Il Comune di Cremona aderisce al Giro d'Italia per la Pace. La tappa cremonese sarà in autunno
l Comune di Cremona aderisce al Giro d'Italia per la Pace, iniziativa promossa dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace e dalla Fondazione PerugiAssisi. La decisione è stata presa nell'ultima seduta della Giunta su proposta dell'assessora alle Politiche Sociali e Fragilità Marina Della Giovanna.
L'Amministrazione comunale ha così accolto l'invito che, in occasione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, dell'ottantesimo anniversario della Repubblica italiana e del 40° anniversario del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace, è stato rivolto alle città di tutto il Paese per organizzare una tappa del giro, accogliendo la Lampada della Pace di Assisi, affinché diventino "cantieri e scuole di pace", luoghi dove, in un tempo sempre più sconvolto da guerre e tensioni devastanti, si lavora e si studia per la pace. Nelle intenzioni dei promotori, questa iniziativa sarà uno strumento per ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell'umanità e del pianeta, iniziando dalle scuole e dalle giovani generazioni.
"L'organizzazione della tappa cremonese del Giro, che si terrà in autunno, ci offre un'occasione importante per riaprire il confronto pubblico sulle responsabilità delle città nella difesa e nella costruzione della pace, consapevoli che ogni cosa che facciamo, in ogni momento della nostra giornata, può costruire pace oppure alimentare conflitti" - dichiara l'assessora Marina Della Giovanna - "Verranno da subito attivamente coinvolte in questo cantiere di pace le associazioni da sempre impegnate su questi temi, le scuole, le università, le parrocchie e tutti i cittadini e le cittadine interessati a partecipare".
Verranno promosse varie iniziative che riguarderanno diversi aspetti come qui di seguito elencati.
- Educazione e formazione alla pace - Per costruire la cultura della pace, formare giovani costruttrici e costruttori e artigiani e architetti di pace, sviluppare le competenze di cittadinanza attiva e di gestione nonviolenta dei conflitti;
- Solidarietà e giustizia sociale - Per promuovere cura, cittadinanza, inclusione, accoglienza, economia sociale e solidale e dialogo interculturale;
- Partecipazione - Per trasformare la pace in un processo collettivo, diffuso e continuo;
- Luoghi, arti e memoria - Per dare un'identità visiva e visibile al lavoro per la pace, generare consapevolezza, condivisione e speranza;
- Città-Mondo - Per costruire la pace tra persone e comunità di origini diverse, promuovere il dialogo, la solidarietà e la cooperazione internazionale, sostenere percorsi di educazione alla cittadinanza glocale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti
Blek
13 marzo 2026 15:22
Quale pace? Lo sapete cosa intendono in altra cultura per pace?
Blek
13 marzo 2026 17:52
Il suo articolo dunque è infarcito di slogan e l esperienza dice che chi parla per slogan è estremamente ignorante di ciò che parla e scommetto che se ci affrontassimo sull argomento lei reggerebve poco il confronto perché da quello che scrive dimostra di conoscere ben poco di come funziona il mondo, a partire anzi a proseguire ad es,dal concetto di amicizia.tra i popoli.
marco
14 marzo 2026 15:16
Speriamo che sia partecipato e che ci consegni un forte segnale per divulgare sempre di più la cultura della pace.
Che non venga travisato per fare manifestazioni che poco hanno a che fare con una pace che nulla ha a che fare con la violenza, ma e' accettazione reciproca delle culture,religioni e civiltà dei nostri simili.
La presa di coscienza che fra 200 anni la storia non si ricorderà di noi ma verranno tramandati solo i genocidi fatti in nome di una falsa libertà data da un dittatore oppure da una religione svuotata e travisata nei suoi valori dovrebbe fare riflettere.
Blek
15 marzo 2026 08:56
Ed è grave anche per altro motivo che una domanda del genere non possa essere pubblicata perché non solo si rinuncia alla reciproca conoscenza, fondamento di ogni tentativo di dialogo,, ma fa ' pensare che nel caso si pensi all'Islam, ci sia una sorta di cedimento della ragione, ovvero una paura al confronto, il che vuol dire..
Blek
15 marzo 2026 10:25
Ora succede di questi tempi che in Spagna è stata proibita la musica nelle scuole durante il mese di Ramadan. In Spagna dove impiegarono 500 anni per cacciare i Mori. Cosa significa questo divieto? Travisamento della religione? Al contrario, è secondo la sharja, la legge coranica che s'impone alle leggi dello Stato e delle libertà democratiche. Se c'è un Travisamento allora è quello delle leggi dello stato spagnolo che si sono ritirate di fronte ad una prepotenza islamica, quella di imporre una loro norma religiosa in un paese democratico. E tutto per cosa? O per paura, e quindi sottomissione, o per timore di apparire razzisti, prova della degenerazioni ideologica in cui è precipitata la cultura occidentale del rispetto e dell'accoglienza. Su queste basi, ogni " ragionamento " anzi no perché ragionamenti non ne fa la Della Giovanna per cui ogni vaneggiamento, ogni proclama dell assessore, frana miseramente, dimostra di essere semplicemente un assurdo, che nulla tiene conto o non conosce della realtà vera. Che vive tra le nuvole. In una realtà ideologica finta.