22 gennaio 2026

La viola Stauffer protagonista del concorso internazionale di liuteria di Parigi: lo strumento, realizzato da Girolamo Amati nel 1615, è esposta al Museo del Violino di Cremona

La viola Stauffer, costruita da Girolamo Amati nel 1615 ed esposta al Museo del Violino di Cremona, è stata protagonista, dal 14 al 18 gennaio, del terzo concorso internazionale di liuteria organizzato dalla Philharmonie de Paris in collaborazione con la fondazione francese Talents & Violon’celles. È stata scelta come modello di riferimento per la sezione “Talents de demain”. Riccardo Angeloni, conservatore del Museo del Violino, invitato in giuria.

Poiché questa edizione della competizione è stata dedicata esclusivamente alla viola, la Stauffer è stata scelta come modello di riferimento per la sezione “Talents de demain” (Talenti di domani). Giovani concorrenti provenienti da sette scuole di Paesi europei e una dal Messico, hanno sottoposto a una giuria internazionale di tre musicisti e tre liutai le proprie interpretazioni del capolavoro, dal 1996 parte delle collezioni dalla Fondazione Stauffer. Riccardo Angeloni, conservatore del Museo del Violino, è stato, dunque, invitato come membro della giuria, presieduta dal violoncellista francese Raphaël Pidoux.

Quindici gli strumenti in gara in questa sezione, con l’affermazione delle scuole di Mirecourt (Francia) e Brienz (Svizzera). Ottimo risultato per la Civica Scuola di Liuteria di Milano: superata la rigida selezione delle fasi preliminari, è stata ammessa tra i cinque semifinalisti.

Partecipare al concorso come giurato - commenta Angeloni - è stato sicuramente un onore e una grande responsabilità. Gli studenti hanno svolto tutti un ottimo lavoro nel valorizzare le caratteristiche della viola Stauffer e lo stile della famiglia Amati. Penso che partecipare a un concorso concentrandosi su un modello costituisca un’importante occasione di formazione per i giovani liutai, che le scuole hanno saputo cogliere con entusiasmo. La scelta di questo modello è emblematica del valore storico e artistico riconosciuto agli strumenti della tradizione classica cremonese, i quali rappresentano ancora oggi punti di riferimento imprescindibili per i liutai di tutto il mondo”. La Stauffer, dapprima conosciuta con il nome del suo più celebre proprietario, il musicista britannico Harry Danks, rappresenta il più antico esemplare di viola contralto cremonese. L'affermazione a Cremona di questa nuova taglia di viola, di dimensioni ridotte rispetto al tenore di retaggio cinquecentesco, è sancita dal lavoro dei liutai delle generazioni successive ai fratelli Antonio e Girolamo Amati, come Andrea Guarneri e Giacomo Gennaro. Anche Antonio Stradivari, seppur nella limitata costruzione di viole, ne ha sviluppati due modelli.

Non sono mancate interpretazioni della Stauffer e di altre viole cremonesi neppure nella categoria professionale del concorso, che ha visto la partecipazione di circa sessanta maestri da diversi Paesi. Purtroppo esigua la partecipazione italiana, limitata a due concorrenti. Gli strumenti sono stati valutati dal punto di vista tecnico, artistico e musicale. L’ultima parola è stata lasciata alla qualità del suono, unico parametro di giudizio per la semifinale e la finale, svoltesi in forma pubblica sabato 17 e domenica 18 nella sala Studio dell’istituzione filarmonica.

Presente durante la semifinale, la direttrice della Fondazione Museo del Violino, Virginia Villa, ha voluto sottolineare il valore dell’ormai consolidata collaborazione con l’istituzione parigina, che comprende il Musée de la Musique, custode della più antica collezione di strumenti musicali al mondo, nonché di un importante corpus di strumenti cremonesi. Tra questi, il violino Stradivari Sarasate 1724. Nel 2024, il Museo del Violino ne aveva celebrato il terzo centenario dalla costruzione con una mostra monografica, prodotta in collaborazione col curatore francese Jean-Philippe Échard. L’anno precedente, il Cremonese 1715 di Antonio Stradivari e la forma G utilizzata per la sua realizzazione erano stati esposti al museo nazionale francese. Nell’occasione, Sara Zeneli e il violino erano stati protagonisti di un concerto all'ambasciata italiana a Parigi.

Il Concorso di Liuteria di Parigi si è concluso con un incontro di studio, organizzato e animato dai curatori dei due musei, rivolto agli studenti partecipanti alla competizione: un raro momento di confronto tra i giovani talenti del futuro prossimo della liuteria internazionale, che al momento sembra essere in ottime mani.


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