stabile, di qualità e con pieni diritti. Rifiutiamo logiche di dumping contrattuale, appalti al ribasso e precarizzazione, dinamiche purtroppo frequenti nella gestione dei servizi digitali e delle telecomunicazioni. Chiediamo impegni chiari e vincolanti sui livelli occupazionali nel territorio.

Governance pubblica. Ogni decisione deve essere assunta in modo trasparente e partecipato, mettendo il benessere della collettività davanti al profitto. Il territorio non può diventare terreno di conquista per interessi privati".

La CGIL di Cremona chiede quindi che, prima di ogni decisione definitiva, venga aperto un confronto trasparente con le istituzioni, le comunità locali e le parti sociali. Innovazione e sviluppo sono possibili solo se governati nell'interesse collettivo, nel rispetto dell'ambiente e della dignità del lavoro.

Segreteria CGIL Cremona


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commenti


Marco

3 agosto 2026 16:13

Restiamo ultimi

Manuel

4 agosto 2026 03:56

Beati gli ultimi perché saranno i primi.

stefano ETN

4 agosto 2026 12:37

Al di là delle solite dichiarazioni di facciata, in cui si mescolano superficialmente argomenti diversi (dumping contrattuale, consumo di suolo, crisi idriche, carico energetico...) per gettare fumo negli occhi, io ne deduco che la CGIL è d'accordo alla nuova realizzazione, e come quasi sempre sta dalla parte opposta a quella dove dice di trovarsi. Per CGIL l'importante è che "venga aperto un confronto trasparente con le istituzioni, le comunità locali e le parti sociali". Si può supporre ciascuno con il proprio tornaconto.

Gerolamo

4 agosto 2026 19:49

Data center? Ma scherziamo? Ma non sia mai, qui solo acciaierie e discariche delle relative scorie.