Le socie del club del Fornello hanno donato a sei tra associazioni e fondazioni cremonesi un contributo per l'attività svolta a sostegno delle fragilità sociali
Consegnati presso la sede di Fondazione Città di Cremona, i contributi a sei tra associazioni di volontariato e fondazioni da parte del Club del Fornello di Cremona. Una collaborazione virtuosa da parte del sodalizio presieduto da Franca Mola con la Fondazione che si spende quotidianamente a favore delle fragilità in ambito sociale.
Le socie hanno devoluto il ricavato dei service svolti lo scorso ottobre durante gli eventi della festa di Fondazione. Ne sono stati i destinatari Dopo di noi: insieme, Aida, Giorgio Conti, Go on, Lazzaro Chiappari e comunità San Francesco di Marzalengo.
“Fondazione città di Cremona è sempre al fianco delle persone che operano per il bene altrui - ha detto il presidente Giuseppe Foderaro nel suo breve intervento di saluto - . Anche grazie a questa iniziativa portiamo avanti la secolare tradizione di supporto alle fragilità che stava alla base del Consorzio della donna e che ancora oggi è il cuore delle nostre attività quotidiane”.
Hanno ritirato i contributi Libero Zini (Dopo di noi: insieme) presidente dell’associazione che assicura ai disabili gravi un contesto di vita il più possibile sereno nel momento in cui verrà a mancare la famiglia d'origine; Carlo Conti (per la Fondazione Giorgio Conti) che da oltre 30 anni fornisce sostegno economico e morale alle famiglie con bambini e ragazzi gravemente malati, costrette a trasferirsi per le cure; Ruggero Firetti per l'associazione Go On, attiva nell'organizzazione di momenti di svago per le persone menomate a seguito di ictus e alle loro famiglie; Fiorenzo Bassi presidente della Lazzaro Chiappari, nata per affiancare gli ex alunni dell'orfanotrofio di Cremona e che ormai, superati i 100 di attività, ha esteso i propri interventi a favore delle Comunità per Minori. Beneficiari dei contributi anche Aida, l'associazione che assiste le donne vittime di violenza domestica, fornendo aiuto psicologico e legale in affiancamento ai servizi sociali e la comunità di Marzalengo che da 1985 opera come struttura residenziale per il recupero di donne tossicodipendenti dando ospitalità anche a mamme e bambini. Ha ritirato il premio suor Mara, accompagnata dal piccolo Diego.
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