10 agosto 2026

Spinadesco rinnova la propria devozione a San Fermo: presenze record all’asta benefica di mezza estate

A Spinadesco, le temperature record di questi giorni non hanno minimamente intaccato la partecipazione ad una delle tradizioni locali più antiche ed amate. Sabato, l’asta benefica di San Fermo ha addirittura doppiato il successo delle ultime edizioni. Segno che la riconoscenza e la devozione nei confronti di colui che, nel Seicento, salvò il villaggio dalla carestia e dalla peste sono rimaste salde, vive, immutate. A parlare, sono i numeri. Gli organizzatori riferiscono di un buon trenta per cento di presenze in più, rispetto all’anno scorso. Visto il periodo – ci troviamo nel pieno delle ferie estive - è davvero molto, moltissimo. Pienone già alla cena rustica, che ha contato ben centocinquanta prenotazioni per la degustazione degli gnocchi nostrani, impastati grazie ai tuberi donati da Delio Groppi e da alcuni amici fuori provincia del parroco don Fabio Sozzi e conditi con pomodoro, gorgonzola oppure con zafferano e salsiccia, cui è seguito un secondo “di stagione”, a base di prosciutto crudo, melone e patatine fritte. Senza dubbio, c’è stato un bel da fare per le cuoche e per gli addetti al servizio, guidati, come di consueto, da Giuseppina Fiora, la mitica Pina. Del resto, i volontari dell’oratorio sono una squadra affiatata, attiva ed efficiente, che traduce in realtà le iniziative più svariate, tra cui lo “Spina Summer Fest” di giugno. “Ciascuno ha fatto la sua parte – dichiara soddisfatta Nicoletta Cavallie chi non ha potuto esserci di sera, è venuto di pomeriggio, per occuparsi dei preparativi”.

Poi è decollata l’attesissima vendita all’incanto, affidata a banditori collaudati ed irresistibili: Luigi (Gigi) Brugnoli e Mario Quinzani, una coppia alla Cochi e Renato, sebbene in salsa rigorosamente spinadeschese. All’imbrunire, i due sono saliti sul rimorchio usato a mo’ di palco, armati di microfono e di quintali di simpatia, per far partire i rilanci e tenere banco fino a poco dopo la mezzanotte. L’hammer price, il prezzo di aggiudicazione più consistente, ha raggiunto i duecento euro ed ha fatto portare a casa all’offerente una vasta gamma di articoli. C’era, infatti, di che sbizzarrirsi. Ricordiamo soltanto le cassette di verdura dell’Orto che Vale di Valerio Piazzi, i prodotti dell’azienda di Fausto Groppi, le uova freschissime a chilometro zero, la pasta, le marmellate, le fette biscottate, le zucche, le angurie, i meloni mantovani, le bottiglie di vino e di birra, i bagnoschiuma, le conserve e ben quindici torte casalinghe sfornate dalle massaie del posto ed andate letteralmente a ruba. Tante volte, ad urlare le offerte o a decidere gli “acquisti” per la famiglia sono stati i bambini. Ed è stato piacevole ed aggregante, un ponte tra un passato lontano ed un presente, deciso a non dimenticare: “Il mantenimento delle usanze è sicuramente positivo, importante e quindi il fulcro dell’evento resta quello di sempre - dichiara Michela Minerituttavia, abbiamo voluto ampliare un po’ il discorso, ritagliando un piccolo spazio espositivo per i lavoretti realizzati dall’associazione ‘I Fili d’Argento’, che propone attività ricreative per gli anziani”. 

 

Barbara Bozzi


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