Facoltà di Medicina e Chirurgia a Cremona, si intensificano i colloqui con le università di Pavia e di Brescia. La sede eventuale nell'ex Inam di viale Trento e Trieste
Facoltà di Medicina, si intensificano i colloqui. Probabile sede presso l'ex Inam di viale Trento e Trieste. E il 2026 potrebbe essere l'anno definitivo per l'apertura della Facoltà di Medicina a Cremona. Si sono tenuti nelle scorse settimane nuovi tavoli di confronto sul progetto della Facoltà di Medicina a Cremona, un passo che darebbe ancora più forza al disegno di Cremona città universitaria. I colloqui sono in corso sia con l'Università di Pavia che con quella di Brescia. Sull'apertura di un punto cremonese le due università concordano ma mentre Pavia spinge per una Facoltà di Medicina e Chirurgia classica, di sei anni, magari tutta in inglese com'è quella di Piacenza (succursale di Parma), a Brescia spingono invece per corsi di specializzazione infermieristica e tecnica di alto livello. Il direttore generale dell'Ospedale di Cremona, anche in vista della costruzione del nuovo ospedale, sarebbe favorevole alla Facoltà di Medicina con la possibilità di tirocinio per i laureandi nella nuova struttura ospedaliera.
In attesa della definizione dei corsi, prende corpo la localilizzazione della Facoltà. Secondo alcune notizie filtrate in questi giorni, sarebbe stata individuata la localizzazione ideale nell'ex Inam di viale Trento e Trieste, di proprietà dell'Asst di Cremona. Liberato dagli ambulatori nel 2011 e ancora in attesa di una destinazione. Si starebbe valutando la possibilità di girare l'immobile al Demanio regionale che si farebbe carico eventualmente della ristrutturazione. Per quanto riguarda invece l'attivazione dei corsi la Fondazione Arvedi Buschini avrebbe già dato la propria disponibilità a un finanziamento per completare l'offerta universitaria dopo i corsi al campus della Cattolica, a quello del Politecnico e a quelli dell'Università di Pavia (Musicologia, Lettere e corsi specialistici in Restauro di strumenti).
Per la riconversione dell’imponente fabbricato dell'ex Inam (ancora vi ha sede il centro psico sociale) si era parlato in passato della trasformazione in una “Casa della salute”, progetto ormai superato vista la recente attivazione della Casa di comunità in via Belgiardino.
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