3 agosto 2026

"Il fiume Po quasi a secco, segno di una crisi climatica drammatica". L'attacco di Bonelli (AVS). Bisogna intervenire subito. In crisi anche il turismo non solo l'agricoltura

"Ci troviamo di fronte a una crisi climatica drammatica, il fiume Po praticamente quasi a secco e di fronte a questo, chiedo alla presidente del consiglio Meloni, come ha fatto quando c'è stata l'alluvione in Emilia Romagna, di venire a vedere quello che sta accadendo, perché il 'climafreghismo' uccide il futuro delle generazioni che verranno". Lo ha detto oggi, a Torricella di Sissa Trecasali, sulla sponda emiliana del Po, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, e coportavoce di Europa Verde,  Angelo Bonelli che si è voluto recare personalmente sul Grande fiume convocando una  conferenza stampa presso la sede della Nautica di Torricella di Sissa. Non un posto a caso; infatti è sede di un importante porto turistico regionale, uno dei maggiori del medio Po su entrambe le sponde del fiume. Secondo Bonelli "Abbiamo una necessità di interventi anche perché quando i fiumi si prosciugano ci sono danni all'agricoltura, poi frutta, verdura e pane, aumentano i costi ed a pagarne le spese sono le famiglie: oggi sono qui per ricordare alla politica nazionale e a chi governa questo paese che c'è una crisi climatica molto grave”. A suo dire la  crisi climatica non rappresenta un problema futuro ma una realtà presente, ed ha sottolineato come ondate di calore, eventi meteorologici estremi, siccità e desertificazione abbiano portato il territorio a un punto di non ritorno. Il coportavoce di Europa Verde ha inoltre criticato le priorità dell’agenda internazionale. Ha osservato che, mentre domani gli Stati membri si riuniranno per discutere dell’accaduto a Ceuta, definito come un complotto internazionale ai danni della Spagna (a suo dire ordito dal Marocco forse col sostegno degli Usa), non vi sono analoghi incontri dedicati alla crisi climatica, che rappresenta invece una priorità ben più urgente per i Paesi europei. Ha anche auspicato che il Governo si decida a finanziare quanto prima il Piano di adattamento climatico che contiene  misure capaci di mitigare i problemi che sono già in corso. L'intervento si è inserito in un momento decisamente delicato per il bacino del Po, alle prese con una delle estati più difficili degli ultimi anni sul fronte della disponibilità idrica, con ripercussioni per il comparto agricolo e per l'approvvigionamento d'acqua in diversi territori della Pianura Padana. Non  a caso il deputato ambientalista ha anche evidenziato che, ogni secondo, “a causa di una rete idrica colabrodo, si perdono 17mila litri di acqua potabile “ auspicando interventi risolutivi anche su questo”. Nella stessa occasione ha inoltre espresso costernazione per la notizia del ragazzo di soli 19 anni, che domenica è stato colto da un malore fatale mentre nel pieno del pomeriggio stava raccogliendo pomodori in un campo di Stagno Lombardo, in condizioni di caldo e afa estreme. Nel frattempo la situazione nei nostri territori è lì da vedere, col fiume in estrema sofferenza, temperature roveti, una campagna che arde e conseguenze pesanti per diversi comparti, da quello agricolo a quello commerciale fino ad arrivare a chi vive di fiume, lavora sul fiume e investe sul fiume. 

Tra questi anche il cremonese Cristian Soldati di Living The river, armatore della motonave Padus che, nel corso di una escursione effettuata domenica, a precisa e diretta domanda che gli è stata rivolta da chi scrive queste righe ha detto: “Ci troviamo davanti ad una realtà che non possiamo più ignorare. L’agricoltura ha bisogno di acqua per irrigare i campi; il turismo fluviale ha bisogno di acqua per poter navigare. Oggi con la siccità ed i continui prelievi entrambi stanno pagando un prezzo altissimo. Il livello del Po si abbassa ogni giorno; le motonavi e le imbarcazioni con un pescaggio importante fanno sempre più fatica a navigare e allo stesso tempo gli agricoltori hanno bisogno di acqua per salvare i raccolti”. Di fronte a questa situazione verrebbe spontaneo chiedersi chi sacrificare. Ma è questo il punto? Forse, anzi quasi sicuramente no. “Forse – spiega Soldati – possiamo iniziare a gestire il fiume in modo diverso, intervenendo nei punti più critici, spostando gli accumuli di sabbia e mantenendo un canale navigabile, così da garantire acqua all’agricoltura e continuità al turismo fluviale. Il Po non appartiene ad una sola categoria. E’ una risorsa comune, un motore per il territorio, per il lavoro, per l’ambiente e per chi lo vive ogni giorno. E voi cosa ne pensate? E’ possibile trovare un equilibrio che permetta a tutti di continuare a lavorare?”.

Il caro vecchio Eridano, che oggi soffre, protagonista nel bene e nel male delle vicende delle sue terre e della sua gente, è sempre stato (ieri più di oggi) per tante persone e per intere famiglie. Può e deve continuare ad esserlo, non privilegiando una categoria o escludendo un’altra, non facendo scelte drastiche che facciano contenti alcuni e scontenti altri. Si possono trovare soluzioni comuni, in grado di accontentare tutti, mettendosi tutti intorno a un tavolo, al più presto, non portando l’ “ascia di guerra” ma mettendo sul tavolo idee e progetti fattibili e sensati. Per il bene di tutti, per lo sviluppo delle nostre terre e della nostra economia (tutta): prima che si troppo tardi. 

Eremita del Po

Paolo Panni


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


Stefano

3 agosto 2026 20:02

Caro Bonelli, pensaci tu….inizia col chiedere un aiutino da lassù ….tu puoi…..

Alessandra

4 agosto 2026 04:14

Non sapevo che il Presidente del Consiglio potesse fare anche i miracoli....
Non mi sembra che in tanti anni di siccità e con governi diversi sia accaduto.
Bonelli e company pensateci voi

marco

4 agosto 2026 05:31

Passando sul ponte dalla parte piacentina nello stretto passaggio tra la sponda e il pilone oramai bene eposti fuori dall'acqua è una foresta di tronchi interi oppure spezzati ..bisogna lasciarli li' in attesa della piena perché poi vadano a fare danni a valle senza contare la difficoltà di navigazione?
Poi Bonelli si accorge adesso di una situazione iniziata con il Ninjo,proseguita drammaticamente due anni fa e che sta' diventando "normale'.
Dov'era prima quando era capogruppo nazionale dei verdi e si preoccupava dell'Amazzonia invece che dei problemi italiani?
Dov'era due anni fa?
Il vero problema e' che chi in Regione o Provincia convoca riunioni, convegni sempre a spese nostre poi non decide perché andrebbe contro la politica industriale e agricola.
I famosi bacini per conservare l'acqua?
La pulizia dei fiumi?
Togliere il divieto di raccogliere alberi caduti che poi vanno a fare tappo sotto i ponti ingigantendo le piene?
Siamo già in campagna elettorale....

danilo

4 agosto 2026 06:51

Ma state a commentare ciò che dice questo personaggio? Ma su, poveretto lasciatelo dire.

Manuel

4 agosto 2026 21:01

A parte Bonelli che è in campagna elettorale e, essendo romano, non conosce il “bestiario” padano, così prova a dare una svegliata, ma non troppo, tendendo delicatamente la mano a categorie che non sono assolutamente interessate alla ragione, al bene comune e non lo votano manco per sogno.
Il problema del cambiamento climatico, comunque, rimane e si fa sempre più pressante, mentre la maggioranza dei politici italiani, specialmente centrodestra e PD, rema contro.
Qui siamo già oltre gli appelli, gli allarmi. Bisogna che la gente si interroghi di questo, poiché non solo porteremo via il futuro a figli e nipoti, ma rischiamo di trasformare in incubo anche il nostro, pur breve.
Quindi sveglia! A tutti in generale.
Si passa le settimane a discutere di un manifesto tolto o da reinstallare e si sorvola su fenomeni epocali... e poco più in là del nostro paese, guerre preoccupanti.