9 agosto 2026

E la gravissima secca del Po diventa scontro e teatrino politico: l'ombrellone di Bonelli e le opere bloccate dai veti

La straordinaria, storica secca del Grande fiume diventa motivo o, meglio, “teatrino” per l’ennesimo scontro politico. Scontro che questa volta coinvolge Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde e Roberto Castelli, ex ministro leghista, oggi segretario politico del Partito Popolare del Nord. Bonelli, come già riportato su Cremonasera (leggi qui), nei giorni scorsi è stato alla Nautica di Torricella di Sissa Trecasali per vedere di persona gli effetti di secca e siccità. Ha invitato la premier Giorgia Meloni a recarsi sul territorio per rendersi conto direttamente di quello che sta accadendo e, nello stesso giorno, si è recato sullo spiaggione dove ha piantato una sdraio e ha girato un video in cui dice:"Bella spiaggia, vero? Purtroppo questo è il letto del fiume Po. È un disastro e non dovrebbe essere così. Quando un fiume si prosciuga non perdiamo solo l'acqua, diventiamo tutti più poveri. La biodiversità è compromessa, gli agricoltori perdono i raccolti; meno raccolti significa frutta, verdura, pane che costano sempre di più. Volete sapere una cosa assurda e inaccettabile? Mentre i nostri fiumi si prosciugano, in Italia ogni secondo perdiamo 107.000 litri di acqua potabile a causa delle reti idriche che sono colabrodo. Potremmo dare da bere a 43 milioni di persone." Così Angelo Bonelli deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde nel video girato direttamente sul letto del Po, a due passi dal Casalasco.

Video al quale ha risposto Roberto Castelli, ex ministro della Lega Nord ed ora segretario politico del Partito Popolare del Nord. "Ieri – ha attaccato Castelli - il Verde Bonelli ha fatto lo splendido e con un colpo di teatro si è fatto un video sul letto del fiume Po in secca, quindi su una spiaggia con ombrellone e ciabatte, lamentando che col cambiamento climatico i fiumi italiani vadano in secca. E allora voglio raccontarvi questa storia, che è una storia vera. Correva l'anno 2010, io allora ero vice Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e venne da me una delegazione di progettisti e imprenditori italiani che mi proposero il seguente progetto. Dal momento che il Po stava andando sempre più in secca, con evidenti difficoltà sia per la navigazione che per la fauna, che per l'agricoltura, sempre con meno acqua, mi proposero di costruire quattro sbarramenti sul fiume che avrebbero garantito la costituzione di quattro bacini d'acqua al fine di navigare, far prosperare la fauna, irrigare i campi. Il tutto a costo zero per lo Stato poiché l'opera, del costo di circa un miliardo (nel 2010), oggi costerebbe molto di più, si sarebbe ripagata attraverso la produzione di energia elettrica, quindi produzione di energia pulita attraverso la fonte rinnovabile come l'acqua. Io rimasi entusiasta di questo progetto e immediatamente contattai in via informale i governatori delle regioni interessate perché, per queste opere così importanti, il parere delle regioni, soprattutto attraverso la cosiddetta VAS, valutazione ambientale strategica, il parere delle regioni è vincolante. La regione Lombardia disse subito di sì – ricorda Castelli - la regione Piemonte disse subito di sì, la regione Veneto disse subito di sì. Poi andai in Emilia-Romagna dove governava allora Vasco Errani insieme ai Verdi e alla Sinistra e naturalmente mi dissero di NO in nome del fatto che non si può toccare nulla in nome di un malinteso ambientalismo. Bene, quindi adesso siamo a questo paradosso. Se ci avessero detto di sì oggi il Verde Bonelli avrebbe nuotato nel Po, non sarebbe stato con la sdraio sulla sabbia, ma se oggi c'è la sabbia è anche colpa di quelli come lui che dicono sempre di no a tutto e poi oggi il Paese ne paga le conseguenze".

Che dire? Ancora una volta i politici (profumatamente pagati dal popolo italiano) fanno degli emeriti teatrini, a suon di frasi fatte e scontate, di slogan e puntano a darsele, anche di santa ragione, con effetti sostanzialmente inutili. La realtà è che il Po è in grave sofferenza, l’economia che ruota attorno al fiume è in agonia e la situazione è in continuo peggioramento. Sarebbe stato necessario che la politica, tutta, da sinistra a destra e da destra a sinistra passando per il centro, si fosse mossa per richiedere, con urgenza, lo stato di calamità naturale a favore dei nostri territori. Lo si era già scritto, con la speranza di avere risposte che invece non sono arrivate (qualcosa di cui stupirsi?). Il riconoscimento dello stato di calamità naturale sarebbe fondamentale per il presente ed il futuro dei nostri territori. Ma la politica cosa fa? “Balla” sulla sofferenza del fiume e delle nostre campagne, blatera e litiga. Ma i fatti, ancora una volta, per l’ennesima volta, stanno a zero.  Una proposta, con tanto di risposta allo “spot elettorale” di Bonelli è arrivata infine da un sindaco, quello di Sorbolo Mezzani, nel Parmense. “Se Bonelli – attracca Nicola Cesari - oltre a farsi compatire sulle spiagge di casa nostra, andasse a visitare anche opere utili a fronteggiare i cambiamenti climatici, magari, e dico magari, oltre alla demagogia, una qualche proposta sensata sarebbe anche in grado di formularla. Io, al contrario suo, ho preferito approfittare di un giorno di vacanza per visitare la Diga in Val di Non sul torrente Noce, facendomi anche spiegare il funzionamento in modo da poter argomentare con più consapevolezza le nuove esigenze dovute al cambiamento climatico. La Diga di Santa Giustina trattiene un volume massimo di 182 milioni di metri cubi d'acqua alla sua massima capacità di riempimento. È il bacino artificiale con il maggior volume d'acqua di tutto il Trentino-Alto Adige e l’acqua viene anche utilizzata per la produzione di energia idroelettrica. La centrale idroelettrica principale collegata alla diga produce mediamente 282,5 Gigawattora di energia elettrica all'anno. Questa produzione è in grado di coprire il fabbisogno energetico annuo di decine di migliaia di famiglie. Quindi – conclude Cesari - anziché fare sparate da “spiaggia”, partecipasse anche Bonelli agli incontri pubblici sulle dighe, ad esempio per la diga di Vetto, la cui realizzazione porterebbe portare effetti migliorativi all’agricoltura, che lui stesso cita, piuttosto che fare reel sul nostro spiaggione definendolo “un disastro”. Ci dica il Segretario di AVS cosa ne pensa, invece di farsi riprendere in tenuta da aperitivo in spiaggia”.

Eremita del Po

Paolo Panni


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commenti


Fabio

9 agosto 2026 07:30

Anche questa volta non si manca di fare inutile polemica. Castelli non nomina la questione riscaldamento costante del clima nel mondo. Altro che valle Padana. Pensa che con i bacini idrici la questione si risolva. Non mi sembra una visione molto a lungo termine.

Stefano

10 agosto 2026 07:21

I bacini idrici sono luoghi ad alta dispersione idrica per evaporazione che in un bacino aumenta considerevolmente assieme all'inquinamento delle acque quando sono ferme ed ostacolando in flusso del fiume a valle con dighe, si altera il transito della vita fluviale molta della quale nei decenni è scomparsa, vedi lucci,storione,o preso altre vie e quindi si impedisce il transito di quel limo che andrà a costituire in parte le coste marine favorendo anche in questo caso la loro retrazione con le conseguenze già sibtetizzate. Tant'è che una delle indicazioni dell'Unione europea era proprio quella di ridurre il numero delle dighe ,cosa che in diversi paesi era stata fatta,ma in Italia no.

Alessandra

9 agosto 2026 07:34

I verdi,gl'ambientalisti quelli della sinistra hanno sempre detto no a tutto ,adesso Bonelli si sveglia e tira in ballo la Meloni perché naturalmente la colpa è una brutta bestia allora diciamo che è sempre colpa di altri mai fare mea culpa, come si sono svegliati i nostri amministratori prima danno licenze a destra e a manca per supermercati e di conseguenza cementificazione e adesso piantiamo alberi che poi a chiamarli alberi è una vergogna sono delle piantine che poi lasciano morire per incuria e questo è la loro visione del verde. Chi ha detto NO nel corso di tutti questi anni chissà se si VERGOGNA

Daniro

9 agosto 2026 08:05

C'è ancora chi scrive che basterebbe dragare il letto del fiume per risolvere il problema!! Al Castelli sfugge guarda caso che per la siccità anche le centrali idroelettriche sono in crisi perché il problema non si risolve con risposte ingegneristiche ma combattendo il riscaldamento globale da un lato e riducendo tutte le attività che sono il problema, vedi l'agricoltura intensiva, la cementificazione e i combustibili fossili, e non la soluzione

Stefano

10 agosto 2026 07:13

Dragare il fondo del fiume è una cosa aberrante, da sempre, perché intanto non vedo come possa migliorare l'apporto idrico. Se non piove non piove. Secondo perché dragando si toglie parte di quel materiale che verrà trasportato a mare per costituire le coste, riducendosi le quali il mare entrerà di più nell'entroterra ,salinizzando le acque e rendendole incompatibili alla vita fluviale.

danilo

9 agosto 2026 09:43

Bonelli dovrebbe creare una compagnia teatrale con Iacchetti e Fratoianni e girare la nazione con uno spettacolo comico .

Ludovica

9 agosto 2026 14:10

Non c'è acqua. Ci sarà meno acqua il prossimo anno che sarà anche più caldo dai recenti modelli previsionali. Con bacini e centrali idroelettriche non si risolve il problema della mancanza d'acqua, questa è una logica ovvietà. La mancanza d'acqua nel Po è una conseguenza del cambiamento climatico di origine antropica in corso che provoca una diminuzione delle precipitazioni piovose e nevose. Il cambiamento climatico è una scelta sociale quindi politica. I politici che hanno il potere decisionale non pagano o pagano in minima parte le conseguenze del cambiamento climatico, i cui costi ricadono invece sulla collettività attuale più povera e sulle future generazioni. Chi governa lavora con l'aria condizionata chi fa il bracciante soffre (e a volte muore) nei campi, anche questa è un ovvietà e si chiama ingiustizia climatica quindi sociale. Mi chiedo perché, a prescindere dall' orientamento politico, non ci sia cooperazione tra chi governa per fare davvero il bene comune e affrontare questa situazione che non è un emergenza ma si sta normalizzando, sono stanca di leggere e ascoltare parole vuote che cavalcano l'onda del momento. Siete pagati dai cittadini, i cittadini sono i vostri datori di lavoro e per me potreste essere tutti licenziati - perché di risoluzioni concrete non se ne vedono a nessuno livello e da nessun lato - consapevoli del fatto che le azioni messe in pratica oggi vedranno effetti tra molti anni.

Rosario

9 agosto 2026 19:00

La questione bacini non è certamente risolutiva ma comunque offre un piccolo contributo alla gestione delle acque. Si raccolgono quando il fiume alimenta i bacini e si usano le acque quando il fiume è in sofferenza. Non fare nulla e criticare senza proporre alternative è solo propaganda. Il riscaldamento globale non si risolve con i no ideologici ma con proposte fattibili ed economicamente accettabili. Proporre auto elettriche senza una capacità produttiva di elettriciità è solo chiacchiere a vuoto; proporre di coprire i campi agricoli con il fotovoltaico è suicidiario; voler incrementare la produzione di biogas o biometano comporta produrre volutamente scarto agricolo per alimentare i digestori ( vds mais non maturo). Ci vuole il coraggio dell'umiltà di ascoltare le proposte che tengano conto degli interessi della nazione a breve e lungo termine.

Manuel

10 agosto 2026 20:54

Sarà che è arrivato il momento di ascoltare i suggerimenti di chi grida nel vuoto da almeno cinquant’anni?
Certo, le indicazioni di scienziati ed ambientalisti non erano e non sono leggere: uno stravolgimento culturale, economico, epocale.
Va messo in discussione davvero il capitalismo, poi anche l’impronta stessa dell’homo sapiens.
Sarà difficile trovare un altro pianeta da sfruttare prima della catastrofe, quindi varrebbe la pena cominciare a seguire coloro che non antepongono il business alla vita stessa.
Già ora la battaglia per non soccombere si rivela dura, impegnativa, più aspetteremo...
Viceversa, un altro po’ di fatalismo, due gocce d’acqua, l’abbonamento alla Cremonese e staremo ad aspettare il prossimo disastro, la prossima emergenza... per vedere, di nascosto, l’effetto che fa.