13 marzo 2026

Facoltà di Medicina e Chirurgia a Cremona, si intensificano i colloqui con le università di Pavia e di Brescia. La sede eventuale nell'ex Inam di viale Trento e Trieste

Facoltà di Medicina, si intensificano i colloqui. Probabile sede presso l'ex Inam di viale Trento e Trieste. E il 2026 potrebbe essere l'anno definitivo per l'apertura della Facoltà di Medicina a Cremona. Si sono tenuti nelle scorse settimane nuovi tavoli di confronto sul progetto della Facoltà di Medicina a Cremona, un passo che darebbe ancora più forza al disegno di Cremona città universitaria. I colloqui sono in corso sia con l'Università di Pavia che con quella di Brescia. Sull'apertura di un punto cremonese le due università concordano ma mentre Pavia spinge per una Facoltà di Medicina e Chirurgia classica, di sei anni, magari tutta in inglese com'è quella di Piacenza (succursale di Parma), a Brescia spingono invece per corsi di specializzazione infermieristica e tecnica di alto livello. Il direttore generale dell'Ospedale di Cremona, anche in vista della costruzione del nuovo ospedale, sarebbe favorevole alla Facoltà di Medicina con la possibilità di tirocinio per i laureandi nella nuova struttura ospedaliera. 

In attesa della definizione dei corsi, prende corpo la localilizzazione della Facoltà. Secondo alcune notizie filtrate in questi giorni, sarebbe stata individuata la localizzazione ideale nell'ex Inam di viale Trento e Trieste, di proprietà dell'Asst di Cremona. Liberato dagli ambulatori nel 2011 e ancora in attesa di una destinazione. Si starebbe valutando la possibilità di girare l'immobile al Demanio regionale che si farebbe carico eventualmente della ristrutturazione. Per quanto riguarda invece l'attivazione dei corsi la Fondazione Arvedi Buschini avrebbe già dato la propria disponibilità a un finanziamento per completare l'offerta universitaria dopo i corsi al campus della Cattolica, a quello del Politecnico e a quelli dell'Università di Pavia (Musicologia, Lettere e corsi specialistici in Restauro di strumenti).

Per la riconversione dell’imponente fabbricato dell'ex Inam (ancora vi ha sede il centro psico sociale) si era parlato in passato della trasformazione in una “Casa della salute”, progetto ormai superato vista la recente attivazione della Casa di comunità in via Belgiardino. 

 


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commenti


Ezio

13 marzo 2026 18:09

Mentre Virgilio parla di Università (che non ha mai fatto) e investe fondi sul Cavo Cerca, la Fondazione Arvedi Buschini dà concretezza ad una politica di investimento sulla città e sulle nuove generazioni. Chapeau!

emanuela

13 marzo 2026 21:47

Solo Virgilio non ha mai frequentato l' Università?

Gianfranco

14 marzo 2026 07:04

No. È in buona compagnia. Il mondo evolve rapidamente e richiede sempre maggiori competenze. Abbiamo la ricercatrice medico Giada Bianchetti, 32 anni, che studia il comportamento delle cellule del glioblastoma multiforme, un tumore cerebrale aggressivo che ha ricevuto nei giorni scorsi un lauto finanziamento per le sue ricerche, e decisori politici che parlano di Università senza mai averci messo piede e si trovano a decidere di cose che non sanno. Manca la competenza, e quando manca chi decide? Il caso?
La politica non è più rappresentativa perchè fatta da persone di scarsa preparazione che non hanno altre competenze professionali, appesi allo stipendio delle cariche che occupano, ricattabili e per questa ragione i decisori sono sempre più esterni e condizionati, che ci sia da fare un ospedale, un inceneritore, una autostrada.
La classe dirigente non può essere più affidata a gente mediocre. Le sfide saranno sempre più importanti e strategiche. Ci vogliono persone preparate nei ruoli chiave e decisionale. I burattini hanno fatto il loro tempo.

Manuel

14 marzo 2026 08:13

Quello che sostieni sembrerebbe la soluzione più seria ed allettante e non è impossibile ci si arrivi, in qualche modo.
Detto ciò, andrebbe considerato che una classe dirigente preparata necessiterebbe di una platea votanti preparata... e, magari, molto istruita. Da ciò, se ne desume che il voto universale, costato secoli di lotte, emancipazione, risulterebbe inadeguato, se non inutile.
Anche se Gianfranco ha esposto ragionamenti intelligenti e condivisibili, ho l’impressione che si manifesti, per l’ennesima volta, uno scollegamento col passato.

Roberto

13 marzo 2026 20:35

In questi termini mi pare non ci sia nemmeno da pensarci. Sembra preferibile la proposta di Pavia. Speriamo sia così.

marco

14 marzo 2026 10:36

Un bellissimo progetto che potrebbe sfruttare anche la possibilità,per chi proviene da fuori sede , di sfruttare la prossima residenza posta proprio dinnanzi all' ex sede AEM.
Poi se lo realizzerà il Demanio e i corsi saranno finanziati dalla Fondazione Arvedi Rebuschini non dovrebbe incutere timore oppure scatenare reazioni contro.
Proprio non penso sia un problema di capacità di fare ma piuttosto più banalmente ( ma non tanto) di risorse economiche.
Qualcuno si è indignato perché lo stadio di Cremona sia stato ceduto dal Comune alla Cremonese?
Qualcuno ha dei problemi se la Fondazione Arvedi ha di fatto creato il Museo del Violino?
Abbiamo la fortuna di avere benefattori che sono sempre più rari e ci lamentiamo?
Il Demanio potrebbe farsi carico della ristrutturazionebe in seguito il Comune potrebbe farsi carico della gestione.
Poi denigrare gratuitamente perché non si è frequentata l'università è sintomo di una cattiveria gratuita dilagante che sta' inquinando tutta la nostra società, politica in primis.

Manuel

14 marzo 2026 15:27

Se il benefattore ci avesse evitato la nuova discarica a Grumello, non è improbabile che tutti e tre i comuni interessati si sarebbero adoperati a dedicargli una via o ad offrire, sempre a suo nome, un ex voto al santuario la Beata Vergine della Speranza.

marco

14 marzo 2026 18:37

Quindi stadio si,Museo del Violino si, impianti sportivi si, 6400 dipendenti pure ma una discarica autorizzata dalla Provincia in una ex cava di rifiuti non pericolosi con scorie di fusione ( utilizzate per costruzioni stradali ) assolutamente no (e avrà pure superato il problema autorizzazioni.)
Poi teniamoci stretto il Cav.Arvedi e tutte le opere che ha realizzato per la città e l'occupazione che garantisce almeno fino ad oggi.
Il problema è sempre il solito: fate tutto ma non vicino a me.

Manuel

14 marzo 2026 21:48

Sempre sia lodato!

Michele de Crecchio

16 marzo 2026 03:47

Condivido la ipotesi di utilizzare come sede universitaria il pregevole edificio tardo razionalista che, occupando il terreno comunale a suo tempo denominato "Carminati," l'ottimo architetto Terzaghi realizzò negli anni settanta del secolo scorso per ospitarvi gli ambulatori dell'INAM. In occasione del suo ipotizzato, e da tempo auspicato, recupero non dovrebbe risultare difficile rimediare ai, peraltro pochi, difetti di ambientazione, di rivestimento e di copertura che l'edificio, oggi presenta.
L'edificio attuale sorge su quello che, in passato, era il cosiddetto complesso Magazzino Carminati, variamente, a suo tempo., già utilizzato dal Comune. In particolare. in un vetusto edificio di modestissima fattura, vi erano ospitate anche poche e piccole aule, modestamente rifinite, mal servite e mal attrezzate. La modestissima attenzione allora riservata dalle istituzioni pubbliche agli allievi che presentavano difficoltà varie di partecipazione alle attività scolastiche, aveva fatto a lungo tollerare che agli spazi a loro riservati venisse attribuita la sgradevole definizione di "scuole differenziali", definizione che si conservò anche quando la crescita della popolazione scolastica ed il ritardo nella costruzione di nuovi edifici obbligarono il Comune ad ospitare anche nelle sottodimensionate aule ed infelici delle "differenziali" aule di ragazzi normodotati, circostanza che non venne però, proprio per nulla bene accolta dalla generalità delle famiglie interessate.