S. Lorenzo Aroldo, la chiesa rinasce per tenere viva la comunità. Con la raccolta fondi "Un tetto tra noi e il cielo" gli Aroldini lavorano per il futuro e l'identità del piccolo borgo ricco di storia
Attraversiamo velocemente San Lorenzo Aroldo, frazione di Solarolo Rainerio: sole poche case, una strada stretta tra i mattoni rossi dei vecchi muri ci porta fino alla piccola via Chiesa che conduce, come promette il nome, alla piccola piazza su cui si presenta la bella chiesa seicentesca, dalla facciata bianca decorata con lesene e cornici in un rosa tenue.
Sopra il modesto portoncino d’ingresso, la dedica al santo a cui è intitolata: “Al Diacono Martire Lorenzo”.
Tra pochi giorni sarà la festa del patrono e quest’anno le celebrazioni avranno un sapore diverso, che parla di una comunità unita e coesa, forte delle proprie tradizioni, che vuole a tutti i costi mantenere in salute la “sua” chiesa parrocchiale. Pochi mesi fa però alcune profonde crepe e i calcinacci caduti dalle volte del presbiterio hanno rivelato un dissesto statico della struttura, dovuto con tutta probabilità ad un assestamento del terreno su cui è stata edificata (o meglio, riedificata) nel XVIII secolo e vicino al quale corre la roggia Cingia.
La chiesa stava rischiando di diventare inagibile
“Se perdiamo la chiesa, perdiamo anche la comunità” sono state le parole degli “Aroldini”, un gruppo inossidabile di volontari che da anni si prodiga per portare avanti le tradizioni e la storia del paese. Che fare dunque per aiutare la chiesa e, di rimando, tutta la comunità? Il preventivo per il restauro parla chiaro: 160mila euro. Una cifra importante, troppo grande per poter essere affrontata dalla sola parrocchia.
Una parte consistente della spesa però arriva dalla Fondazione Cariplo, che sposa e finanzia il recupero della chiesa e mette sul piatto 115mila euro: il progetto convince perché parte dal basso, dalla volontà degli abitanti del borgo di tenere in vita la comunità e la sua forte identità, che trova la sua espressione proprio in quella chiesa che è da sempre il centro vitale del paesino.
Il grande coraggio di un piccolo borgo
Ma gli altri 50mila euro? Nessun problema, perché presto prende forma l’idea di una raccolta fondi on line, sulla piattaforma Ginger (qui il link) tramite la Banca di Credito Cooperativo. “Un tetto tra noi e il cielo” è il nome che gli Aroldini hanno scelto per il crowdfunding, che ad oggi ha raggiunto gli 11mila euro, con i quali è stato possibile realizzare i primi step di intervento, a partire dall’avviamento del cantiere, lo scorso 16 giugno, che vede impegnati alunni e insegnanti della Scuola Edile Cremonese.
La chiesa dunque verrà consolidata nella sua struttura in modo che non rischi più il dissesto e contemporaneamente il tetto verrà rimesso in sicurezza, con la sostituzione di travi e travetti ormai ammalorati e compromessi dall’umidità. Sono stati rimossi i vecchi coppi, ripuliti uno per uno e conservati per essere riutilizzati nella nuova copertura, nel rispetto dei materiali originali.
La sorpresa nel sottotetto
Durante la pulizia del sottotetto, invaso da guano e detriti accumulati nel tempo, è emersa anche una piccola sorpresa: nella malta, infatti, sono emerse antiche scritte, poco più che graffi probabilmente lasciati da qualche manovale impegnato nella costruzione, dove sembra di poter leggere una firma e una data di cui si interpretano bene le prime due cifre, 1 e 6, e che potrebbe indicare proprio la data di costruzione dell’attuale chiesa.
Un angolo di terre ricche di storia
Cosa ci racconta la storia di San Lorenzo Aroldo? Piccola frazione di Solarolo Rainerio, nella campagna a due passi da Caruberto e San Martino del Lago, con le loro antiche chiese (entrambe risalenti al XIV – XV secolo), non lontano da San Zavedro (XIV secolo) e da quello che un tempo fu il convento dedicato a San Zeno (XV secolo, di chiara origine legata agli anni di dominazione della Serenissima sul territorio), di cui oggi resta solo una cascina diroccata nella campagna di San Giovanni in Croce.
Abbiamo detto poco sopra che l’attuale chiesa di San Lorenzo Aroldo risale al XVII secolo ma nel Liber Synodalium del 1385 in realtà si fa già menzione di una chiesa dedicata al martire Lorenzo, “forse identificabile con l’attuale chiesa parrocchiale”; nel 1518 nel Census Ecclesiarum viene indicata come “giesia de Santo Lorenso de la Guarda”. Non mancano poi nei secoli a venire tutte le notazioni riportate nelle varie visite pastorali.
La chiesa attuale risale al XVIII secolo; è composta di un’unica navata, con due ampie cappelle laterali ed una profonda abside ricostruita nel 1869. Internamente fu il pittore Pietro Gazzi a decorarala, ricoprendo gli affreschi preesistenti.
Molti sono stati gli interventi messi a punto su questa chiesa, a partire dalla redisposizione del bellissimo altare 700esco in marmi policromi, che negli anni ‘70 del secolo scorso venne adattato dopo il Concilio Vaticano II. Lo stesso campanile, rialzato nel 1915, risale - nella sua forma originaria- al 1690, secondo quanto riportato nel giornale dei lavori dell’archivio parrocchiale. Sempre ai primi anni del secolo scorso risalgono la cantoria e l’organo Rotelli, datati 1921.
Del resto, gli stessi problemi strutturali evidenziano un distaccamento tra la parte absidale e la navata, il punto in cui venne rimodellata ed ampliata nel XVIII secolo.
La festa di San Lorenzo e la processione
Dunque, per tenere in vita questo prezioso testimone della storia e delle storie di San Lorenzo Aroldo, quale occasione migliore se non la festa del santo Patrono, con tre serate di musica, cucina e convivialità da venerdì 7 a domenica 9 agosto per terminare lunedì 10, festa di San Lorenzo, con la messa alle 21.00 nella chiesa ed a seguire la processione per le vie del paese, per tenere in vita una comunità che non vuole cedere all'oblio del tempo e dello spopolamento.
Il culto di San Lorenzo nelle nostre terre
Affonda le proprie radici nell'Alto Medioevo, un periodo che si intreccia con la presenza e l'organizzazione territoriale dei Longobardi (VI-VIII secolo), sebbene la sua massima diffusione locale emerga più chiaramente tra l'età carolingia e il romanico.
Nel nostro territorio sono almeno 5 i nuclei abitati che portano il nome del santo martire, morto arso vivo su una graticola nel 258 d.C, durante la persecuzione messa in atto dell’imperatore romano Valeriano. I borghi in questione, oltre a San Lorenzo Aroldo, sono San Lorenzo Picenardi, San Lorenzo Guazzone, San Lorenzo Mondinari e la cascina San Lorenzo Persichelli, detto anche San Lorenzino.
In comune tutti questi toponimi, oltre al nome del santo, hanno il fatto di essere legati al nome della famiglia nobile proprietaria nei secoli passati di quelle terre e tutti, ai giorni presenti, da centri vivi e vitali, sono diventati piccole frazioni con poche decine di abitanti.
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