Siccità, la Provincia chiede lo stato di emergenza a Regione Lombardia. Iniziativa sostenuta dai 12 Comuni dell'asta del Po da Cremona a Casalmaggiore
Sono sempre più gravi le condizioni idriche del nostro territorio, con i livelli del Po al di sotto dei minimi storici, laghi, invasi e fiumi al di sotto della portata media. Per questo il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, ha deciso di inoltrare a Palazzo Lombardia al richiesta ufficiale di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo regionale. E lo ha fatto raccogliendo il sostegno di 12 Comuni dell'asta del Po, che hanno sottoscritto la lettera indirizzata al Presidente Regione Lombardia Attilio Fontana all'Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica Massimo Sertori e all'Assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.
Oltre ai 12 comuni rivieraschi, anche la Libera Associazione Agricoltori Cremona ha sostenuto la richiesta mentre Coldiretti Cremona non ha firmato in quanto aveva già inoltrato lo scorso 15 luglio la stessa richiesta ai vertici di Regione Lombardia insieme ad altri organizzazioni territoriali.
Mariani nel documento commenta come le preoccupazioni delle scorse settimane, purtroppo, siano divenute realtà, con laghi e i fiumi lombardi in sofferenza a causa della siccità che sia in quota che a valle ha lasciato a secco i bacini a causa delle scarse riserve di neve accumulate durante lo scorso inverno.
"Come Amministrazione provinciale e comuni del territorio chiediamo alla giunta regionale lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica che sta interessando il territorio lombardo
La dichiarazione dello stato di emergenza regionale costituisce il presupposto amministrativo necessario per l’adozione delle ordinanze del presidente della Regione, per l’attivazione delle misure straordinarie di Protezione civile e per l’avvio delle procedure finalizzate all’utilizzo delle risorse disponibili per la gestione dell’emergenza e il sostegno ai territori colpiti" è la richiesta di Mariani e dei sindaci inviata a Fontana e agli assessori alla partita.
"Secondo Arpa Lombardia, su scala regionale il deficit delle riserve idriche sarebbe più del 40% rispetto alla media del periodo. Lungo il Po, tanto per citare l'esempio più eclatante, Enel Green Power è stata costretta a fermare la centrale idroelettrica di Monticelli d'Ongina per garantire acqua nei territori a valle: era già successo nel giugno 2022, ma certamente non è un bel segnale. Anche in Bergamasca il leit motiv è lo stesso: sempre secondo i dati di Arpa Lombardia la portata dei fiumi Brembo e Serio è inferiore alla media del periodo 2006-2025 rispettivamente del 36 e del 28%. Una situazione che comporta difficoltà di regolazione delle portate, in particolare per il Serio".
Idem per i laghi. "Il Sebino, in un solo mese, ha perso oltre un metro di livello, costringendo il servizio di navigazione allo stop dei battelli nella zona di Clusane dove gli scafi non stanno attraccando per evitare il rischio di arenarsi. Stesso discorso sul Lago Maggiore dove il livello delle acque è di due centimetri sotto il minimo registrato nell'estate del 2022, quando l'allora presidente del Consiglio Mario Draghi aveva definito la stagione come il periodo di siccità peggiore degli ultimi 70 anni".
Giovedì 16 luglio a Palazzo Lombardia si è tenuto il tavolo regionale per l'utilizzo della risorsa idrica, ma nel frattempo Legambiente Lombardia ha bollato l'intervento delle istituzioni come tardivo: "I problemi per la stagione irrigua - hanno spiegato i tecnici - erano chiari già a inizio marzo. Mentre negli ultimi vent’anni il dato dell’equivalente idrico della neve al 1° marzo è stato in media di 2,3 miliardi di metri cubi di acqua, nel 2026 il volume in questione risultava inferiore a 1,3 miliardi di metri cubi. A peggiorare la situazione ci si è messo anche l’aumento delle temperature primaverili, che ha fatto sì che le nevi risultassero quasi esaurite a fine maggio, contro un dato, basato sulla media ventennale, che colloca la data di fine disgelo alla prima settimana di luglio. In pratica è come se, dal punto di vista della disponibilità di risorsa idrica, l’estate fosse iniziata un mese e mezzo prima".
Inoltre per i Comuni ed i territori che affacciano direttamente sul fiume Po o sugli affluenti il rischio di una prolungata siccità potrebbe causare danni alle strutture ricettive e turistiche, come ad esempio attracchi, pontili o imbarcazioni, ora appoggiate sui fondali in posizioni talvolta non tipiche ed ideali. Le aree boscate a maturazione in assenza di apporti idrici garantiti dalle fluttuazioni idrometriche patiscono le alte temperature, per non parlare delle nuove piantumazioni garantite dai vari progetti, anche legati al PNRR, il cui attecchimento è strettamente legato al bisogno di acqua."
Foto Francesco Sessa Ventura
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commenti
stefano ETN
10 agosto 2026 13:43
"Come Amministrazione provinciale e comuni del territorio chiediamo alla giunta regionale lo stato di emergenza di rilievo regionale per la crisi idrica che sta interessando il territorio lombardo". Bene. Con che obiettivi?
"La dichiarazione dello stato di emergenza regionale costituisce il presupposto amministrativo necessario per l’adozione delle ordinanze del presidente della Regione, per l’attivazione delle misure straordinarie di Protezione civile e per l’avvio delle procedure finalizzate all’utilizzo delle risorse disponibili per la gestione dell’emergenza e il sostegno ai territori colpiti".
Ah, ecco.
Ordinanze. Che tipo di ordinanze (utili e concrete) e con quali finalità? Mah.
Misure straordinarie di Protezione Civile. Quali misure (utili e concrete) servono, secondo i richiedenti? Mah.
Procedure finalizzate all'utilizzo delle risorse disponibili (risorse idriche, immagino). Che procedure (utili e concrete) servirebbero? Mah.
Sostegno ai territori colpiti. Ma certo...Finalmente un obiettivo inequivocabile! Si chiedono soldi! Si chiedono (che novità) finanziamenti e ristori in moneta sonante! Ma ditelo subito, allora. Ma a pioggia o a chi documenta di aver avuto un danno?
Siamo alle solite. Il solito assalto alla cassa comune.
Molto più serio sarebbe stato formulare la proposta di due-tre interventi strutturali per evitare o ridurre in futuro la portata degli scenari che stiamo vivendo e che si ripeteranno certamente in futuro. Se la cosa dovesse passare, qualcuno intanto si metterebbe in tasca qualcosa; e l'anno prossimo saremmo daccapo.
Daniro
10 agosto 2026 15:57
Quindi che si fa? La Regione assume uno sciamano per la danza della pioggia? O la Regione riduce il consumo di suolo, riduce l'allevamento intensivo, riduce le colture idrovore, punta sulla mobilità pubblica e sul ferro, riduce le emissioni di Co2 connesse con i fossili? L'impressione è come al solito che ottenuti i risarcimenti, alé, tutto come prima!
Danilo
10 agosto 2026 16:37
Scrivo a ricordare che decine di anni fa AIPO aveva proposto , e a ragione, la bacinizzazione del fiume .
L’intervento previsto dallo Studio prevedeva la realizzazione di quattro traverse, ubicate nei pressi di:
- Motta Baluffi (CR) e Roccabianca (PR);
- Viadana (MN) e Brescello (RE);
- Borgoforte (MN) e Motteggiana (MN);
- Sustinente (MN) e Quingentole (MN), a valle di foce Mincio.
Semplifichiamo : quando l'acqua del fiume c'è in abbondanza, la si butta nel mare senza criterio . Con la bacinizzazione si regola il flusso verso la foce , trattenendo ad esempio nei pressi delle ipotetiche centrali idroelettriche l'acqua che verrà rilasciata dopo che questa è entrata nelle turbine a produrre energia sommata al flusso dell'acqua a normale regime di portata standard . . A quelli che ingenuamente dicono che se c'è un periodo di magra come l'attuale ( che non ha bacini , ma che invece fa scorrere l'acqua verso la foce ) non si può produrre energia elettrica per mancanza di acqua , si può confutare che su un eventuale sbarramento sul fiume si posiziona un robusto impianto fotovoltaico , utile a produrre energia proprio perchè c'è il sole che picchia a martello ! Basta fare un giro a vedere quanto è lungo lo sbarramento di Isola Serafini per rendersene conto...........Ma la politica ha stoppato l'Aipo ed ora siamo in queste condizioni . La soluzione esiste e richiede studio ed impegno, quell'impegno progettuale ed economico buttati ad esempio in un inutile ponte sullo stretto di Messina, che se, affermo da tecnico , anche dovesse resistere ad un violentissimo terremoto , il treno che viaggiasse sui tre kilometri della lunghezza del ponte in quei momenti , DERAGLIEREBBE con i passeggeri sopra, e non ci vuole un genio per capirlo, data la necessaria 'elasticità" della struttura ! Tanti auguri al nostro PO che risorga quanto prima, perchè si puo' e si deve fare .