2 febbraio 2022

L'ultimo caso a Dovera, ma il fenomeno dei furti di materiale informatico nelle scuole sta diventando una piaga nazionale

L’ultimo furto di materiale scolastico (prevalentemente informatico) in ordine cronologico è avvenuto la scorsa notte a Dovera ma non è un caso isolato. Il 28 dicembre scorso a Vaiano, il 25 ottobre a Nosadello e prima ancora a Spino d’Adda. E se guardiamo nel resto d’Italia il conto dell’ultimo anno è presto fatto: 5 gennaio 2021: furto all’Istituto Comprensivo “Oberdan” di Pianura (NA); 30 gennaio 2021: furto alla scuola primaria Kennedy di Varedo (MB); 1 febbraio 2021: furto all’Istituto Comprensivo di Vobarno (BS); 5 febbraio 2021: furto alla Scuola Media di Cisano Bergamasco; 10 febbraio 2021: furto alla Scuola Primaria “Vallelata” di Aprilia; furto all’Istituto Comprensivo “Aldo Manuzio” a Latina; furto all’Istituto Comprensivo “Caetani” di Isolabella di Cisterna; 17 febbraio 2021: furto all’Istituto Comprensivo “Simonetta Salacone” di Tor Pignattara (RM); 18 febbraio 2021: furto alla Scuola Media “Grandis” di Borgo San Dalmazzo (CN); 23 marzo 2021: furto sventato all’Istituto Comprensivo “Peppino Impastato” di Veglie (LE); 9 settembre 2021 furto all’Istituto Comprensivo di Corso Vercelli a Torino e l’elenco potrebbe proseguire ma, per carità di Patria, lo fermiamo qui.

Per comprendere la dimensione del fenomeno, al quale si è deciso di dedicare una riflessione, ci soccorrono i dati forniti poco tempo fa dalla Polizia Municipale di Torino, presi per mero esempio: 535 interventi per altrettante intrusioni in istituti scolastici negli ultimi 12 mesi. Come dire due colpi ogni tre giorni. Un problema che sta flagellando gli istituti scolastici di tutta Italia, senza esclusione alcuna, dalle scuole d’infanzia alle scuole superiori, da Nord a Sud, solo riferendosi all’ultimo anno tra lockdown e didattica a distanza. Tra i beni più gettonati (a dire il vero gli “unici” appetibili nelle scuole…) ci sono gli strumenti informatici e gli strumenti musicali. A gennaio, a seguito del furto subìto, l’assessore all’Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, aveva dichiarato: «La città ha bisogno di scuola, i bambini e le bambine hanno bisogno di spazi loro e di stare insieme ai coetanei e mentre li si tiene fuori c’è chi ne approfitta per usare lo spazio scolastico come terra di nessuno. Un gesto vile e che mi auguro smuova le coscienze più sensibili di questa città, per aiutare la scuola che al momento è resa inservibile ed esposta a rischi per i quali si renderà necessaria una vigilanza che la scuola non ha, e che richiama tutto il territorio ad una responsabilità. Faremo di tutto per ripristinare con urgenza le condizioni di sicurezza, ma dobbiamo tutti insieme sdegnarci per il disvalore che questo terribile gesto rappresenta: Napoli ha bisogno di una scuola forte, e c’è invece chi in modo criminale si impegna ad indebolirla e sfiancarla».

Parole forti che, dato il fenomeno esteso a tutta la Penisola, assumono un carattere tutt’altro che locale. Oltre alla gratitudine per l’encomiabile lavoro investigativo e di prevenzione di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Municipale che hanno consentito di sventare innumerevoli furti ai danni delle scuole e, in molti casi, di recuperare i beni illecitamente sottratti, varrebbe la pena riflettere sul “valore” che la nostra società vorrà continuare ad attribuire alla scuola. Se per “valore” continueremo a riconoscere quello degli apprendimenti che aprono alla conoscenza della vita, allora anche la difesa degli “strumenti” che a ciò servono rientrerà nel patrimonio collettivo condiviso, per una scuola radicata nelle comunità di appartenenza, con un forte legame con le istituzioni locali, con un progetto di collaborazione con le realtà territoriali e un forte impegno di responsabilità e cura verso un bene comune.

Diversamente dovremmo rassegnarci, ancora per molto, a leggere: «I ladri hanno rubato 25 pc dal laboratorio di informatica, 9 computer dalle aule, uno scanner portatile e le cuffie utilizzate durante le lezioni di lingua straniera, oltre a una decina di chitarre, classiche e acustiche, utilizzate durante le lezioni dell’indirizzo musicale. È un gesto vile, che danneggia gli studenti…» come ha affermato l’ing. Luigi Rubino, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Villa di Serio (BG) o “La scorsa notte il nostro Istituto è stato preso di mira da delinquenti che hanno arrecato un grosso danno, spaccando vetri e porte, trafugando computer, tablet, mixer, sassofoni e chitarre elettriche. Come dirigente esprimo la mia rabbia, lo sconforto e il senso di impotenza davanti a quest’azione vigliacca, le cui vittime sono principalmente i nostri alunni più svantaggiati: a loro è stata sottratta un’occasione, per molti l’unica, di poter utilizzare mezzi informatici e strumenti musicali” come ha dichiarato la dr.ssa Rosaria Di Cara, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Corso Vercelli a Torino o “Abbiamo subito nell’ultimo anno 4 furti e con l’ultimo ci hanno sottratto quasi 20.000 euro di materiale didattico” ha dichiarato Enrico Fasoli, preside della Scuola Secondaria Luigi Chiesa di Spino D'Adda, “Le scuole devono essere attrezzate per essere più sicure. Queste persone rubano la possibilità di studiare a bambini che potrebbero essere loro figli”.

Fabio Perrone


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti