Il rialzo repentino delle temperature in queste ultime settimane ha prodotto un conseguente prematuro scioglimento delle nevi sull’arco alpino (maggiormente in Lombardia e Piemonte settentrionale) che, abbinato a precipitazioni scarse o assenti e al relativo incremento della domanda di risorsa per gli utilizzi, fa registrare una diminuzione della disponibilità complessiva di acqua nel Distretto, in modo particolare nei bacini della Lombardia, dove Adda, Brembo, Serio e Oglio mostrano le prime criticità e la situazione sul Ticino è costantemente monitorata: è il quadro che l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha illustrato durante l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, con il Grande Fiume che registra portate sotto la media in tutte le stazioni di riferimento, sebbene tipiche per la stagione in corso. Tengono invece i Grandi Laghi: particolare attenzione sul Ticino, dove la risorsa idrica disponibile sotto forma di manto nevoso risulta ampiamente sotto la media. Alla luce dei dati aggiornati e delle valutazioni condivise il quadro complessivo del Distretto del Po viene attualmente definito come di severità idrica “BASSA con precipitazioni”, con l’eccezione dei bacini lombardi di Adda, Brembo, Serio e Oglio, per i quali si individua uno stato di severità idrica “MEDIA con precipitazioni”, condizione che richiede un monitoraggio costante in vista dei mesi più caldi. L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 25 maggio. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link:
https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .
Il mese di aprile si è chiuso con un quadro climatico anomalo per il Distretto del Po, dove le temperature si sono mantenute stabilmente al di sopra dei valori tipici stagionali, avvicinandosi ai massimi del periodo. A questa anomalia termica si è accompagnata una marcata scarsità di precipitazioni: le cumulate registrate sono risultate infatti sensibilmente inferiori alla media, contribuendo a delineare uno scenario, nel complesso, tendenzialmente secco.
Nonostante ciò, i Grandi Laghi prealpini hanno mostrato una relativa tenuta, con volumi invasati complessivamente in linea con i livelli medi di riferimento. Diverso il discorso per il comparto nivale: a fine aprile, infatti, gli accumuli di neve sono risultati essere inferiori alla norma, condizione particolarmente evidente sui settori settentrionali di Lombardia e, parzialmente, Piemonte.
Sul fronte delle portate caratterizzanti il fiume Po, dopo un incremento registrato a metà aprile, si è assistito a una graduale fase di esaurimento dei deflussi; l’inizio di maggio ha quindi visto valori inferiori alla media, ma ancora inseriti in un contesto di variabilità considerata, nel complesso, fisiologica per il periodo. Alla sezione di Pontelagoscuro, le portate continuano a mantenersi sopra i 450 m3/s, soglia critica relativa all’intrusione salina.
Lo sguardo si sposta ora sui prossimi giorni, per i quali le previsioni indicano una fase di instabilità destinata a protrarsi almeno fino alla metà del mese; tali precipitazioni indurranno lungo l’asta del Po, almeno in prima battuta, una moderata ripresa dei deflussi.
Resta però centrale il tema della riserva idrica complessiva. Come detto, le elevate temperature di aprile hanno accelerato la fusione nivale lungo tutto l’arco alpino, riducendo rapidamente gli accumuli, presenti ormai quasi esclusivamente alle quote più elevate.
In ragione di ciò, vista anche la ridotta disponibilità di risorsa presente negli invasi alpini, nel territorio lombardo si segnalano, già ora, criticità rispetto all’utilizzo della risorsa nei bacini di Adda, Brembo, Serio e Oglio. Inoltre, rimane fortemente attenzionato anche il bacino del Ticino a causa della scarsa disponibilità di neve.
Alla luce dei dati aggiornati e delle valutazioni condivise nell’ultima seduta dell’Osservatorio permanente, il quadro complessivo del Distretto del Po viene attualmente definito come di severità idrica “Bassa con precipitazioni” con l’eccezione dei bacini lombardi di Adda, Brembo, Serio e Oglio, per i quali si individua uno stato di severità idrica “MEDIA con precipitazioni”. Tale condizione, dunque, richiede un monitoraggio costante in vista dei mesi più caldi.
Foto di Engel Anselmi
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