Sono 16 le concorrenti di Cremona per il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura
Sono 16 le concorrenti di Cremona per il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura. Prende ufficialmente il via il percorso che porterà alla designazione della Capitale italiana della Cultura 2029. Il Ministero della Cultura ha reso noto l’elenco dei Comuni e delle aggregazioni territoriali che hanno presentato la manifestazione di interesse per concorrere al titolo: sono complessivamente 17 le candidature arrivate entro il termine fissato dal bando al 1° luglio 2026, a conferma dell’interesse diffuso nei confronti di un riconoscimento che negli ultimi anni si è affermato come uno dei principali strumenti di valorizzazione e promozione dei territori attraverso la cultura.
Le candidature provengono da diverse aree del Paese e coinvolgono non soltanto città di medie e grandi dimensioni, ma anche borghi, comunità montane, unioni di Comuni e consorzi territoriali. Un panorama che riflette la crescente attenzione verso la cultura come leva di sviluppo economico, rigenerazione urbana, inclusione sociale e promozione dell’identità locale. Ecco quali sono:
1) Amantea (Cosenza) – Calabria
2) Bardolino (Verona) – Veneto
3) Bassano del Grappa (Vicenza) – Veneto
4) Campobasso – Molise
5) Cassino (Frosinone) – Lazio
6) Comunità montana di Valle Camonica (Brescia) – Lombardia
7) Consorzio Castelli Romani (Roma) – Lazio
8) Corigliano-Rossano (Cosenza) – Calabria
9) Cremona – Lombardia
10) Cutro (Crotone) – Calabria
11) Irsina (Matera) – Basilicata
12) Manduria (Taranto) – Puglia
13) Marcellinara (Catanzaro) – Calabria
14) Nova Siri (Matera) – Basilicata
15) Rosarno (Reggio Calabria) – Calabria
16) Tivoli (Roma) – Lazio
17) Unione Montana dei Monti Azzurri (Macerata) – Marche
Il Ministero della Cultura sottolinea come questa prima fase rappresenti soltanto l’avvio del procedimento che porterà alla scelta della città vincitrice. La manifestazione di interesse costituisce infatti il primo passaggio previsto dal bando, cui seguirà la predisposizione delle candidature vere e proprie. I soggetti che hanno presentato la domanda saranno ora chiamati a elaborare un dossier dettagliato da consegnare entro il 23 settembre 2026. Il documento dovrà contenere il progetto culturale che sosterrà la candidatura, le strategie di sviluppo del territorio, il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni e degli altri soggetti partecipanti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso l’eventuale assegnazione del titolo. I dossier saranno successivamente esaminati da una giuria composta da esperti, nominata con decreto ministeriale, alla quale spetterà il compito di valutare le proposte e individuare il progetto ritenuto più convincente. La proclamazione della Capitale italiana della Cultura 2029 è prevista entro il mese di marzo del 2027.
Il riconoscimento, istituito per promuovere il patrimonio culturale italiano e sostenere lo sviluppo delle città attraverso programmi di valorizzazione, rappresenta ormai uno degli strumenti più significativi delle politiche culturali nazionali. L’obiettivo è favorire la realizzazione di progetti innovativi capaci di integrare tutela del patrimonio, produzione culturale, sviluppo economico, inclusione sociale e crescita dell’attrattività turistica.
Negli anni il titolo ha contribuito ad accompagnare percorsi di trasformazione urbana e territoriale in numerose realtà italiane. L’iniziativa si inserisce nel solco dell’esperienza di Matera, designata Capitale Europea della Cultura per il 2019, che ha rappresentato un punto di riferimento per le successive edizioni italiane. Dopo Matera, il riconoscimento di Capitale italiana della Cultura è stato assegnato a Parma per il biennio 2020-2021, scelta influenzata anche dagli effetti della pandemia, quindi a Procida nel 2022, a Bergamo e Brescia nel 2023, designate congiuntamente come simbolo della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, e a Pesaro nel 2024. Agrigento è la Capitale italiana della Cultura per il 2025, mentre L’Aquila porterà il titolo nel 2026 e Pordenone nel 2027. Per il 2028 il Ministero della Cultura ha già assegnato il riconoscimento ad Ancona.
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commenti
Pasquale
5 agosto 2026 14:44
Tra gli aspiranti al titolo:
Amantea (Cosenza) – Calabria
Corigliano-Rossano (Cosenza) – Calabria
Cremona – Calabria
Cutro (Crotone) – Calabria
Marcellinara (Catanzaro) – Calabria
Rosarno (Reggio Calabria) – Calabria
Forza Cremona Sud (uscita autostradale)!
Fozza Viggiliu Beddu! Saccu vacanti nun si reje all'irta...
Pasquino
5 agosto 2026 14:46
Dovrebbe avere la strada spianata
Se non dovesse vincere vuol dire che il progetto presentato è uno schifo ! In pratica non ha nessuna grande città tranne Campobasso in concorrenza dovrebbe andare sul sicuro
gianluca
5 agosto 2026 17:10
Città della cultura:
• 2015: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena
• 2016: Mantova
• 2017: Pistoia
• 2018: Palermo
• 2019: non designata
• 2020-2021: Parma
• 2022: Procida
• 2023: Bergamo e Brescia
• 2024: Pesaro
• 2025: Agrigento
• 2026: L'Aquila
• 2027: Pordenone
• 2028: Ancona
• 2029: ? Sud
Nella logica ripartizione dei fondi...
E poi Cremona ha appena ricevuto 1 mln perpetuo per Monteverdi.
Comunque Itinerari Paralleli ringrazia per il regalo ricevuto mentre via Ugolani Dati affoga nel degrado... come potevano essere meglio spesi i 100.000 euro?
Ai posteri l'ardua sentenza.
PierPiero
5 agosto 2026 18:08
Con questa pallida amministrazione, su 17 candidati, facile arrivare ventesimi...
Michele de Crecchio
5 agosto 2026 23:20
Davvero sconcertante la modesta potenzialità delle candidature proposte in concorrenza a Cremona! Mi domando se ciò non sia dovuto alla scarsa stima attualmente goduta dal pretenzioso titolo che verrà attribuito al sito vincitore.
marco
6 agosto 2026 07:55
In base a quali dati afferma che il titolo di Capitale Italiana della Cultura non sia più considerato di valore?
In base a quali caratteristiche delle città candidate può affermarlo?
Quali e quante valutazioni ha fatto?
Io tifo per la nostra città e non sminuisco a prescindere quanto può darle risonanza mediatica per accrescere il già notevole aumento di turisti italiani e stranieri ( anche se vengono per solo un giorno)
biagio
6 agosto 2026 13:13
Tifo Cremona, ma senza sminuire nessuno. Le 17 candidature mostrano un’Italia diversa: città, borghi, comunità montane, consorzi. Non c’è nessuna “serie B” da deridere e nessuna “strada spianata” da immaginare. Il titolo si vince con un progetto forte, non con l’idea che gli altri siano modesti.
Dire che la concorrenza sia debole o che il riconoscimento abbia perso valore è un’impressione. Il titolo non è pretenzioso: sono i dossier a determinarne la credibilità. Se Cremona presenterà un percorso serio, avrà le sue carte; se il progetto sarà debole, non basterà dire che gli altri sono meno attrezzati.
Le critiche sulla qualità urbana sono legittime: una candidatura culturale deve essere coerente con la cura dei luoghi. Non basta un titolo se la città non si presenta bene. Segnalare situazioni come via Ugolani Dati non è lamentarsi: è contribuire alla riuscita del progetto. La cultura passa anche dal decoro, dalla manutenzione, dalla responsabilità verso gli spazi che rappresentano la nostra identità.
E qui sta il punto: la cultura non è un’etichetta da appendere alla città. È ciò che ci ha formati nel modo di esprimerci, nel modo di guardare le cose, nel modo di immaginare il futuro della nostra comunità. È la somma delle radici, dei mestieri, dei luoghi, delle scelte che ci hanno reso ciò che siamo.
Una città diventa “Capitale della Cultura” solo se sa trasformare la sua storia in un progetto condiviso e credibile e che abbia uno sguardo nel futuro, capace di generare nuove possibilità per la comunità.
Cremona può competere. Ma lo farà solo con un progetto vero.
Biagio