5 agosto 2026

Tragedia di Stagno Lombardo, Fabio Singh (CGIL): "Da giugno 5 morti in agricoltura per il caldo estremo". Interventi anche di Forattini (PD), Saleri (UILA Cremona), Prencipe e Aroldi (PRC)

Sarà l'autopsia ad accertare  le cause della morte di Georghe Marian Burjan, il 19enne di nazionalità romena stroncato da un malore fatale mentre lavorava sotto il sole domenica pomeriggio, in un campo di pomodori in località Stralocchio, nella golena di Stagno Lombardo.

In attesa di maggiori dettagli, che potranno essere rivelati solo dall'esame autoptico disposto per chiarire le esatte cause del decesso, sono emersi i primi dettagli della giornata, o per lo meno da quando verso le 17.00 l'ambulanza è arrivata in quel campo per soccorrere Georghe, collassato a terra mentre era impegnato nella raccolta dei pomodori. Quel pomeriggio le temperature sfioravano i 40° e l'afa persistente rendeva l'aria irrespirabile quando il 19enne si è sentito male; non è ancora stato chiarito se il ragazzo fosse a terra o sulla macchina per la raccolta automatizzata, ma di certo il sole a picco e il caldo estremo hanno reso quella giornata di lavoro drammatica.

Nel frattempo le sigle sindacali e la politica scendono in campo in merito a questa drammatica vicenda. Tutti unanimi nel condannare le condizioni di lavoro inaccettabili a cui Gheorghe e i colleghi erano stati costretti a lavorare domenica pomeriggio.

"L'autopsia accerterà le cause e la dinamica di questa morte assurda e inaccettabile -dichiara Fabio Singh, Segretario Generale FLAI CGIL - di certo quel ragazzo stava lavorando in condizioni climatiche estreme, nonostante le ordinanze che vietano queste tipologie di lavoro tra le 12.30 e le 16.00. Ora si tratterà di capire anche a che ora si è sentito male, certo che per tutto il pomeriggio le temperature sono state insopportabili".

I numeri relativi alle morti sul lavoro in agricoltura sono drammatici e negli ultimi due mesi sembrano aver subito un'impennata: "Si pensi solo che da metà giugno ad oggi nel nostro paese si sono registrati 16 decessi in agricoltura, dei quali 5 sicuramente legati all'emergenza caldo. Per questo come sigle sindacali denunciamo ancora una volta, unitariamente, questa strage silenziosa ma inaccettabile. E naturalmente esprimiamo ancora il nostro cordoglio per una giovane vita che si è spezzata troppo presto e in condizioni inaccettabili".

Dal fronte politico arrivano anche le parole di Antonella Forattini (PD): “La morte del bracciante di 19 anni nelle campagne di Stagno Lombardo è un’altra ferita destinata a rimanere aperta: la risposta della Ministra del Lavoro Calderone all’audizione delle Commissioni Agricoltura e Lavoro lascia aperti i nodi legati ai decessi in agricoltura.” Antonella Forattini, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura della Camera, denuncia come la recente iniziativa parlamentare, promossa dall’esponente dem e dal collega Arturo Scotto, si sia tradotta in una infruttuosa ricognizione di strumenti già esistenti e di impegni ancora da definire. Sul fronte del caldo estremo, Calderone ha richiamato il protocollo nazionale e il ruolo delle ordinanze territoriali, ma il risultato continua a essere un sistema disomogeneo, con regole che cambiano da territorio a territorio” argomenta Forattini “colpisce inoltre l’assenza di un sistema di monitoraggio sugli infortuni e sui decessi riconducibili alle ondate di calore: senza una banca dati nazionale, come può il Governo costruire politiche di prevenzione? Anche sul caporalato, tra le principali cause di insicurezza nel lavoro agricolo, la Ministra ha riconosciuto di non essersi soffermata diffusamente”. 

“Di fronte alla drammaticità di accadimenti sempre più ricorrenti” conclude l’esponente dem “servono strumenti permanenti, finanziati e operativi”.

Non si fanno attendere nemmeno le parole del segretario generale UILA Cremona Michele Saleri: "A 19 anni si deve costruire il proprio futuro, non morire stroncati dalla fatica sotto il sole cocente. Servono controlli e lo stop del lavoro nelle ore a rischio. Non ci sono parole per descrivere il dolore e la rabbia davanti alla perdita di una vita umana di appena 19 anni. A quell'età si dovrebbe sognare il futuro, non morire essiccati dal caldo e spezzati dalla fatica nei campi. Questa non è una fatalità, è una tragedia inaccettabile che si consuma nel silenzio delle nostre campagne. Lavorare a 40 gradi per raccogliere prodotti agricoli non può e non deve trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non ha un costo, ha un valore. E l’informazione vale quanto un dispositivo di protezione. Per questo chiediamo che venga riconosciuta alle organizzazioni sindacali la possibilità di svolgere assemblee informative anche nelle piccole aziende agricole e in quelle prive di iscritti. Raggiungere i lavoratori prima che accada un incidente significa fare vera prevenzione".

E in merito alla prevenzione Saleri non ha dubbi. "L’Ente Bilaterale Agricolo può diventare il luogo di coordinamento di questa attività: favorire la programmazione delle assemblee, promuovere campagne informative sui rischi legati al caldo e alla sicurezza, raccogliere le comunicazioni delle imprese terziste impegnate nelle campagne di raccolta e condividerle con gli organismi competenti. Solo conoscendo dove e quando si lavora è possibile organizzare informazione, prevenzione e controlli efficaci.

Mentre si attende che si faccia piena e rapida luce sull'accaduto, il sindacato pretende di sapere se fossero rispettate le norme di tutela sulla salute e la sicurezza, i ritmi di lavoro e, soprattutto, se il ragazzo lavorasse con un regolare contratto o se fosse vittima dell'odioso fenomeno del caporalato e del lavoro nero.La UILA Lombardia esprime il proprio profondo cordoglio e la vicinanza ai familiari del ragazzo e annuncia che intensificherà le azioni di monitoraggio e la mobilitazione sul territorio regionale per esigere tolleranza zero contro lo sfruttamento e la violazione della sicurezza nei campi.

Dure anche le parole di Matteo Prencipe e Fabrizio Aroldi: "Rifondazione Comunista non considera quanto avvenuto una tragica fatalità. Certamente anche Cremona vige l’ordinanza della Regione Lombardia sul caldo estremo, che impone lo stop delle attività tra le 12.30 e le 16 anche nel settore dell’agricoltura. Peccato che il calore è lo stesso anche alle 17.00. In una zona dove i pomodori sono raccolti con macchinari, forse c'è da interrogarsi di più su quanto avvenuto. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia del giovane lavoratore. Una vita non può valere di meno di un campo di pomodori."

 

 

 

Michela Garatti


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commenti


Mariarosa Tonghini

8 agosto 2026 13:15

Perché scrivere che l'ambulanza è chiamata alle diciassette? Alle sedici era già in paese