Don Sozzi ringrazia i parrocchiani di Spinadesco per la vicinanza, dopo il furto in casa sua: sul caso, ora indagano i carabinieri
I calici eucaristici, i candelabri utilizzati nelle solennità, le offerte dei fedeli, i soldi dell’oratorio ed il computer. Il condizionale è d’obbligo, eppure potrebbe essere questo il ricco bottino del furto, perpetrato nella casa del parroco di Spinadesco, don Fabio Sozzi, nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì scorsi. Il caso è attualmente al vaglio dei carabinieri. I beninformati riferiscono di aver avvistato in paese quattro persone sospette, vestite di nero e munite di un’auto di grossa cilindrata, proprio nel tardo pomeriggio del giorno fatidico. Insomma, il riserbo impenetrabile rispettato con intransigenza nelle prime ore, verosimilmente per volontà della vittima, comincia ora a scricchiolare e ad allentarsi, sebbene in misura insufficiente per chiarire definitivamente i vari risvolti della vicenda. In effetti, a circolare su di essa, sono semplici indiscrezioni ed ipotesi non confermate dal diretto interessato. E, del resto, ad incuriosire non sono solo la tipologia e l’entità della refurtiva. Ci si domanda anche da dove siano entrati i ladri, per esempio. Secondo alcuni, non dall’ingresso principale. L’elemento ha un’indubbia rilevanza, perché potrebbe comprovare la conoscenza o almeno uno studio preliminare dell’area. Sulla base di quanto sin qui emerso, i malviventi non avrebbero dunque lasciato nulla alla sorte, dimostrando un’indubbia perizia. In particolare, colpisce che siano riusciti a portare via oggetti piuttosto ingombranti, senza provocare rumori: il derubato si è infatti accorto della sottrazione soltanto la mattina successiva. Che i delinquenti sapessero esattamente ove mettere le mani? Che quanto trafugato non si trovasse nell’abitazione, ma nelle adiacenze/pertinenze? Ad oggi, non è possibile rispondere a tali interrogativi. Le certezze riguardano esclusivamente lo stato d’animo del sacerdote, tuttora scosso e traumatizzato. Al termine della celebrazione prefestiva, pur non facendo riferimenti espliciti, don Sozzi è in qualche modo tornato sull’accaduto: si è dichiarato turbato, provato ed ha voluto ringraziare pubblicamente chi gli ha offerto vicinanza e conforto fraterni. E però, non è tutto. Quella ai danni del sacerdote non sarebbe stata l’unica visita indesiderata della settimana appena trascorsa. Altri residenti avrebbero subìto un trattamento analogo: va quindi da sé che, al momento, sia preferibile non abbassare la guardia.
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