24 marzo 2026

MartinoRossi e Galbusera: sostenibilità al centro. I risultati sulla sperimentazione del mais bianco aprono la strada ad un modello agricolo strutturato e replicabile su larga scala

MartinoRossi S.p.A e Galbusera S.p.A. presentano i risultati ottenuti nel 2025 dalla sperimentazione della coltura del mais bianco e annunciano il rinnovo della partnership ponendosi nuovi obiettivi di ricerca. Le due aziende consolidano così l’impegno condiviso nella costruzione di modelli agricoli più resilienti, efficienti e rispettosi dell’ambiente. I dati raccolti evidenziano performance ambientali significative: -60% di acqua per l’irrigazione, -31% di azoto e -52% di CO₂ rispetto a una coltivazione tradizionale in monocoltura a pieno campo. Forte dei risultati raggiunti, il progetto evolve nel 2026 con nuovi obiettivi sfidanti.

Lo studio e i risultati 

MartinoRossi, punto di riferimento dell’industria alimentare nella fornitura di farine, semilavorati e ingredienti funzionali senza glutine, allergeni e OGM da cereali e legumi coltivati in filiera controllata, ha avviato lo scorso maggio insieme a Galbusera un progetto di sperimentazione volto a misurare la produttività del mais bianco, coltivato con apporti minimi di concimi azotati e di acqua. 

Lo studio si è posto come obiettivo la riduzione degli input produttivi e dell’impatto ambientale rispetto a un sistema convenzionale di riferimento. La sperimentazione è avvenuta all’interno di un appezzamento di Agrifuture, l’azienda agricola sperimentale di MartinoRossi SpA a ridosso dello stabilimento di Malagnino (CR): 30 ettari interamente dedicati alla ricerca e al test in campo di tecniche agronomiche e soluzioni innovative finalizzate a una agricoltura sostenibile di alta qualità, sede di importanti progetti condivisi con partner dell’industria alimentare, atenei e centri ricerca.

Nello specifico, lo studio sul mais bianco - uno degli ingredienti dei biscotti senza glutine di Galbusera - è stato condotto su campo monitorato nell’ambito del progetto europeo MRV4SOC per quantificare lo stoccaggio di carbonio organico nei suoli per l’intera durata del progetto. 

I risultati della coltivazione sperimentale, messi a confronto con una coltivazione tradizionale di mais in monocoltura a pieno campo, hanno registrato una forte diminuzione degli input produttivi. Il calo di azoto fornito per ettaro è stato del 31% mentre l’utilizzo di acqua per irrigazione è sceso del 60,38%, rispetto all’agricoltura convenzionale. In termini assoluti, l’apporto di azoto è diminuito da 280,00 kg/ha a 193,50 kg/ha, mentre il water footprint si è ridotto da 400 m3/t a 158,48 m3/t. Contestualmente, anche l’impronta di carbonio ha registrato un calo del 52,06% passando da 386 kgCO2 e/t a 185 kgCO2 e/t, grazie all’eliminazione delle lavorazioni pesanti e alla riduzione dei concimi e dell’energia per l’irrigazione. 

Il raggiungimento di questi risultati è stato possibile grazie all’integrazione di diverse tecniche a partire dal sistema di sub-irrigazione Underdrip, progettato e brevettato per aumentare l’efficienza irrigua e ridurre gli sprechi, rilasciando quantità ottimizzate di acqua e bioinduttori a diretto contatto con l’apparato radicale. 

La sperimentazione ha previsto anche l’adozione di tecniche agricole caratterizzate dall’applicazione di principi di agricoltura rigenerativa, tra cui l’impiego di droni per la distribuzione di biostimolanti fogliari a base di microrganismi e tecniche di minima lavorazione del suolo.

Il progetto ha dimostrato, quindi, che la transizione verso un modello agricolo sostenibile basato sulla riduzione degli input produttivi è capace di garantire ugualmente performance agronomiche competitive. 

Obiettivi per il 2026

Se il 2025 ha dimostrato le potenzialità del progetto registrando ottime performance ambientali, il 2026 segna l’evoluzione verso la costruzione di un modello agronomico più facilmente applicabile su larga scala.

I nuovi obiettivi prevedono:

  • Sviluppare un protocollo di riduzione degli input fertilizzanti applicabile a un sistema convenzionale e replicabile su scala nazionale
  • Ridurre ulteriormente i fertilizzanti mantenendo le rese produttive
  • Introdurre nano-fertilizzanti organici e biostimolanti, in parte veicolati tramite drone

La nuova sperimentazione partirà con la semina di aprile e sarà seguita da monitoraggi e trattamenti durante l’intera stagione colturale. La raccolta del mais avverrà tra settembre e ottobre, mentre l’analisi dati è programmata per novembre e la presentazione dei risultati a partire da dicembre. 

"I risultati della sperimentazione 2025 sul mais bianco sono motivo di grande orgoglio." dichiara Gilberto Garuti, Direttore Sviluppo Nuove Tecnologie di MartinoRossi. "Proseguire il percorso con Galbusera significa credere nel valore strategico della cooperazione. Solo attraverso una rete solida tra partner possiamo trasformare la ricerca in soluzioni concrete, costruendo un modello agricolo dove la performance produttiva e la tutela dell'ambiente corrono di pari passo”.

"Questo progetto conferma quanto sia strategico lavorare lungo tutta la filiera" – ha affermato Luca Fossati, HSE & Sustainability Manager del Gruppo Galbusera. "Per Galbusera la ricerca rappresenta una leva fondamentale per migliorare la qualità delle materie prime e ridurre l’impatto ambientale. Con MartinoRossi stiamo dimostrando che innovazione agronomica, qualità e sostenibilità possono procedere nella stessa direzione. I risultati raggiunti nel 2025 rappresentano un passo importante verso lo sviluppo di modelli agricoli sempre più efficienti e replicabili su larga scala".


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