21 maggio 2022

Io, senza medico di base da dieci mesi, nonostante paghi tasse e contributi. Perché l'Ats non risponde ai miei continui solleciti?

Quando ci ha raccontato la sua storia non ci volevamo credere. Da dieci mesi non ha un medico curante. Ma come? Nella Lombardia dei record, in quella regione dove si sbandiera la medicina di eccellenza? Eppure è tutto vero. Adesso l'ha messa per iscritto la sua odissea chiedendo di pubblicarla nella speranza che arrivi, attraverso Cremonasera, una risposta che lui aspetta da mesi. E' un cremasco doc, personaggio conosciuto e in vista. Paga tasse e contributi eppure non può più avere il medico che da sempre lo ha curato. Perchè? Ecco la sua lettera, ha solo chiesto di non citarne il nome. 

 "Ho lo stesso, ottimo medico curante cremasco da quando ero piccolo. Nel cremasco sono nato cresciuto e vissuto. Fatti due conti, sono quasi 30 anni. Mi ha assistito praticamente in tutto, dalla tonsillite alla chemioterapia. Mi cura ormai praticamente con una telefonata. O almeno così è stato fino allo scorso novembre, quando improvvisamente, con un colpo di mano piuttosto vergognoso e senza nemmeno avvisarmi, l’ATS di Crema mi ha eliminato dagli elenchi dei pazienti attivi, o almeno così risulta al mio medico: non sono più suo paziente, ma non ho un altro medico curante. E se mi succedesse qualcosa? Se avessi bisogno di un ricovero o di una impegnativa? Che faccio? Vado all’ATS?

Da alcuni anni sono residente in un comune di una provincia confinante con l’ATS cremasca, ma senza mai obiettare nulla l’ATS o ASL, ha tranquillamente lasciato che il mio bravo medico si prendesse cura di me, che me la sono vista brutta più di una volta e non ho certo avuto quella che si definirebbe una salute di ferro. Tutto ad un tratto, circa due anni fa, è iniziata una assurda ritualità burocratica secondo la quale l’ATS mi obbligava ogni anno a chiedere il rinnovo dell’assistenza del mio medico. Il perché non l’ho capito, ma la scorsa estate mi è stato comunicato che non mi sarebbe più stata rinnovata la possibilità di essere assistito dal mio medico, dopo oltre 30 anni. In sostanza, l’ATS ha iniziato a ritenere che non posso più avvalermi dell’assistenza del mio medico, essendo residente in altra ATS seppur sempre in Lombardia. E infatti a ottobre mi è stato ribadito verbalmente che non avrei più potuto tenere il mio medico abituale, ma avrei dovuto cercarmene uno nella ATS del comune di mia residenza.

La legge regionale prevede però altresì che si possa, per ragioni di continuità terapeutica appunto, scegliere un medico in particolare, previa disponibilità e accettazione dello stesso: si chiama “scelta in deroga del medico curante”, presentando apposita modulistica, cosa che ho fatto e per la quale sto attendendo da mesi una risposta scritta che mai è arrivata. E intanto, ribadisco, con un atto vergognoso di pirateria sanitario/informatica, sono stato cancellato dai pazienti del mio medico. Ma che vergona è mai questa? Ma che il malato è un creditore moroso che si cancella dagli elenchi come fanno le società di credito quando salti una rata? Che forse io, lavoratore dipendente, non pago fino all’ultimo centesimo le tasse direttamente in busta paga, e che pesano quasi il 50% del mio reddito? Che forse i soldi della ATS non sono soldi della sanità lombarda, pagati con le mie tasse? Perché da ogni parte d’Italia chiunque può farsi operare in Lombardia, ma io che sono lombardo non posso tenermi il mio medico di base perché ho spostato di 30 km la residenza? Che forse io paziente devo pagare le beghe le rivalità e gli insoluti o in sospesi tra le varie ATS della medesima Regione? Ma che sanità è mai questa? Ma possibile che un paziente sia un conto da pagare e basta?

Perché non arriva una risposta scritta dall’ATS alla mia domanda? Forse perché presterebbe il fianco a un appello da parte del sottoscritto? O forse perché si spera che io desista e al momento della prima necessità seria corra dal primo medico disponibile di un‘ altra ATS, ammesso di trovarne uno?

E se anche fosse, che è compito mio trovare i medici di base? E’ colpa mia se nessuno vuole fare più il medico di base? O tocca ad uno Stato e ad una Regione che vivono dei prelievi fiscali ingenti e quasi forzosi che fanno sulle mie buste paga? E se i medici di base non sin trovano più, beh allora ridatemi la quota di tasse a loro destinata che mi faccio curare in uno dei tantissimi poliambulatori privati che spuntano come funghi e ti fanno una visita specialistica per 50 euro...altra casualità che lascia parecchio perplessi, in verità...

Possibile mai che un paziente sia un problema burocratico da sbolognare e chissenefrega, si arrangi lui? Ma che modo di fare è questo? Che etica della sanità è mai questa?

Per fortuna il mio medico, anche se non percepisce alcun compenso, in questi mesi non mi ha mollato.

Ma adesso pretendo, e mi spetta di diritto, che si venga a un punto. E lo voglio per iscritto quel punto. E spero per l’ATS di Crema anche molto ben motivato.

E visto che né al mio indirizzo, né per telefono, né via mail è mai arrivata risposta, beh magari arriva alla redazione di un giornale. Perché si sa che in Italia niente funziona bene come la protesta e mezzo stampa, anzi ormai funziona solo quella.

Leggo in questi giorni di masterplan vari e grandi piani sanitari in provincia di Cremona. Ma quanto mi accade mi dice che in realtà il sistema non funziona, e che come al solito il cittadino paga due volte, prima le tasse e poi il disservizio.

Almeno rispondetemi, ma per favore, e per diritto, per iscritto".


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