12 dicembre 2022

In rovina l'edicola liberty di piazza Marconi: vetri rotti e ruggine ovunque. A Parma invece lanciano raccolte fondi per restaurare gli antichi chioschi dei giornali

A Parma le antiche edicole liberty vengono recuperate per ricavarvi punti informativi sull’attività del Teatro Regio o come vetrina di eventi culturali. Così è per l’antica edicola di piazza Antonio Barezzi, per il cui restauro è stata lanciata una raccolta di fondi, piuttosto che per quella di piazza della Steccata. A Cremona, invece, le edicole di una volta fanno la fine di quella posizionata, in modo del tutto casuale, in un’aiuola di piazza Marconi quasi dieci anni fa. Vetri rotti da tempo immemorabile, ruggine che ne minaccia le parti metalliche, la base probabilmente già marcia. Buttata lì quasi per caso, dopo essere stata prelevata dal giardino del Vecchio Passeggio, per garantirne una migliore visibilità e conservazione. “Come una cosa posata in un angolo e dimenticata” verrebbe da dire con Ungaretti.

Potrebbe essere una delle tredici edicole ricordate in un elenco dell’8 febbraio 1908 con cui la giunta comunale approvava le licenze già concesse agli ambulanti, con l’impegno a non rilasciarne altre. Da questo elenco veniamo a sapere anche il nome dei primi edicolanti: Luigi Avalli in via del Passeggio di fronte alla chiesa di San Luca; Margherita Donati in piazza Roma di fronte a via Solferino; Giovannina Foroni con due edicole in piazza Cavour e in via Santa Barbara; Omobono Ferrari in corso Garibaldi 32; Emilia Ferrari in via Ruggero Manna; Irene Gelmetti Lanzi in piazza Cavour; Santa Guastalli in piazza Garibaldi di fronte alla chiesa di Sant’Agata; Stefano Pedroni in corso Umberto 13 (oggi corso Matteotti); Giovanni Rossi in piazza del Comune; Domenica Rossi in piazza di porta Venezia; Elisa Vernini in vicolo Malcantone, dove poi è stata costruita la Banca Nazionale del Lavoro, e Orsola Zanetti in piazza Roma.

La prima edicola, collocata il 15 marzo 1880 sul sagrato della chiesa di San Luca, era stata costruita in legno da Giovanni Lanzi per poi essere trasferita all’angolo con palazzo Stanga. Contemporaneamente il figlio Vittorio, appena diciottenne, il 12 novembre 1879 aveva richiesto di realizzare un’edicola sul lato sinistro dell’ingresso principale del giardino pubblico di piazza Roma. Anche questa edicola era in legno e veniva spostata all’interno del giardino durante la stagione estiva, e di fronte al caffè Soresini, dove è oggi la galleria XXV aprile, nei mesi invernali quando la cancellata del giardino pubblico veniva chiusa molto presto alla sera. Nel 1887 venne collocata in piazza Cavour un’altra edicola, una delle due rimaste, anch’essa richiesta da Giovanni Lanzi, in seguito posizionata in piazza del Comune nel 1997, in occasione del rifacimento della piazza.

Fabrizio Loffi


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