4 giugno 2026

Quando la rivista americana Life raccontò di come Cremona moderna umiliava la sua storia e la più alta torre campanaria in muratura d'Europa

“Caro Dmitri e caro David, ora che la vedete dal vivo non ve la sareste mai aspettata così unica”. Il 20 agosto 1971 in tutte le edicole degli Stati Uniti, o tramite i ragazzi in bicicletta che consegnavano i giornali casa per casa, la famosa rivista Life Magazine decise di raccontare una storia molto particolare, quella di alcuni degli angoli europei tra i più belli dove il contrasto, tra un monumento storico ed uno moderno, rischiava di non rendere giustizia alla vista e alla storia di un luogo. Per farlo decisero di incaricare uno dei fotografi della redazione, Dmitri Kessel, e lo spedirono oltreoceano alla ricerca di bellezze storiche che si proiettavano in contrasto con edifici moderni.

Dmitri non usciva come una sorpresa da un pacchetto di patatine, nel 1971 era un fotografo famosissimo, aveva attraversato i decenni del XX secolo fotografando le persone e descrivendo praticamente quasi tutti i campi di battaglia che avevano infiammato il mondo. La scelta dei soggetti che Dmitri avrebbe dovuto fotografare fu relativamente semplice; le grandi città europee, magari con torri o cupole più o meno storiche forti – o deboli – di una architettura che le accompagnava in maniera non sempre lineare. Londra, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Milano e il gioco – e il servizio fotografico – era già pronto e cucinato, si trattava soltanto di mandarlo in stampa. Lavoro svolto e vissero tutti felici e contenti nella redazione del Life Magazine a New York. Però Dmitri non era d'accordo, ben sapeva che un servizio fotografico non è tale se non racconta quello che molte persone non conoscono, aveva letto la descrizione di alcune delle torri più belle d'Europa e, neanche nelle note a fondo pagina ma direttamente nel testo principale, aveva trovato un nome, il Torrazzo di Cremona, che lo aveva incuriosito. Ben venga quella torre campanaria in mattoni raccontata da molti tanto che non aveva neanche bisogno di venir ricordata ma, dal punto di vista pratico, come avrebbe potuto inserirla nel suo servizio? Per correre in aiuto del famoso fotografo appena arrivato a Cremona si è presentato alla porta, o davanti agli occhi del protagonista di questa storiella, il grattacielo che, anche oggi, domina i giardini di piazza Roma. Dmitri osserva la moderna costruzione che contrasta con il cotto medioevale cremonese e decide di trovare un punto in via Manzoni che confermasse la sua tesi. Il suo occhio, il suo talento e la sua macchina avrebbero fatto il resto.

La foto, una rarità visto da incorniciare il livello del fotografo, è presa in una zona a cui i cremonesi sono abituati ma che, nella descrizione, descrive con sottile ironia il confronto tra i 10 piani del grattacielo e una torre, la più alta d'Italia, costruita nel XIII secolo. La didascalia, scritta dallo stesso Dmitri che aveva chiesto informazioni in città, è una sorta di commento su una struttura che stride con la bellezza, ormai secolare, di una torre unica al mondo, il contesto rispecchia esattamente l'idea iniziale del famoso fotografo. Kessel non fu l'unico grande fotografo ad immortalare il Torrazzo, intorno al 1950 il suo amico e collega David Seymour, uno dei fondatori della famosa agenzia di fotografia Magnum insieme a Robert Capa ed Henri Cartier Bresson, era arrivato a Cremona per immortalare il Duomo e la sua torre da sotto i portici di palazzo Comunale. Ma questa è un'altra storia.

Marco Bragazzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti