E' scomparsa a 89 anni Maria Luisa Corsi, protagonista per oltre trent'anni della vita culturale cremonese
E’ scomparsa. all’età di 89 anni, alla clinica San Camillo, dove era ricoverata da pochi giorni, Maria Luisa Corsi, direttrice “storica”dell’Archivio di Stato e una delle figure più significative della vita culturale cittadina per oltre trent’anni. Alla signorilità ed alla naturale eleganza nei modi univa un carattere di ferro ed una determinazione non comune nel perseguire le finalità dell’istituto da lei diretto e che lei stessa aveva contribuito a far nascere e rilanciare in tempi difficili. Come molti istituti sorti a partire dai primi anni Cinquanta, anche l’Archivio di Stato di Cremona viveva una condizione di grave difficoltà: personale ridotto a poche unità, sede inadeguata negli ex Bagni pubblici di via Palestro, rapporti non sempre distesi con le autorità locali, scarso radicamento nella vita culturale cittadina. Un lavoro enorme per una donna minuta, ma capace di misurarsi e farsi valere in un ambiente decisamente maschilista. Nel corso degli anni Settanta, la direttrice Maria Luisa Corsi si impegnò in continui sforzi volti a dare una sede funzionale all’Archivio di Stato di Cremona, sforzi coronati da successo nel 1979 col trasferimento nella sede attuale di via Antica Porta Tintoria, cui fece seguito un’ulteriore intensa attività di acquisizione documentaria e soprattutto un forte sviluppo delle attività scientifiche di ordinamento, descrizione e divulgazione del patrimonio. Io l’ho conosciuta proprio in quegli anni quando, nel febbraio 1979, sono stato assunto alla Biblioteca Statale di Cremona, in un gruppo di giovani di belle speranze e voglia di fare. Due erano i nostri spauracchi, due donne a cui, a torto o ragione, i “vecchi” raccomandavano di prestare il dovuto rispetto, per i loro caratteri poco “malleabili”: la dottoressa Rita Barbisotti, direttrice della Biblioteca, ed appunto la dottoressa Maria Luisa Corsi, direttrice dell’Archivio di Stato. La prima dai modi decisamente bruschi, ma disponibile al riso ed alla battuta, la seconda più signorile, ma non meno temibile per la severità con cui guidava l’istituto. A distanza di anni devo ammettere di aver ricevuto tanto da entrambe, di aver maturato l’amore per la ricerca, per lo studio delle antiche fonti, per il rispetto nei confronti delle istituzioni depositarie della nostra storia cittadina.
Nata a Milano il 10 ottobre 1936, Maria Luisa Corsi si laurea in Lettere e filosofia presso l’Università Cattolica con una tesi in Storia medievale. Partecipa nel 1965 al primo concorso per 29 posti bandito dall’amministrazione degli Archivi di Stato risultando prima in graduatoria fra i dodici vincitori. Il 1 luglio 1965 Maria Luisa Corsi prende servizio come vicearchivista di
Stato in prova presso l’Archivio di Stato di Pavia, diretto allora ‘a scavalco’ da Carlo Paganini, direttore dell’Archivio di Stato di Milano, e come gli altri neoassunti frequenta al contempo i corsi della Scuola superiore della pubblica amministrazione di Caserta. Dal 2 maggio 1966 viene infatti inviata in missione presso l’Archivio di Stato di Sassari e poi presso quello di Nuoro, dove si rende protagonista dell’avvio delle attività dei due istituti. Dopo nove mesi di permanenza sull’isola, Corsi è trasferita da Pavia a Cremona, dove dal 10 maggio 1967, subentra nella direzione dell’istituto a Gilberto Carra, archivista di Stato a Mantova. Dal 1o luglio 1975 Maria Luisa Corsi viene inquadrata come soprintendente direttore capo aggiunto e dal successivo 4 marzo 1976 con tale qualifica viene inclusa nella carriera direttiva degli Archivi di Stato, ottenendo poi, alla fine del 1978, la qualifica di primo dirigente. L’anno successivo, tra maggio e dicembre, assume anche la direzione dell’Archivio di Stato di Brescia, subentrando a Leonardo Mazzoldi, direzione che lascerà poi a Roberto Navarrini. Non si tratta dell’ultima esperienza extra moenia: il 2 marzo 1998 Corsi è incaricata anche della direzione dell’Archivio di Stato di Como, che manterrà fino alla nomina di Lucia Ronchetti il 16 febbraio 2001. La carriera di Maria Luisa Corsi si conclude formalmente il 2 aprile 2001, a seguito della presentazione delle sue dimissioni volontarie. Questo non è tuttavia un commiato dagli archivi, grazie anche al forte legame mantenuto col mondo universitario e della ricerca. Un consistente impegno didattico vede Corsi titolare fino al 2005 dell’insegnamento di Archivistica presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia in Cremona, e sempre a partire dal 2001 prende parte all’impresa corale della Storia di Cremona dall’età antica al Novecento, coordinata da Giorgio Chittolini e destinata alla pubblicazione in otto volumi fra il 2003 e il 2013.
Devo dire che anche dopo la pensione Maria Luisa Corsi è sempre stata un’attenta e puntuale osservatrice della storia contemporanea della sua città. Spesso prodiga di consigli e suggerimenti per noi giornalisti, e pungolo per svolgere al meglio la nostra professione. Giudice severa, ma spinta da quell’amore per la verità, che ha perseguito per tutta la vita senza lasciarsi influenzare da persone o ideologie dominanti. Per questo la sua scomparsa mi ha particolarmente addolorato, con lei scompare non solo la studiosa e la ricercatrice, ma anche la donna indomita, forse “spigolosa”, ma semplicemente onesta.
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commenti
Enrica
20 giugno 2026 19:11
Mi coglie di sorpresa leggere del lutto che ci ha colpito. Ho avuto il privilegio di conoscere e apprezzare Maria Luisa, a cui fui legata da rispettosa e profonda amicizia. Il suo ricordo rimarrà indelebile in tutti noi
Tony
20 giugno 2026 19:28
Un' istituzione. Impossibile immaginare l' archivio di Stato di Cremona senza l' imprinting della dottoressa Corsi.
Anna L. Maramotti
20 giugno 2026 21:17
Un'amicizia nata in treno nel viaggio da Milano a Cremona si è sviluppata in Città. Maria Luisa è diventata un riferimento non solo culturale, ma esistenziale. Ai tanti argomenti relativi all'identità storica locale si sono sovrapposti confronti sui valori che danno senso alla vita individuale e sociale. E poi? Concrete manifastazioni che il tempo non potrà mai cancellare. Amica sincera era sempre presente nel momento del bisogno. Oggi è lutto grande per molte persone che l'hanno conosciuta, fra queste ci sono anch'io.
Wanna Zambelli
21 giugno 2026 06:32
Al bel ricordo di Maria Luisa Corsi, tratteggiato da Fabrizio Loffi, vorrei aggiungere la partecipazione attiva e determinante della stessa Corsi agli studi preparatori e alla pubblicazione dei volumi sull'Ottocento Cremonese realizzati in stretta collaborazione fra l'Amministrazione Provinciale, l'Archivio di Stato di Cremona (del quale Corsi era direttrice) e del Politecnico di Milano.
Dopo tanto lavoro, nel 1990 vedeva la luce il primo volume della preziosa collana: "Ottocento cremonese: Profilo storico di Cremona e sua provincia. Architettura religiosa" edito dalla Turris di Cremona.
Questo per sottolineare, "ad abundantiam", l'importante ruolo di studiosa e di "donna della cultura" svolto da Maria Luisa. Con lei se ne è andata una figura di grande valore e una persona esemplare, che ha arricchito Cremona forse molto di più di quanto le sia stato riconosciuto in vita.
ada ferrari
21 giugno 2026 07:07
Ho anch'io avuto il privilegio e il piacere di frequentare in tempi ormai lontani Maria Luisa Corsi. Confesso di essermi sentita inizialmente intimidita come frequentatrice dell' Archivio di Stato dal rigore con cui ci guidava nell' approccio, anche materiale, ai documenti. Un rigore che nasceva dal senso alto e profondo che Maria Luisa aveva di ogni traccia materiale del passato e della Storia. Non solo dalle sue parole ma anche dalla sua costante postura verso "le carte del passato" in tanti abbiamo appreso il rispetto intellettuale e persino materiale di ogni testimonianze storica . E tuttavia il rigore,non appena si entrasse in meno formale rapporto, si trasformava in una dolcezza arguta e singolarmente libera da ogni postura convenzionale. Luisa Corsi era, insieme, studiosa rigorosa e spirito libero nel miglior senso della parola. Il che si può dire di pochi. Cara Direttrice, ci mancherai.
Michele de Crecchio
21 giugno 2026 17:33
Ricordo con sincera emozione il primo incontro che ebbi, laureando in architettura, con la dottoressa Maria Luisa Corsi. Ero stato colloquio con il dottor Daccò, ottimo direttore della Biblioteca Governativa, al quale chiedevo come ripetere anche a Cremona certe ricerche sull'edilizia minore dell'Ottocento che, con alcuni amici, anche loro prossimi laureandi in architettura, avevo, con molto interesse, già sviluppate a Milano.
Il dottor Daccò mi consigliò subito di rivolgerci all'Archivio di Stato, da poco trasferito nei locali, ex Bagni Pubblici, dell'ala verso via Palestro del palazzo Ugolani Dati - Affaitati dove era da poco arrivata una giovane e volenterosa nuova direttrice, appunto la dottoressa Maria Luisa Corsi, che sicuramente, disse, avrebbe trovato il modo migliore per aiutarci.
Come già, qualche anno orsono, ebbi modo pubblicamente di ricordare, tale consiglio si rivelò decisamente ottimo.
I locali, nei quali l'Archivio di Stato era stato, relativamente da poco tempo, sistemato, conservavano purtroppo allora, ancora evidenti, i segni della precedente utilizzazione. Lo scarso decoro edilizio dei locali contrastava però, decisamente, con la accurata pulizia degli stessi e l'ordine razionale nel quale erano disposti i documenti ivi conservati.
L'accoglienza da parte della dottoressa Corsi nei nostri confronti (mi accompagnavano i compianti Massimo Terzi, Ulisse Guglielmetti e Paola Rusca), fu straordinariamente cortese e collaborativa. Senza nessuna delle riserve e lungaggini che, allora, erano frequenti in tale genere di uffici nei confronti dei giovani che cercavano di esplorare i documenti dagli stessi conservati, la dottoressa ci consentì, in particolare, di consultare gli atti della ottocentesca Commissione d'Ornato Fabbriche, dove erano raccolti, in originale, oltre alle relative pratiche, anche gli stupendi elaborati grafici dei progetti sulla base dei quali quel secolo, tanto fondamentale nel perfezionamento del volto storico della nostra città, aveva visto Cremona rinnovarsi e riordinarsi nel tentativo volenteroso, quanto forse utopistico, di garantire alla stessa, anche nelle sue parti più modeste e fino ad allora trascurate, una forma urbana definitiva, coerente con le regole universali allora impartite dalle varie Accademie (Cremona aveva risentito della particolare vicinanza sia a quella di Milano che a quella di Parma).
Allora, se non ricordo male, era "in forza" al nostro Archivio un solo commesso: il mitico signor Bolzoni, persona forse di modesta cultura, ma diligente ed estremamente rispettoso del materiale che maneggiava. Aprendo con cura le varie, vetuste e pesanti cartelle nelle quali, da molto tempo, giacevano riuniti i documenti che ci interessavano, tale commesso ci consigliò subito di "stare distanti", perché, a suo parere, gli stessi potevano ancora contenere tracce dei microbi della peste di manzoniana memoria! In effetti, soprattutto aprendo gli elaborati grafici, non di rado vi si rinvenivano, microscopici "sassolini" scuri..!
Intervenne però subito la dottoressa Corsi a confermarci, come era stato peraltro facile anche a noi intuire che, lungi dall'essere pericolosi per la nostra salute, tali "sassolini" altro non erano che residui della sabbiolina che un tempo veniva utilizzata, non essendo allora ancora disponibile la "carta assorbente", per eliminare le porzioni esuberanti dell'ottimo inchiostro allora impiegato per realizzare scritture e disegni.
La presenza di tali residui, peraltro, testimoniava con efficacia quanto fosse stato lungo il lasso di tempo trascorso senza che nessuno si fosse ancora preso la briga di tornare a consultare quegli antichi e preziosi documenti, anche dagli storici di professione piuttosto dimenticati o trascurati, ma, dagli archivisti, per nostra fortuna, molto opportunamente ben conservati.
Fu, pertanto, uno dei molti meriti della dottoressa Corsi anche quello di avere consentito e favorito la conoscenza diffusa di tale straordinaria documentazione che personalmente ritengo non poco abbia contribuito, anche nella nostra città, a far maturare una maggiore consapevolezza del valore che hanno non solo i suoi monumenti maggiori, ma anche buona parte delle sue costruzioni minori che di tali monumenti costituiscono l'indispensabile e gradevole cornice, meritando, di conseguenza, analoga attenta tutela.
Mi auguro di avere, anche con questo mio modesto scritto, contribuito ad onorare la memoria di una persona che ritengo tra le migliori che, a Cremona, abbiano negli ultimi tempi onorato la propria attività di funzionario statale.
celestina
22 giugno 2026 18:07
Non è stata una direttrice, ma "la" direttrice!
E così la ricorderò.