Il fiume continua a calare e gli spiaggioni del Po diventano il "cimitero" di pneumatici di ogni tipo
Le acque del Grande fiume si ritirano e lasciano spazio, come sempre del resto, ai grandi spiaggioni che, sull’una e sull’altra riva, un tempo, nemmeno tanti decenni fa, erano frequentati da tanti bagnanti che si recavano su quello che è sempre stato definito il “Mare dei poveri”. Erano altri tempi, c’erano meno possibilità, ma per tanti meno giovani di oggi sono e restano estati indimenticabili vivendo e facendo vivere un ambiente straordinario, fonte di vita e di lavoro, luogo di cultura e “teatro” per giornate all’insegna del relax e dell’armonia. Ormai i tempi sono cambiati, le mode anche e gli spiaggioni sono diventati luoghi per pochi. Ma sono anche, e ancora una volta, purtroppo, luoghi che mostrano in modo palese, ed ampiamente vergognoso, quanto sia elevata l’inciviltà dell’uomo. Innumerevoli sono i pneumatici gettati nel fiume, che oggi giacciono sotto al sole, a creare un paesaggio desolato e desolante.
Un “cimitero” di pneumatici che nessuno a quanto pare ha mai pensato do togliere (nonostante gli innumerevoli appelli), evidentemente destinati a restare lì, con buona pace dell’ambiente e della salute umana (già, proprio così). Resta sempre viva la vaga speranza che, prima o poi, magari tra le due rive, si possano organizzare giornate congiunte per la pulizia delle spiagge del Po. Per riprendersi, anche così, il nostro fiume e dare un piccolo grande contributo a renderlo più pulito.
Eremita del Po
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti
Manuel
19 giugno 2026 08:22
... e chissà quanti scarichi chimici, meno visibili, ma più pericolosi.
Un modello di società da rivedere.
Daniro
21 giugno 2026 12:25
Da quanti decenni il fiume Po è precluso alla balneazione per l'inquinamento delle acque? Per i rifiuti in alveo nonostante ci siano tante competenze, cito Aipo, Adbpo, ARPA, Comuni, Provincie, Regioni, Mab Unesco, Contratto di Fiume, solo i Comuni nelle aree di loro competenza e dopo numerosissime segnalazioni di cittadini e associazioni rimuovono i rifiuti e solo se raggiungibili e traportabili. Spesso la gran parte dei rifiuti problematici sono in zone che si possono raggiungere solo con una barca o con mezzi speciali e per rimuoverli ci vogliono competenze professionali mentre il volontario può rimuovere solo quelli più leggeri e facilmente raggiungibili. Poi una volta portati a riva vanno smaltiti secondo le leggi in vigore e divisi per merceologia e spesso i Comuni si rifiutano di ritirarli. Questo nonostante ci sia una Legge che si chiama SalvaMare che prevede per i fiumi che portano rifiuti in mare forme di recupero dei rifiuti stessi in alveo fluviale ed il loro smaltimento.