15 giugno 2026

E sul Po ecco il mignattaio, trampoliere della famiglia degli Ibis con il becco ricurvo

Vivere le terre di Po significa percorrerle in silenzio e, in rigoroso rispetto di tutto ciò che si incontra. Con la consapevolezza che, in ogni tempo e in ogni stagione, sanno sempre regalare belle sorprese. Oltre al silenzio assoluto occorre sempre una buona capacità di osservazione (cosa ben diversa dal guardare), cogliendo ciò che si incontra lungo il cammino. Pur non trattandosi di una  rarità  è comunque  notevole e insolito l’avvistamento avvenuto in questi giorni di metà giugno, tra le rive parmensi e cremonesi, in particolare nella zona compresa fra Zibello, Pieve d’Olmi, San Daniele Po e Roccabianca. 

Ha fatto infatti la sua comparsa, e non è sfuggito all’obiettivo di chi scrive queste righe, il mignattaio, un grosso uccello simile al ben più comune Ibis Sacro (e infatti fa parte della specie degli Ibis). Trampoliere di medie dimensioni, il mignattaio si contraddistingue per il particolarissimo piumaggio, bruno scuro (a distanza apparentemente nero) con riflessi metallici purpurei e verdi, questi ultimi percepibili solo a breve distanza. Tra le peculiarità di questa specie risalta altresì il lungo becco, ricurvo verso il basso, utilizzato per cacciare nell’acqua bassa piccoli pesci, anfibi, insetti e altri invertebrati, che costituiscono la parte essenziale della dieta della specie. La lunghezza è compresa tra 55 e 65 cm, l’apertura alare tra 80 e 95 cm e il peso tra 370 e 655 grammi.  Abita generalmente aree pianeggianti alle latitudini medie e basse, con clima relativamente caldo. Predilige la presenza di laghi e lagune con acqua poco profonda, aree allagate, delta e estuari; può frequentare anche coltivazioni irrigate e risaie. Infatti a Zibello ha scelto un’area di golena recentemente allagata, più volte, dal Po.  Durante il periodo riproduttivo è però più legato a zone umide come paludi con fitti canneti o giuncheti; spesso nidifica su alberi bassi, come salici, scegliendo alberi che crescono in acqua, ponendo il nido di solito a 5-7 metri d’altezza; in alternativa, può nidificare anche in canneti o giuncheti fitti. Si riproduce in colonie di dimensioni estremamente variabili, spesso con altri Ciconiformi o con marangoni minori. Evita invece acque profonde, a scorrimento veloce. Può compiere spostamenti giornalieri anche notevoli per raggiungere le zone di alimentazione.

Il Mignattaio è presente nel Paleartico occidentale nei Paesi dell’Europa meridionale e balcanica, in Nord Africa, ed in Asia centrale sino a raggiungere il subcontinente indiano. Storicamente la specie era più diffusa anche nei Paesi occidentali (Spagna, Francia), ma nel corso del Novecento si è registrata una contrazione dell’areale verso est, centrato sui Balcani e l’Europa orientale (Albania, Bulgaria, Romania e Ucraina). In Italia è migratore regolare, nidificante raro e localizzato, svernante poco numeroso. La nidificazione del Mignattaio negli ultimi anni è nota solo per poche zone umide della Pianura Padana (compreso, di recente, il Parmense come confermato anche da Michele Mendi della Lipu di Parma), dell’Alto Adriatico e della Toscana. Ha nidificato anche in Sardegna, Puglia e Sicilia. In inverno le presenze sono relativamente più consistenti al Sud e sulle Isole. E’ ipotizzabile che lo svernamento di questa specie nel Mediterraneo possa risultare favorito dai cambiamenti climatici in atto.

Eremita del Po

 

Paolo Panni


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