9 dicembre 2025

Insulto razzista dalla panchina di Castelverde e parapiglia, sospesa Cannetese-Castelverde di Seconda Categoria. Ma la squadra cremonese nega ogni addebito. Giovedì la parola al giudice sportivo

Una frase a sfondo razzista dalla panchina del Castelverde e il successivo parapiglia hanno indotto l’arbitro alla sospensione, all’82’, della gara di domenica 7 dicembre di Seconda categoria cremonese tra la squadra mantovana della Cannetese e il Castelverde, quando il punteggio era di 3-2 in favore dei rossoblù. L’episodio decisivo nasce dalla denuncia del giocatore Mouhamed Tall, che ha udito un insulto a suo dire a sfondo razziale, provenire dalla panchina ospite. Il giocatore ha provato ad avvicinarsi per chiedere spiegazioni, è stato fermato, ma il gesto è stato sufficiente ad accendere gli animi: in pochi istanti è scattato un parapiglia che ha coinvolto atleti e dirigenti di entrambe le società. Nel caos generale Tall, sconvolto, è scoppiato in lacrime. A quel punto il direttore di gara, Jhon Michael Dutan Regato di Cremona, non ha avuto alternative, decretando la sospensione definitiva dell’incontro.

Fino a quel momento la partita era stata combattuta e divertente, con 5 gol realizzati, ed era sempre rimasta nei limiti della correttezza.

Nel dopogara l’amarezza era evidente tra i locali mentre il team cremonese ha negato con fermezza ogni addebito. Sull’episodio che ha portato alla sospensione saranno ora gli organi competenti, in primis il giudice sportivo che si potrebbe pronunciare già giovedì prossimo, a dover fare chiarezza, valutando referti e responsabilità.

Nella foto lo stadio di Canneto


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commenti


gabriele

9 dicembre 2025 18:02

Io scrivo di pallacanestro e queste cose succedono anche in questo sport. Non è una novità, se poi cominciamo a farci un esame di coscienza ne parliamo.

Blek

9 dicembre 2025 20:55

Ma per favore! Partita quasi ,si era all'82', descritta come "combattuta e divertente " con 5 goal, mandare tutto a catafascio per un sonoro forse mal percepito dal giocatore e partito neanche da un avversario in gioco ma dalla panchina . Mi pare che ci sia un po ' di esagerazione in questa paranoia razzista che sarebbe ora di ridimensionare anche per in quieto vivere, anche perché se esasperiamo tutto, il passo è breve per la guerra civile. Ma sarei curioso di sapere direttamente da Mohamed cosa si è sentito dire dalla panchina avversaria. Forse scimmia porco o maiale in quanto marocchino e musulmano come si può presumere dal suo nome? Certo in questo caso posso capire che sia una bella offesa, verso chiunque sia diretta. Sei d'accordo con questa affermazione Mohamed e sono d'accordo anche i tuoi genitori?