Manifesto Sos Vita, CGIL Cremona: "Bene la rimozione. Ora piena applicazione della legge 194 e più consultori pubblici. La vera tutela della maternità di fa potenziando i servizi sul territorio"
Non si placano le prese di posizione sulla vicenda della rimozione dei manifesti di Sos Vita che da 6 anni sono affissi alla pensilina dei bus davanti all'Ospedale Maggiore di Cremona. Stavolta è CGIL Cremona, insieme a Collettive 365 Donne CGIL Cremona, a prendere la parola e condividere e sostenere la scelta del sindaco Andrea Virgilio di rimuovere il manifesto anti-abortista di fronte all'Ospedale di Cremona. E lo fa puntando il dito contro una "parziale applicazione delle Legge 194" e ad una forte presenza di medici ginecologi obiettori
"La salute riproduttiva è un diritto delle donne e va protetta da ogni forma di pressione psicologica, soprattutto nei luoghi di cura. Gli spazi pubblici vicini alle strutture sanitarie non possono diventare terreno di propaganda ideologica.
Concordiamo con le parole del sindaco: "Nessun manifesto conosce la storia di una donna". Ogni donna che si reca all'Ospedale di Cremona per richiedere l'Interruzione Volontaria di Gravidanza affronta un percorso complesso, anche emotivo, e non deve subire colpevolizzazioni esterne o messaggi che rischiano di aumentarne la sofferenza, come il richiamo "non rinunciare alla felicità".
La rimozione di quel manifesto, però, solleva il velo sulla reale e ancora parziale applicazione della Legge 194 del 1978 nel nostro territorio. I dati ufficiali dell'ASST mostrano che, nell'équipe medica aziendale che unisce i presidi di Cremona e Oglio Po, il 50% dei ginecologi in organico è composto da obiettori di coscienza. Una percentuale che, in un'unica équipe territoriale, rende l'applicazione della legge un ingranaggio fragile: basta un trasferimento o un pensionamento per indebolire, o rendere di fatto inesigibile, un diritto previsto dalla legge.
Accanto all'obiezione di coscienza registriamo un forte ritardo nell'accesso alle metodiche meno invasive per la salute della donna, come l'aborto farmacologico. Le linee guida del Ministero della Salute prevedono l'IVG farmacologica con la pillola RU486 fino alla nona settimana di gestazione e, preferibilmente, in regime ambulatoriale o di day hospital. Nel nostro territorio, invece, l'accesso alla RU486 sconta ancora resistenze culturali e organizzative, con percentuali di utilizzo sensibilmente inferiori rispetto alla media europea e ad altre regioni italiane.
Come sindacato ribadiamo che la vera tutela della maternità consapevole non si fa con i cartelloni, ma potenziando i servizi sul territorio. La realtà di Cremona e provincia è allarmante: nel capoluogo è presente un solo consultorio pubblico, quello gestito dall'ASST in via San Sebastiano, unico presidio totalmente pubblico della città. La normativa nazionale prevedrebbe un consultorio ogni 20.000 abitanti: la copertura attuale è sotto gli standard minimi.
A questa carenza storica del pubblico provano a rispondere anche strutture private e convenzionate, di ispirazione confessionale, come il Consultorio UCIPEM di Cremona, che colmano, o tentano di colmare, un vuoto che dovrebbe essere affrontato con un investimento strutturale nella sanità pubblica territoriale. Pesano anche la mancanza di personale specializzato e il sotto-organico dei pochi presidi esistenti, con ricadute su supporto contraccettivo, consulenze preventive e supporto psicologico laico e gratuito.
In ogni sede e in ogni occasione, anche a Cremona, come CGIL chiediamo alle istituzioni regionali e locali di invertire la rotta: riaprire e potenziare i consultori pubblici storici, pianificare il reclutamento mirato di personale medico non obiettore, non lasciare la Legge 194 solo sulla carta e rendere ordinario, sicuro e accessibile l'utilizzo della RU486. Servono medici e personale sanitario non obiettori, psicologi e assistenti sociali assunti stabilmente.
La libertà di scelta si difende solo garantendo servizi pubblici efficienti, laici e territoriali. Non difendendo manifesti colpevolizzanti. Per questo continueremo a batterci per il pieno rispetto dei diritti civili e sanitari delle cittadine".
La Segreteria CGIL Cremona
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commenti
Lant
15 giugno 2026 11:43
Ora è tutto chiaro. Ecco chi ha sollecitato la rimozione. Ognuno faccia le sue riflessioni.
Gianluca
15 giugno 2026 12:20
Da quel che risulta il cartello era lì da 6 anni. Anche voi vi siete svegliati solo adesso?
harry
15 giugno 2026 15:11
Quindi era li dal 2020; evidentemente il precedente Sindaco lo ignorava oppure non riteneva di rimuoverlo, dopo aver dato, suppongo, il nulla osta per la posa.
Questo Sindaco no.
Tiziana
15 giugno 2026 12:53
La CGIL è un'organizzazione sindacale generale di natura programmatica, unitaria, laica, democratica, plurietnica, di donne e uomini. A parole.
harry
15 giugno 2026 15:21
Con riferimento alle ultime due righe, si potrebbe cominciare a far sentire la voce alta, in alto, riguardo alla dispendiosa costruzione del nuovo ospedale.
Parte delle risorse risparmiate potrebbero essere utili a garantire la piena attuazione della Legge 194 e degli altri servizi che non funzionano.
marco
15 giugno 2026 19:21
Probabilmente non sapete che a Cremona il Consultorio esiste e funziona egregiamente.
Avete paura di un cartello che offre aiuto a donne in difficoltà e spesso lasciate sole a decidere.
Poi è la solita vostra propaganda lontana dalla realtà....tranquilli... Il Presidente Fontana ha fatto la magia...arrivano in Lombardia 150 infermieri dall'huzbekistan....riempiranno.i consultori....Google Translate li aiuterà.....non siete neppure in grado di operare per contrastare lo scempio della sanità ma togliete i cartelli....
Maria Luisa Basini
16 giugno 2026 08:01
Gentilissimo Sindaco,
ogni proposta di aiuto è un gesto profondamente umano e come tale va innanzitutto rispettato e non ostacolato.
In alcuni momenti della vita sapere che c’è qualcuno su cui contare può renderci capaci di superare paure che ci paralizzano, ma che poi, nel momento in cui riusciamo a vincerle, siamo per sempre profondamente felici e liberi, nonostante le difficoltà .
Rimuovendo questa opportunità, si può impedire a una Nuova vita di essere un dono incommensurabile per se’ e per gli altri.