Cremona 2029, conclusa la fase di co-progettazione: quasi 100 partecipanti e 20 progetti per costruire la candidatura a Capitale Italiana della Cultura
Si sono concluse, tra grande partecipazione ed entusiasmo, le due giornate di co-progettazione con associazioni e operatori del settore per arricchire il dossier di candidatura di Cremona a Capitale Italiana della Cultura 2029, documento che andrà presentato entro fine settembre. Dopo la prima tappa a maggio, a Palazzo Affaitati, questa settimana il Museo Diocesano ha ospitato i tavoli di lavoro coordinati da Itinerari Paralleli, l'impresa sociale scelta per accompagnare la stesura della candidatura. Oltre al lavoro di co-progettazione su temi specifici del dossier, i partecipanti hanno ascoltato la testimonianza di Pordenone, la città che si è aggiudicata il titolo per il 2027.
In tutto sono 20 i progetti scritti da quasi 100 persone che, partecipando, hanno rappresentato le associazioni e le realtà culturali del territorio. Le giornate sono state organizzate in tavoli di lavoro con focus sui tre filoni che stanno delineando l'identità della candidatura: "Città di pianura', 'Città aperta' e 'Città contemporanea'. Partendo da queste suggestioni, durante il primo dei due giorni di co-progettazione Itinerari Paralleli ha invitato i partecipanti a realizzare e proporre diverse idee progettuali sulle quali è partito il confronto.
Il lavoro è proseguito poi nella seconda giornata al Museo Diocesano, dove le stesse persone hanno approfondito ulteriormente quanto emerso dal brain-storming e dai processi collaborativi innescatisi. In caso di ottenimento del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029, il programma partirà proprio da queste basi per elaborare non tanto un calendario di iniziative ma il progetto futuro di città che valorizza le eccellenze culturali e si immagina come potenziarle.
I 20 progetti realizzati al Museo Diocesano dai quasi 100 partecipanti hanno dovuto rispettare una serie di criteri: ispirarsi ai principi e valori del New European Bauhaus, iniziativa europea che promuove spazi urbani inclusivi; rispondere ad almeno uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU; essere coerenti con le sfide attuali della città; essere originali e favorire lo sviluppo di larghi partenariati, anche inediti, tra operatori culturali, sociali, pubblici e privati, istituzionali e non.
Ilaria Morganti, co-founder di Itinerari Paralleli, al termine dei lavori che hanno impegnato le persone in tre giornate tra maggio e luglio, dichiara: «Sono state tre giornate fondamentali per la costruzione del programma culturale di candidatura. Co-progettare è molto complicato: richiede uno sforzo progettuale notevole, una disponibilità da parte degli operatori di mettersi in gioco; richiede fiducia rispetto a un metodo di lavoro che per molti non è familiare. Però la città ha risposto con una grande partecipazione e con grandissima generosità dimostrando passione e una notevole capacità di collaborare per immaginare insieme il futuro della propria città».
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