9 agosto 2026

Louis Spohr Sinfonietta, sapori musicali di Mitteleuropa con il tocco italiano di Mauro Benaglia

C’è sicuramente da ringraziare Mauro Ivano Benaglia e tutta l’Accademia Concertante d'archi di Milano perchè un antico sapore di musica mitteleuropea ha fatto una piacevole irruzione nel panorama musicale cremonese. Già perché l’esibizione della "Louis Spohr Sinfonietta", nella ‘barocchissima’ chiesa di San Gerolamo all’ora del vespro, è risultata un’antologia ben congeniata di pezzi della grande produzione degli autori della Vecchia Europa che trovavano nell’Austria una patria d’oro di cultura e di ispirazione. A partire dell’immortale Wolfgang Amdeus Mozart (a Cremona presente in ogni manifestazione musicale piccola e grande che sia) con la sua preziosa e giovanile Salzburg Symphonie K.138 ( terzo quadro di una raccolta mo’ di Divertimento). Poi il più tedesco Felix Mendelssohn Bartholdy con i delicatissimi Vier Lieder ohne Worte; romanze senza parole, riepilogativi della poesia melodica mendelsshoniana. E sempre di area tedesca un tuffo nella contemporaneità con Arnold Schomberg Walzer fur Streichorchestra. Uno Schomberg ancora fortemente tonale e dal ritmo incalzante, fin quasi furioso. E c’è stato anche un omaggio all’italianità con quella gemma che è il micro poema sinfonico de i Crisantemi.

La "Louis Spohr Sinfonietta” si è dimostrato complesso solido. Ensemble dal suono compatto. Capace, nella sua graniticità tecnica e interpretativa, di slanci poetici, soprattutto nel brano pucciniano dove tornano le suggestioni espressive del repertorio operistico. 

Un discorso a parte poi merita il Nocturne fur Violoncello un Orchester firmato dal grande Pëtr Il'ič Čajkovskij, altra grandissima pagina di poesia musicale,  con il violoncello di Klaus Steinberger.

Steinberger solista dalle grandi qualità tecniche. Propone un Notturno: intimo. Commovente. Ricco di sfumature. 

Chiusura dell’esibizione riservata al sommo. Al principe della musica: Johann Sebastian Bach con il concerto per violino e archi in la minore BWV !041. Mauro Benaglia ha diretto il complesso austriaco con il tradizionale piglio, accompagnato da Lorenzo Meraviglia e dal suo incomparabile strumento: lo Stradivari Omobono 1730, dal suono sempre assolutamente travolgente. 

L’interpretazione bachiana di Benaglia è intensa. Sprigiona musicalità. Arriva direttamente al cuore del messaggio bachiano, soprattutto nel lirico Andante : sublime per la ricchezza espressiva. Chiude con un travolgente terzo tempo, dove il clima danzante prende il possesso dell’orchestra. Di Lorenzo Meraviglia si è già detto tutto sulla impressionante capacità tecnica che mette al servizio dell’interpretazione di Benaglia.

Bis vivaldiano in omaggio al compositore veneziano che trovò in Vienna proprio la sua ultima patria. Tutto torna meravigliosamente. Tantissimi gli applausi.

Roberto Fiorentini


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