22 gennaio 2026

Ponte sul Morbasco, illuminazione, sicurezza, verde, marciapiedi ammalorati. Quartiere Po, promesse e attese: i residenti chiedono risposte

Marciapiedi dissestati, parchi in degrado, viabilità peggiorata, sicurezza insufficiente. È un quadro complesso e sempre più critico quello emerso dalle numerose segnalazioni inviate negli ultimi mesi dal Comitato di Quartiere Po all’Amministrazione comunale. Un elenco lungo e dettagliato, che racconta un disagio diffuso e una crescente frustrazione tra i residenti.

Dalla situazione del ponte sul Morbasco – con lavori fermi nonostante risorse già stanziate – alla manutenzione carente del verde di viale Po, dalla scarsa illuminazione pubblica ai problemi di traffico e parcheggi in Largo Moreni, fino all’incuria del Parco del Morbasco e del Parco Sartori, il territorio mostra segni evidenti di abbandono. A questo si aggiungono criticità sulla sicurezza (telecamere insufficienti, richiesta di una maggiore presenza del vigile di quartiere), problemi di decoro urbano (foglie non raccolte, contenitori Caritas e per oli esausti trasformati in discariche abusive) e disservizi che incidono direttamente sulla qualità della vita quotidiana.

Il 15 dicembre scorso una delegazione del Comitato ha incontrato gli assessori Zanacchi, Pasquali e Canale. Dall’incontro sono arrivate alcune risposte, ma poche certezze.

Sul ponte del Morbasco, ad esempio, è stato confermato che i fondi ci sono, ma l’intervento resta bloccato in attesa del parere della Soprintendenza di Mantova, che ha fino a 180 giorni di tempo per esprimersi. Nel frattempo, le storiche icone rimosse dal ponte restano senza una chiara informazione pubblica sul luogo di destinazione della loro conservazione.

Per l’illuminazione, uno dei problemi più sentiti in tutto il quartiere, e in particolare in viale Po e in via dei Classici, l’Amministrazione ha spiegato che non è possibile modificare i parametri dell’appalto attualmente in vigore: qualsiasi miglioramento dovrà attendere un nuovo affidamento. Stesso discorso per i tempi di attraversamento pedonale dei semafori, come quello di via Vittori, giudicati troppo brevi dai residenti ma dichiarati “non modificabili”.

Sul fronte degli spazi verdi, le risposte hanno lasciato più di una perplessità. Le montagnole del Parco Sartori non verranno toccate, mentre il campo da basket sarà solo ridipinto per ridurne la scivolosità. Le siepi di viale Po non possono essere rinfoltite: andrebbero sostituite integralmente, ma i costi sono ritenuti insostenibili. Per gli alberi abbattuti nell’area tra via Trebbia e via Ciria, l’Amministrazione ha parlato di un semplice “alleggerimento”, assicurando che la vegetazione ricrescerà.

Per quanto riguarda la sicurezza, è stato annunciato che il 50% delle telecamere è stato ripristinato, con 17 nuovi dispositivi installati. Un dato che, secondo molti residenti, resta comunque insufficiente rispetto all’estensione del quartiere e ai problemi di controllo del territorio.

Sul fronte delle opere pubbliche, il nuovo asilo nido dovrebbe essere completato entro la primavera, mentre per l’area verde di via Lugo – ormai di proprietà di Padania Acque – i lavori di sistemazione sono rinviati addirittura al 2026.

Si preannuncia anche la risistemazione dei marciapiedi ammalorati limitatamente all’area circostante alla chiesa di Cristo Re. 

Il quadro che emerge è quello di un quartiere sospeso tra promesse e rinvii. A fronte di una lunga lista di criticità, molte risposte dell’Amministrazione sembrano limitarsi a prendere atto dei problemi senza indicare soluzioni a breve termine. Da qui nasce l’esasperazione diffusa dei residenti, che lamentano l’uso inefficiente dei fondi pubblici e la mancanza di una chiara assunzione di responsabilità per progetti realizzati in modo non adeguato.

Il Comitato di Quartiere Po continua a chiedere sopralluoghi tecnici per verificare l’avanzamento dei lavori nei cantieri, maggiore trasparenza e un vero monitoraggio degli interventi. Perché, come sottolineano i cittadini, la gestione di opere e appalti impatta direttamente sulla vivibilità quotidiana di un’intera comunità.

Il Comitato di Quartiere Po ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane inviterà nuovamente gli assessori competenti a partecipare a un’assemblea pubblica nel quartiere. L’obiettivo è riaprire il confronto diretto con i cittadini, verificare lo stato degli impegni presi e chiedere risposte più puntuali sui tempi e sulle modalità degli interventi promessi. Un momento che si preannuncia cruciale per riportare al centro dell’agenda politica la qualità della vita nel quartiere Po.


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commenti


Gualtiero Nicolini

22 gennaio 2026 13:45

Ma pensano davvero di avere a cuore la città che dovrebbero amministrare al meglio o sono solo degli ncapaci ?