5 luglio 2026

Nella prima calda domenica di luglio, in tanti sugli spiaggioni del Po (sceso ancora oltre i -8 metri) mentre le turbine pompano acqua dal fiume

Per la prima, caldissima domenica di luglio non tutti hanno optato per mari, monti, laghi e piscina. Ancora una volta non poche persone hanno scelto il “Mare dei poveri”, come è sempre stato chiamato il Grande fiume, per una domenica di relax e pace, fuori dal caos quotidiano cittadino. Tra i luoghi più frequentati, ancora una volta, lo spiaggione sottostante il ponte “Giuseppe Verdi” che collega cremonese e parmense Lombardia ed Emilia, nel tratto compreso tra San Daniele Po, Polesine Zibello e Roccabianca. Sono naturalmente lontani i vecchi tempi in cui le spiagge del fiume accoglievano decine se non centinaia di persone, ma non sono comunque pochi quelli che scelgono il Po per le loro domeniche d’estate. Si tratta, per lo più, di pescatori con al seguito le loro famiglie, ma anche giovani che optano per una grigliata o una tintarella. Resta tuttavia un problema, quello di persone, giovanissimi compresi, che si tuffano tra le acque del Po, nonostante i divieti e, soprattutto, nonostante i pericoli. Perché, doveroso ricordarlo, le acque del Grande fiume possono essere molto pericolose anche quando si è in una situazione di magra ed il pericolo è dietro l’angolo.

A proposito della magra in corso, come prevedibile il Po, che nei giorni scorsi aveva guadagnato una trentina di centimetri d’acqua in seguito ai temporali che hanno investito il Nord Ovest, è di nuovo sceso sensibilmente oltre gli 8 metri sotto lo zero idrometrico e, a Isola Pescaroli, a due passi dal ponte “Verdi” continuano a “rombare” i trattori con le turbine che prelevano acqua direttamente dal fiume in magra. Operazione che, per il  Consorzio di Bonifica Navarolo è divenuta indispensabile, come nel 2022,  per  dare acqua alla campagna salvando campagne e produzioni agricole. .Con temperature di nuovo in rialzo la morsa della siccità continua ad attanagliare il Nord Italia: questo  nonostante i fenomeni temporaleschi anche intensi abbiano generato, negli ultimi due giorni, un abbassamento delle temperature sull’intero territorio del Distretto del Po e un moderato incremento delle portate lungo tutte le sezioni di riferimento dell’asta fluviale. L’ultima recente riunione dell’Osservatorio utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di Bacino del fiume Po, che ha riunito in via straordinaria tutti i partner a Bologna, presso la sede regionale, ha confermato la poca disponibilità di risorsa idrica nel Distretto del Po e una severità classificata come “MEDIA in assenza di precipitazioni”. Ancora numerose le situazioni critiche: a partire dal Piemonte, dove i corsi d’acqua sono in sofferenza e si registrano difficoltà per il comparto agricolo che deve operare delle scelte per sostenere quali colture far giungere a produzione ; sino al Delta, dove secondo Arpae Emilia-Romagna la risalita del cuneo salino dall’Adriatico ha toccato i 25 km . Non è migliore il quadro sulle altre regioni del Nord Italia: in Lombardia, a Cremona il Grande Fiume continua a registrare bassi livelli di portate; in Liguria i livelli delle falde permangono sotto la media; mentre in alcune zone dell’Emilia-Romagna (colpite dagli effetti di una tromba d’aria che ha generato forti venti, intensi temporali e pericolose grandinate, abbattendo anche alberi e scoperchiando tetti in città) è stato necessario attivare anche prelievi da pozzi e casse d’espansione a sostegno del comparto agricolo. Per non dire del Veneto, dove negli ultimi otto mesi precipitazioni sono in calo del 25%.. Difficoltà anche per i Grandi Laghi alpini, con il Maggiore (in siccità moderata) che perde 4 centimetri al giorno. Già dalle prossime ore è dunque previsto un ritorno del grande caldo, pur se più contenuto, senza escludere la possibilità di altre precipitazioni a carattere locale su alcune zone del Distretto. “Alla luce delle condizioni di severità idrica in atto, in vista della prossima settimana, l’Osservatorio condivide la necessità di adottare misure di monitoraggio dei prelievi in essere e di controllo degli attingimenti al fine di evitare abusi e garantire una giusta distribuzione della risorsa idrica disponibile – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po –. Valuteremo, quindi, nei prossimi giorni l’assunzione di eventuali disposizioni vincolanti da parte dell’Autorità di Bacino in sinergia con i partner di Distretto, di cui daremo comunicazione nel corso della prossima seduta dell’Osservatorio”. Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 1° luglio: Piacenza 223 metri cubi al secondo; Cremona 278 m3/s; Boretto (RE) 321 m3/s; Borgoforte (MN) 285 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 313 m3/s. I Grandi Laghi Regolatori continuano a far registrare volumi generalmente prossimi o inferiori ai valori medi di riferimento, ad eccezione del Lago di Garda, dove l’altezza idrometrica è prossima alla media e la percentuale di riempimento si attesta al 65%. Difficoltà, come accennato, per il Lago Maggiore che rispetto alla scorsa settimana perde 43 milioni di metri cubi d’acqua (percentuale di riempimento attuale: 48%). Gli altri: Lago di Como: 48% (-22 centimetri nell’ultima settimana); Lago d’Iseo: 43%; Lago d’Idro: 18%. Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, a seguito della seduta odierna dell’Osservatorio, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata “MEDIA in assenza di precipitazioni”. Nell’ottica sempre di costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del Bacino, l’Osservatorio tornerà a riunirsi il 10 luglio.

Eremita del Po

 

Paolo Panni


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commenti


marco

5 luglio 2026 17:55

Ma vogliamo fare i bacini per raccogliere l'acqua delle piene e delle piogge oppure aspettiamo l'inevitabile disastro?
Perché non si pulisce il fondale dai tronchi che di vedono a occhio nudo dal ponte di Po?

Manuel

5 luglio 2026 19:54

Perché ghe’ voel i danee!... e tanti...
Perché è finita la cuccagna di sfruttare la natura.
O la capisci tu e tutti gli altri o si salvi chi può.
Cerco di fartelo capire (spero per l’ultima volta): il modello economico è fallito (era stato ampiamente previsto) e bisogna cambiare!

Anonimo

5 luglio 2026 18:02

Non è vietato fare il bagno nel Po?