Valcamonica, turisti cremonesi bloccati dopo la chiusura delle strade a seguito delle frane di ieri. La situazione resta difficile, con paesi evacuati e il meteo che annuncia ancora pioggia
Ancora drammatiche le notizie che arrivano dalla Valle Camonica, dove da ieri frane ed esondazioni dei torrenti hanno portato alla chiusura della Strada Statale 42, con la conseguenza di enormi problemi di collegamento tra tutte le località che, in queste settimane, sono ancora interessate da un numero importante di turisti che si spostano, oltre al normale traffico dei residenti e delle attività produttive. Per tale motivo ai vacanzieri è stato caldamente chiesto di non muoversi, se non in caso stettamente necessario, o di scegliere percorsi alternativi, decisamente più lunghi ma in grado di assorbire il traffico intenso: "Siamo isolati, passano solo i residenti che devono andare al lavoro" fanno sapere alcuni cremonesi rimasti bloccati a Ponte di Legno "ai turisti viene chiesto di tornare indietro per non intasare il traffico e non intralciare i lavori".
Per chi deve raggiungere Ponte di Legno infatti viene indicata come alternativa alla Statale 42 il passaggio dal Tonale, dal versante trentino oppure dall'Aprica, dal momento che in queste ora la statale è stata completamente sommersa dalla frana e sul posto stanno intervenendo i Vigili del Fuoco, le ditte incaricate della rimozione dei detriti e anche i volontari della Protezione Civile, insieme alle forze dell'ordine per la gestione del traffico che viaggia a senso unico alternato nel tratto tra Loritto, Faeto ed Edolo, facendo da spola tra i due lati della zona interessata. Si stanno riscontrando anche problemi su alcune linee telefoniche mobili mentre la circolazione ferroviaria è stata ripristinata.
Ma è tutta la Valcamonica ad essere drammaticamente interessata dal maltempo nelle ultime ore. Frane ed esondazioni sono state la conseguenza delle abbondanti piogge che, in poche ore, hanno ingrossato i corsi d'acqua, in particolare il torrente Rabbia, i quali, dopo mesi di arsura, non sono stati in grado di contenere e arginare la grande massa d'acqua scesa furiosamente a valle, trasportando sassi e materiali di sedimentazione, che ne hanno causato l'esondazione sulla strada, spazzando via persino il ponte nella frazione di Rino, inaugurato nel 2014: evacuati tutti i 250 abitanti della frazione.
Le situazioni più difficili si registrano a Sonico e Vione. A Sonico una nuova frana ha portato a valle decine di migliaia di metri cubi di materiali, fango, detriti. Altro fronte critico si sta registrando a Stadolina di Vione, dove pure il torrente Vallaro è uscito dagli argini portando con sè una colata di fango e sassi che è arrivata a lambire l'abitato.
Ma oltre ai torrenti e alle frane, pure il fiume Oglio fa paura nella valle: ingrossato a dismisura è esondato in diversi punti invadendo la piana e la zona industriale di Malonno, allagando le aziende. Per questo, oltre agli abitanti di Rino, si è reso necessario evacuare anche la comunità Exodus di don Mazzi, situata al confine tra Sonico e Malonno.
La preoccupazione resta dunque alta anche perchè, guardando al cielo, restano ancora le pesanti nubi cariche di pioggia e le previsioni meteo purtroppo anticipano che le precipitazioni proseguiranno anche per tutta la giornata di oggi.
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